Comitato sull'ospedale: "Sull'Utic siamo alle solite domande"

comitato cittadino per la difesa ospedale di Senigallia 22/01/2018 - Il Comitato torna a fare le solite domande a cui ancora aspettiamo risposte in merito all'ospedale di Senigallia.

1) Quale strategia sanitaria o logica politica ha portato ad individuare come Cardiologie per acuti dotate di UTIC la Cardiologia di Jesi, che non ha mai eseguito e tutt’ora non esegue procedure interventistiche (pag 15 documento reti cliniche), e quella di Fabriano che in Area Vasta 2 ha i minori volumi di attività di ricovero e non risponde neanche ai volumi prestazionali previsti dalla legge 135/2012 (100 casi/anno in fase acuta di primo ricovero)?.
2) L’attività di ricovero della nuova Cardiologia ad indirizzo riabilitativo come verrà computata a livello dei flussi informativi ministeriali con il codice 56 delle degenze riabilitative (pag 9 del documento delle reti cliniche) o con il codice 08 delle degenze ordinarie di cardiologia?
3) Intaccare oggi la potenzialità operativa della Cardiologia dell’ospedale di Senigallia, che tra le Cardiologie dell’Area Vasta 2 ha il maggior numero di ricoveri, porterà inevitabilmente in pochi anni ad avere volumi prestazionali inferiori rispetto ad oggi?. Poi cosa farete chiuderete anche quel poco che state facendo finta di lasciare con la scusa che non ci sono i volumi di attività necessari?

Per ora l’unica risposta certa è che nel nostro stabilimento ospedaliero rimarrà una degenza di Cardiologia, senza l’UTIC, con posti letti dotati di monitoraggio dei parametri vitali (posto letto che si più attivare in qualsiasi degenza qual’ora se ne ravvisi la necessità con monitor multiparametrici e che non ha nulla a che fare con le competenze ed incombenze di una UTIC). Resta il fatto che a poco contano le rassicurazioni del politico o del primario di turno che dichiarano che a Senigallia si continueranno a trattare le patologie cardiache in fase acuta visto che le Linee Guida Ministeriali e le Società Scientifiche prevedono che si trattino in una UTIC. Non a caso la Determina Asur 732/2017 è in molti passaggi contraddittoria ed incongruente.

Tutto ciò a scapito dei nostri cittadini, dei cittadini delle vallate del Misa, del Nevola e del Cesano nonché dei nostri numerosi turisti che il sindaco ha dichiarato essere arrivati a quota un milione. Ed ecco che se si facessero due conti con diligenza, onestà e serietà si dedurrebbe che l’ospedale di Senigallia arriva a servire un bacino di utenza di oltre 150.000 abitanti che è il bacino minimo di utenza necessario per avere tutte le Unità Operative ed i Servizi che invece ci stanno smantellando.

Per fortuna che abbiamo l’Assessore Girolimetti che ha visto un altro film a lieto fine e che è convinto che dal 2015, grazie al Sindaco Mangialardi e al consigliere regionale Volpini, il declassamento del nostro ospedale è stato stoppato. Caro Assessore perfettamente in linea con il Programma della Giunta Spacca anche la Giunta Ceriscioli, con l’omertà dei nostri politici locali, sta facendo spegnere lentamente i reparti del nostro ospedale. Infatti a Senigallia la nomina di alcuni primari come “contentino” non ci ripagherà di tutte le Unità Operative Complesse che abbiamo perso (Laboratorio Analisi, Radiologia, Oculistica, Otorino, UTIC, ecc) e che avevano una valenza strategica per la salvaguardia del nostro presidio.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-01-2018 alle 16:25 sul giornale del 23 gennaio 2018 - 625 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, ospedale, senigallia, Comitato Cittadino per la difesa Ospedale Senigallia e piace a Daniele_Sole

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