Un 'tecnoparco' per l'Appennino ferito dal sisma: il progetto

Sibillini 12/12/2017 - Dopo la presentazione avvenuta lo scorso mese di marzo, entra nel vivo il Progetto ‘TECAP – TECNOPARCO CENTRO APPENNINO’, dedicato ai territori colpiti dagli eventi sismici del 2016.

L’iniziativa, che vede tra i suoi promotori la FICEI (Federazione Italiana Consorzi ed Enti di Industrializzazione), i Consorzi per lo Sviluppo industriale, le Università e Province delle aree del cratere, prevede la realizzazione di una piattaforma tecnologica per il rilancio, la riconversione lo sviluppo ecosostenibile dell’assetto socio-economico, industriale e culturale dell’intero Appennino Centrale, che per le sue caratteristiche costituisce una delle più importanti infrastrutture territoriali del Paese.

Il Comitato promotore del TECAP si è riunito questa mattina a Roma, presso la sede dell’UPI, per presentare e discutere il documento tecnico-programmatico che porterà alla stesura e alla stipula dell’Accordo di programma con Ministeri competenti e Regioni Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria. Il TECAP sarà una piattaforma logistica, tecnologica, produttiva e formativa che avrà tra i principali obiettivi: il sostegno e il rilancio degli operatori e delle imprese del cratere; evitare l’abbandono del territorio sia da parte di persone che di imprese; la sviluppo di un tessuto dinamico e qualificato di Micro e PMI, la promozione di nuove start-up, la realizzazione di centri per la formazione aziendale e l’insediamento di strutture per la ricerca. Il tutto tenendo conto della storia e delle specifiche vocazioni di ogni territorio.

L’area di intervento del TECAP riguarderà i 131 Comuni inclusi nel cratere, dislocati in 9 Province per una superficie complessiva di 7587 kmq, una popolazione di oltre 560.000 abitanti, con 46.279 imprese complessive che impiegano 148.424 addetti, 158 musei e 177 biblioteche. Il Tecnoparco dell’Appennino avrà un centro direzionale e formativo presso il Consorzio industriale di Rieti e tre moduli operativi decentrati nelle regioni Marche, Umbria e Abruzzo, con proprie infrastrutture logistiche, aree per strutture produttive-commerciali, per attività fieristiche e congressuali, servizi e strumenti di supporto per il rilancio del territorio.

I “Centri di eccellenza” che caratterizzeranno profilo, funzione e attività del Tecnoparco saranno 5: Polo Innovazione, che effettuerà ricerca e sviluppo nei settori materili e tecnologie di costruzione, prefabbricazione industriale, impiantistica ed energie rinnovabili; Polo ICT che fornirà supporto e formazione alle aziende nel settore informatico e telecomunicazioni; Polo Sviluppo Eco-sostenibile che sarà un accelleratore di innovazione per le imprese che intendono allargare il proprio mercato con soluzioni eco-efficienti; Polo Biotecnologie che svilupperà ricerca per diversificare il tessuto produttivo e attrarre centri di ricerca e imprese e supportare la nascita di start-up; Polo Internalizzazione con attività di marketing territoriale, promozione di marchi locali, partecipazione a fiere ed eventi per promuovere il territorio e attrarre investimenti esteri.

Nella riunione di martedì il Comitato promotore ha posto le basi per la fase successiva del progetto, dando mandato alla FICEI e agli Atenei delle regioni interessate di realizzare uno studio di fattiblità in vista della prossima riunione prevista per gennaio 2018 che vedrà il coinvolgimento diretto delle Regioni. Per Andrea Ferroni, presidente della F.I.C.E.I., i Consorzi di Sviluppo industriale “dimostrano, anche in questa circostanza, di essere strumenti di servizio e incubatori di pratiche innovative di governance per il territorio, centri di capacità e competenze.”





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-12-2017 alle 18:04 sul giornale del 13 dicembre 2017 - 259 letture

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