Cambiare mutuo: cosa conviene oggi tra surroga, rinegoziazione e sostituzione

19/01/2018 - Il cambiamento al ribasso della percentuale dei tassi di interesse ha destato non poche attenzioni nelle famiglie della Penisola: non solo in quelle intenzionate ad investire nell’acquisto di un immobile, ma anche in quelle che hanno già compiuto questa operazione. Con il crollo dei tassi fissi, adesso situati all’1,9% e preferiti dall’84% dei mutuatari, chi ha già stipulato un mutuo vorrebbe allinearsi ai nuovi trend e sfruttarli dunque al meglio.

In realtà le opzioni per chi desidera modificare il vecchio mutuo stipulato con la propria banca sono diverse: si passa dalla rinegoziazione alla sostituzione, passando naturalmente per la surroga. Ovvero una delle possibilità al momento più apprezzate dagli italiani in questa condizione.

La scelta preferita dagli italiani è la surroga

È da almeno tre anni che gli italiani ricorrono costantemente alla surroga: un’operazione che consente ad un mutuatario di migrare il proprio mutuo dalla precedente banca alla nuova. Questa è un’operazione che ha una sua convenienza molto spiccata: così facendo, è infatti possibile strappare delle condizioni migliori in merito ai tassi e alle rate, rispetto alla situazione precedente. Ciò è dovuto al fatto che, essendo cambiate le condizioni relative ai tassi, adesso è più semplice trovare delle offerte migliori proposte dalle banche. Non di meno, il web ha semplificato di molto la ricerca del mutuo più conveniente: oggi è infatti possibile richiedere la surroga del mutuo su comparatori come Facile.it, che consentono di trovare tutte le surroghe disponibili online e di confrontare le diverse offerte. La portabilità del mutuo, introdotta dalla Legge Bersani, prevede anche altri vantaggi: intanto la vecchia banca non può opporsi alla richiesta di surroga. Inoltre, chi sceglie questa opzione non è tenuto a pagare penali o altro: la portabilità del mutuo è gratuita.

Rinegoziazione e sostituzione: le due alternative

Non esiste solo la surroga: gli italiani che hanno già sottoscritto un mutuo, infatti, possono contare su altre due opzioni alternative, ovvero la rinegoziazione e la sostituzione. Di cosa si tratta? La rinegoziazione è la possibilità di poter dialogare con la propria banca, cercando una nuova soluzione maggiormente conveniente: il vantaggio è l’opportunità di poter sfruttare i nuovi tassi, mentre lo svantaggio è legato ad un prezzo da pagare. La sostituzione, invece, è la soluzione più classica ma anche la più difficile: consiste nell’estinguere direttamente il mutuo con la precedente banca, per poi sottoscriverne un altro con un secondo istituto, a condizioni migliori.

Cosa conviene scegliere oggi?

Se in termini di tassi tutte e tre le opzioni sono convenienti, a livello di spesa le cose cambiano: questo perché la surroga del mutuo è l’unica fra le tre a non avere alcun costo extra. Per la rinegoziazione è infatti necessario sostenere un costo, e lo stesso dicasi per la sostituzione: nell’ultimo caso, infatti, bisogna corrispondere all’istituto di credito una penale per l’estinzione anticipata. Alle volte, poi, potrebbe essere necessario estinguere l’ipoteca: cosa che innalzerebbe, e di molto, i costi della sostituzione. Viceversa, la portabilità del mutuo gratuita è garantita dalla Legge Bersani: si tratta di un’operazione priva di oneri aggiuntivi.





Questo è un articolo pubblicato il 19-01-2018 alle 16:28 sul giornale del 19 gennaio 2018 - 883 letture

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