Ostra: Gang e Thom Chacon per l’apertura della Stagione 2018 del Teatro “La Vittoria”

11/01/2018 - Primo tour italiano per il giovane songwriter del Colorado Thom Chacon ribattezzato dalla critica “Durango’s Dylan”. Il suo nuovo disco Blood in the USA, nel quale suona il bassista di Bob Dylan Tony Garnier, ha ottenuto la copertina del magazine Buscadero di questo mese.

Sabato 13 gennaio farà tappa al Teatro "La Vittoria" di Ostra insieme ai fratelli Severini (The Gang ) per una grande serata di musica con un’attenzione particolare al tema dell’immigrazione e della frontiera. (ore 21:15 / ingresso libero).

Non poteva esserci band più appropriata per tenere a battesimo il primo tour italiano di Thom Chacon, giovane cantautore di Durango, Colorado, tra i più interessanti della nuova generazione “americana”.

Sabato 13 gennaio sul palco del Teatro La Vittoria d Ostra (An) ci saranno Marino e Sandro Severini, ovvero The Gang, la rock band più coerente del panorama italiano.

Chacon è musicalmente figlio di Bob Dylan, Townes Van Zandt e Bruce Springsteen ma la sua storia e i suoi vissuti gli hanno permesso di elaborare uno stile personale che potremmo definire “cantautore di frontiera”. La frontiera è quella tra gli Stati Uniti e il Messico, tra il futuro e la memoria, la speranza e le radici. Un tema che ha ispirato da sempre grandi artisti come i registi John Ford e Orson Wells e lo scrittore Cormac McCarthy. La frontiera è stata cantata anche dai songwriter americani come Joe Ely, Tom Russell e lo stesso Bob Dylan nello splendido disco Desire da cui è tratta Avventura a Durango resa celebre in Italia anche dalla versione di Fabrizio De Andrè.

Il nuovo disco Blood in the USA esce nel gennaio 2018 per l’etichetta italiana Appaloosa Records e contiene tutte le traduzioni dei testi, strumento prezioso per trasportare gli ascoltatori dentro le storie delle sue canzoni, ognuna delle quali sembra un piccolo film. Il disco è prodotto ancora una volta da Perry Marguleff e vede la partecipazione di Tony Garnier, bassista di Bob Dylan.

La critica ha mosso paragoni importanti verso Ryan Bingham e soprattutto John Mellencamp, per via della voce e della dimensione rurale degli arrangiamenti ma anche per l’urgenza sociale e politica dei suoi testi.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2018 alle 09:32 sul giornale del 12 gennaio 2018 - 890 letture

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