Niente spazi ai fascisti: l'Arvultura, una vittoria della mobilitazione antifascista

18/12/2017 - Giovedì sera il consiglio comunale di Senigallia ha approvato una mozione che, di fatto, rende impossibile concedere spazi pubblici cittadini alle organizzazione neofasciste.

Riteniamo si tratti di un fatto importante, frutto della mobilitazione antifascista che si è dispiegata nel nostro territorio in questi mesi. In particolare ricordiamo come l’otto aprile scorso la stessa amministrazione comunale avesse concesso a Casa Pound l’utilizzo del corso principale per volantinare e diffondere il proprio messaggio fatto di razzismo, xenofobia e apologia del fascismo. Nonostante la notizia si fosse diffusa all’ultimo momento, decine di antifascisti si sono immediatamente mobilitati rintuzzando l’iniziativa squadrista, che solo la protezione di un imponente schieramento di forze dell’ordine, ha impedito fosse spazzata via.

Pochi giorni dopo, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, la presenza organizzata del nostro centro sociale, dietro il cui striscione, si è aggregato un centinaio di persone, ha ricordato con un comizio rivolto alla piazza gremita, come Casa Pound sia oggi una delle più pericolose formazioni squadriste, protagonista di innumerevoli aggressioni a immigrati e antifascisti, che fa dell’intimidazione e della violenza la propria pratica costante, anche in stretto contatto con la malavita organizzata, come hanno evidenziato le recenti cronache provenienti da Ostia. Quindi ribadiamo l’importanza della scelta maturata la scorsa settimana che si va ad aggiungere ad altre compiute da amministrazioni comunali delle Marche e del Paese.

Oggi rendere i nostri territori immuni dall’odio fascista è una delle priorità irrinunciabili. A chi anche giovedì sera, vedi i consiglieri Paradisi e Rebecchini, sciaguratamente sostiene come non si possa impedire ad ognuno di esprimere le proprie idee, ricordiamo come il fascismo non sia un’opinione, una corrente di pensiero, ma un crimine, che in particolare in Italia ha mietuto morte e tragedie, a partire dal ventennio mussoliniano, per proseguire con lo stragismo, coperto da apparati dello Stato, negli anni settanta, fino al recente rigurgito che cerca di sfruttare la rabbia e il disorientamento provocato dalla grave crisi sociale, per mettere gli uni contro gli altri, come se il nemico fosse l’immigrato, il “diverso”, e non un sistema economico criminale che impoverisce le persone e semina precarietà e ingiustizia. Prorpio sabato a Roma migliaia di persone, lavoratori immigrati, movimenti per il diritto alla casa, associazioni antirazziste, e gli stessi centri sociali, hanno ribadito come sia possibile dare una risposta alla macelleria sociale in atto, unendosi, organizzandosi per i propri diritti, e dicendo chiaramente no ai fascisti di ogni risma, e ai provvedimenti liberticidi del ministro Minniti e del suo governo.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-12-2017 alle 15:27 sul giornale del 19 dicembre 2017 - 1166 letture

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