Nasce il Forum per la sanità pubblica

Sanità 15/01/2018 - E' in atto da tempo un processo di privatizzazione della nostra sanità. Il diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della nostra Costituzione, la legge che quaranta anni fa fece nascere il servizio sanitario nazionale, una grande conquista di civiltà, vengono oggi sistematicamente messi in discussione.

Le politiche di questi anni, dettate da organismi sovranazionali, stanno smantellando lo stato sociale in Italia, come in gran parte dei paesi occidentali. Sulla base del ricatto del debito pubblico in continua crescita, in realtà conseguenza della finanziarizzazione selvaggia dell'economia, della corruzione e dell'evasione fiscale, la sanità è ormai sempre più in mano agli appetiti del mercato, dei piccoli e grandi interessi privati. Nelle Marche la deriva privatistica è sotto gli occhi di tutti. Si va dall'affidare ai privati l'Assistenza Domiciliare Integrata come nell'ascolano, alla fusione dell'ospedale di Osimo con l'INRCA, vera e propria cessione di ramo d'azienda dell'Area Vasta 2. Per non parlare dell’ingresso massiccio di cooperative e aziende private in settori chiave del funzionamento e della qualità ospedaliera come il servizio vitto, lavanderia, pulizia, trasporto farmacia ecc.

Tutto ovviamente con utilizzo di lavoratori precari con contratti individuali e con pochissimi diritti. La scarsità della qualità del servizio di pulizia nelle Marche ha comportato un forte aumento delle infezioni ospedaliere! I segnali della dismissione della capillarità del servizio nella nostra regione sono evidenti. Ancona aveva 4 ospedali di cui 3 specialistici (INRCA, Lancisi e Salesi) e si è provveduto a fare di tutto ciò due Aziende Ospedaliere:, e gli Ospedali Riuniti di Torrette (Lancisi, Umberto I e Salesi) come polo misto, in quanto Azienda Ospedaliera Universitaria La costa pesarese si è vista riunire in una sola Azienda Ospedaliera, oggi Ospedali Riuniti Marche Nord, i due ospedali di Pesaro, San Salvatore e Muraglia, e il Santa Croce di Fano. Anche a Senigallia le recenti vicende mostrano come la sanità pubblica debba fari i conti con ridimensionamento e inefficienze. I responsabili non sono coloro, personale medico e infermieristico, che quotidianamente cercano di fare il proprio dovere, nonostante gli organici sempre più risicati, a causa dei tagli sistematici alla spesa pubblica e il blocco del turn over, ma chi ci governa a livello regionale, eseguendo passivamente le direttive nazionali e europee. Hanno iniziato con il chiudere gli ospedali di paese, stanno proseguendo con quelli di città, attraverso una graduale riduzione dei servizi, anticamera appunto della chiusura.

Di fronte a questo scenario, periodicamente nascono comitati di difesa delle strutture ospedaliere locali. Mobilitazioni generose, che dimostrano il crescente disagio dei cittadini, anche se hanno spesso il limite di rimanere in un ambito municpale. Crediamo che per fermare la privatizzazione della sanità sia necessario cercare di mettere in rete queste forme di mobilitazione, coinvolgendo cittadini e lavoratori della sanità in una battaglia fondamentale. Bisogna andare oltre una visione prettamente campanilistica del problema. Per questo a Senigallia è nato il “Forum per la sanità pubblica”. Lo compongono associazioni, sindacati di base, cittadini, e ovviamente lavoratori della sanità, della nosta città e non solo. Li accomuna l'intento di aggregare sul piano locale e territoriale coloro che si vogliono impegnare su una tematica fondamentale per la vita di tutti. A febbraio si terrà una prima iniziativa pubblica del Forum che presto annunceremo. No alla privatizzazione della sanità pubblica, sì al diritto alla salute.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2018 alle 18:32 sul giornale del 16 gennaio 2018 - 1015 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità

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