Serra de' Conti: un libro sul patrono Il Beato Gherardo

3' di lettura 04/12/2017 - La bibliografia sul Beato Gherardo di Serra de’ Conti si arricchisce di un nuovo titolo: esce infatti in questi giorni ‘Il Beato Gherardo patrono di Serra de’ Conti, tradizione agiografica e culto attraverso i secoli’, il volume col quale si è voluta rivisitare la vicenda umana e la cornice devozionale del patrono del paese, in occasione delle manifestazioni giubilari gherardiane (1367 / 2017).

La parrocchia di Santa Maria de Abbatissis e il Comitato per il Giubileo hanno coltivato l’obiettivo di una nuova, documentata opera sul Beato trovando felice corrispondenza nel lavoro dello storico prof. Dario Cingolani che ha accettato di redigerla, e di un istituto di studi -l’Istituto di Ricerche per la Religiosità Popolare e il Folklore nelle Marche- sotto la cui egida il libro ha visto la luce. Il volume esce per i tipi de Il Lavoro Editoriale e sarà presentato il prossimo 10 dicembre, ma le prime copie fresche di stampa sono già arrivate a Serra de’ Conti e confermano le aspettative. Dario Cingolani è riuscito a raccogliere materiale copioso, per parte considerevole inedito e ad offrire della vicenda del Beato, in vita, in morte e dopo la morte, una chiave di lettura di indubbio spessore scientifico. Con lui ha collaborato, per la parte iconografica, la dr.ssa Benedetta Montevecchi. Questo nuovo lavoro si aggiunge ad una ‘letteratura’ gherardiana nella quale comparivano già ricerche di storici della levatura di Alberico Pagnani e Alberto Polverari, e virtualmente la completa per qualità e mole degli ulteriori elementi bio-bibliografici che fornisce.

Un compendio che arricchisce gli studi sulla religiosità popolare marchigiana e che, sottolinea nell’introduzione Bruno Massi, presidente dell’Istituto di Ricerche per la Religiosità Popolare e il Folklore nelle Marche, costituisce una “preziosa opportunità di rileggere la storia attraverso la vita del Santo”. Don Emanuele Lauretani, già parroco a Serra de’ Conti (gli è succeduto mons. Luciano Guerri, anch’egli a sua volta fortemente impegnato nel programma giubilare) nota nel suo indirizzo di saluto come l’uscita del libro coincida con “un tempo propizio … perché il beato è un dono per Serra, ma anche un dono di Serra a tutti coloro che vogliono avere nel nostro Patrono un’ispirazione di vita”. L’opera di Dario Cingolani muove da un attenta rivisitazione delle pubblicazioni e dei manoscritti sul Beato per proporne poi ‘vita, morte e miracoli secondo la tradizione’, accompagnati tuttavia da una lettura critica e documentata che consente di mettere a fuoco problemi emergenti come quello della collocazione storica della vicenda gherardiana considerata alla luce di nuovi, essenziali elementi che, attesta Cingolani, fanno ritenere ragionevole una ‘antedatazione’ della vita del Beato che non sarebbe morto nel 1367, mentre parrebbe plausibile che il 1367 sia stato l’anno del riconoscimento pubblico del culto con una ‘elevatio’ coram populo e la realizzazione di un primo luogo devozionale nel quale sarebbero stati traslati i resti.

Accurata anche la trattazione degli elementi artistici e iconografici affidata a Benedetta Montevecchi. Il Beato Gherardo è nuovamente consegnato alla storia grazie all’intervento di uno specialista che rivela ai serrani aspetti ulteriori della sua vicenda e ne offre una chiave interpretativa stimolante, con un’opera la cui distribuzione scandisce uno dei momenti più significativi nel denso ‘palinsesto’ giubilare.

L'appunamento è per domenica 10 dicembre alle ore 16.00 a Serra de' Conti nella Chiesa di Santa Maria de Abbatissis.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-12-2017 alle 09:43 sul giornale del 05 dicembre 2017 - 535 letture

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