Arbitri elegantiae: ultimato il videoclip del primo singolo

26/01/2018 - La band si è formata a Senigallia nel 2000, ha all’attivo due colonne sonore, due album autoprodotti, uno spettacolo di teatro-canzone, La storia del postino che cercò Babbo Natale, ideato nel 2013, e un videoclip.

La musica degli Arbitri Elegantiae può essere definita un cantautorato contaminato, ricco d’influenze provenienti dal folk, dalla musica classica e dal rock. I componenti sono quattro, Lorenzo Franceschini a voce e chitarra, Federico Messersì a basso e chitarra elettrica, Gabriele Ciceroni a clarinetto, fisarmonica, flauti, zampogna e cajon flamenco, e Giovanni Frulla alla tromba. Ormai da diversi anni collaborano con la cantante Silvia Falcinelli, il percussionista Eugenio Gregorini e il tastierista Marco Giulianelli. Il nome Arbitri Elegantiae significa, in latino, “arbitri dell’eleganza”, e riprende il soprannome dato dai suoi contemporanei allo scrittore latino Tito Petronio Nigro. Questo nome per i componenti della band ha però un significato più ampio di quello associato all’autore del Satyricon, e sta a significare che tutti noi, che viviamo in questo periodo storico, siamo gli arbitri dell’eleganza del nostro tempo: la bellezza del mondo in cui viviamo dipende da noi.

Il nuovo disco, Canto da un pezzo di storia si compone di undici tracce, è stato registrato da Giovanni Imparato (ora Colombre) e deve la sua veste grafica al pennello dell’artista pesarese Paolo Savelli ed agli scatti del fotografo senigalliese Gianluca Rossetti. Insieme ai componenti della band, nel disco hanno suonato anche Giovanni Imparato e la cantante senigalliese Silvia Falcinelli. Non si tratta di un concept album, ma c’è un tema centrale nel disco, ed è quello della speranza: una speranza non retorica, ma fondata su uno sguardo onesto ed impietoso sulla realtà del nostro tempo. L'album presenta delle canzoni che hanno alle spalle molti anni e che per l'occasione sono state vestite di una forma nuova, ma soprattutto testi dell'ultimo periodo. Il brano che dà il titolo all'album, Canto da un pezzo di storia, racchiude in pochi minuti tutto il senso dell'opprimente precarietà di questo tempo che non valorizza i veri talenti, ma che al contrario rischia di disperdere le energie e l'impegno di molti.

C'è una nota di speranza in tutto questo, una speranza sottile che la musica tenta di risvegliare, una speranza che rifugge la rassegnazione per cercare di riconquistare a poco a poco quella dignità che spesso viene dimenticata. L’immagine di copertina vuole ricordare proprio questo: è un dipinto, fatto con colori acrilici, tempera e matite colorate, opera di Paolo Savelli, che rappresenta una giovane donna in piscina, la quale, sul punto di affogare, viene salvata da due braccia che dall’alto la tirano su. Questa immagine, secondo la band, descrive al meglio il nostro tempo, un pezzo di storia che sembra destinato all’abisso, ma che con il nostro impegno e con la nostra passione può ancora riemergere. Il videoclip del primo singolo è opera del regista e fotografo senigalliese Lorenzo Cicconi Massi.

Il critico letterario Roberto Carnero ha scritto sul nostro ultimo disco: «L'album Canto da un pezzo di storia degli Arbitri Elegantiae si inserisce nella grande tradizione della canzone italiana d'autore (da Guccini a De André, per limitarci a due nomi tra quelli più significativi evocati dall'ascolto). Elementi salienti di questo lavoro appaiono lo stretto legame tra musica e parole (un legame non casuale né occasionale, bensì fondato sulla notevole qualità dei testi, accanto a quella della musica) e, sul piano tematico, la centralità del rapporto tra presente e passato e del senso di appartenenza a una comunità, motivi particolarmente apprezzabili in un tempo, come il nostro, di preoccupante mancanza di memoria e di esasperato individualismo».







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-01-2018 alle 13:22 sul giornale del 27 gennaio 2018 - 1828 letture

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