Italia Nostra al sindaco: "Per il verde urbano la quantità non sostituisce la qualità"

Italia Nostra 24/11/2017 - Il sindaco Mangialardi non manca mai un’occasione per esaltare le sue scelte amministrative, come in occasione della recente Festa degli Alberi, in cui l’argomento è stato quello del verde pubblico, divenuto ricorrente dopo l’abbattimento della pinetina della stazione.

Che un sindaco abbia il diritto di informare la cittadinanza sul suo operato, magari con una certa enfasi, è incontestabile e fa parte della prassi politica, ma quando liquida le opinioni altrui definendole “strumentalizzazione politica” o quando in sedi riservate ricorre a giudizi sommari e offensivi, definendo le critiche “polemiche sterili e fine a se stesse, soprattutto se fondate sul nulla e talora proposte da soloni ” (sempre che sia chiaro chi fu Solone), allora ci sembra che sfiori la presunzione e l’arroganza, costringendoci controvoglia a controbattere a giudizi infondati.

Restando sul tema del verde pubblico, Italia Nostra di Senigallia ha sempre avanzato critiche precise e circostanziate ai singoli comportamenti, indicando alternative e pratiche virtuose, sia quando si è trattato di stigmatizzare le potature-capitozzature, sia quando si è trattato di contestare i metodi di sostituzione delle alberature stradali, sia quando si è trattato di rimarcare l’assenza di una precisa strategia per riprogettare il verde urbano in funzione di un nuovo assetto stradale. A queste critiche non è mai stato risposto e mai è stato richiesto un confronto diretto, nell’ambito del quale rispondere in modo puntale.

Uno dei cavalli di battaglia per il sindaco è diventato quello “della messa a dimora di oltre 4000 piante su una superficie complessiva di 7,5 ettari tra le Saline e la Cesanella”, su cui va detto innanzitutto che si tratta di una realizzazione a totale carico della Società Autostrade per le misure ambientali compensative della costruzione della terza corsia, in aree peraltro già destinate a verde pubblico da decenni; poi che si tratta di nuove piante che dovranno crescere e di cui si potrà godere gli effetti solo fra dieci/vent’anni; infine, senza entrare in un discorso che ci porterebbe lontano, che la quantità non basta da sola a fare la qualità. Infatti i boschi urbani hanno una funzione diversa dagli alberi che stanno nei luoghi dove si svolge la vita quotidiana delle persone: i quartieri residenziali, le strade urbane, i parcheggi, i centri commerciale e così via e di cui si è detto ripetutamente, e non è che questi possono essere sostituiti da altri, magari in numero maggiore, ma in luoghi periferici e lontani dal centro abitato. Inoltre una pianticella e nemmeno dieci possono sostituire un albero che ha almeno mezzo secolo di vita.

Allora, se il sindaco vuole dimostrare il suo reale interesse per il verde urbano, lasciando perdere le polemiche “strumentali” come direbbe lui, lo invitiamo intanto a progettare in modo diverso il parcheggio in allestimento alla stazione, prevedendo anche la messa a dimora di un certo numero di nuovi alberi, che servano ad ombreggiare le auto e lasciando da parte idee brutte, costose e di scarsa utilità, visto il poco spazio a disposizione, quali la costruzione di un parcheggio sopraelevato o qualcosa del genere. Sarebbe invece molto più utile e risolutivo perseguire con maggior convinzione altri progetti di parcheggio, che in questo settore della città dovevano essere previsti da tempo, ad esempio pensando all’utilizzo di nuovi spazi nelle aree del Politeama e del piazzale Morandi, dove, nel caso di quest’ultimo, insistono fra l’altro edifici inutilizzati di proprietà pubblica. Queste sono le vere sfide del futuro per una pubblica amministrazione, in grado di contenere il traffico e l’inquinamento, senza dover sacrificare il verde urbano.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-11-2017 alle 10:43 sul giornale del 25 novembre 2017 - 579 letture

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