Daniel Fiacchini: "Impariamo a distinguere cosa è scienza e cosa non lo è"

07/11/2017 - Abbiamo chiesto a Daniel Fiacchini (nella foto mentre effettua l'annuale vaccinazione antinfluenzale, raccomandata per gli operatori sanitari) – Dirigente Medico ASUR Marche, Dipartimento di Prevenzione AV2 e coordinatore del Gruppo Tecnico Vaccini e Strategie di Vaccinazione delle Marche perché non ha partecipato all'incontro pubblico sui vaccini organizzato da Senigallia Bene Comune.

VS: Daniel, il 10 novembre sei stato invitato ad un incontro pubblico per parlare di Vaccini, ma non hai accettato l'invito. Perché?

Daniel Fiacchini: In relazione all’incontro pubblico organizzato dal gruppo politico Senigallia Bene Comune, nella data del prossimo 10 novembre, sono personalmente stato contattato dagli organizzatori che mi hanno chiesto di partecipare come medico “pro-vaccini”. Ho rifiutato per un preesistente impegno ma ammetto serenamente che anche se fossi stato libero e nelle condizioni di partecipare non lo avrei fatto.
La sola idea che qualcuno possa pensare che sia normale l’esistenza di medici pro e medici contro è qualcosa che ritengo non accettabile. Come se dicessimo che ci sono medici pro e medici contro gli antibiotici per trattare una grave infezione o medici pro e medici contro l’intervento chirurgico quando abbiamo la perforazione dell’intestino a seguito di un appendicite acuta. La Scienza non funziona così. La Medicina non può funzionare così. Ora sono le evidenze scientifiche a guidare le decisioni e non possiamo affidarci a chi è contrario alle evidenze scientifiche. I Vaccini previsti dal calendario vaccinale sono un LEA, ovvero un Livello Essenziale di Assistenza: un bambino che vive in Italia ha il sacrosanto diritto di essere protetto da malattie potenzialmente mortali e per questo le vaccinazioni del calendario vaccinale sono offerte attivamente e gratuitamente. Cosa ci viene raccontato, al contrario, da certi personaggi di dubbio profilo scientifico?

VS: L'incontro del 10 novembre non sarebbe potuto essere un'occasione per ribadire questi concetti?

Daniel Fiacchini: No. È certamente paradossale quello che accadrà a Senigallia il 10 novembre: un gruppo politico che con una recente mozione ha proposto al consiglio comunale di Senigallia di promuovere una informazione corretta sui vaccini (assumendo dunque che l’informazione promossa dall’ASUR sia evidentemente scorretta) darà spazio ad un medico che nega l’esistenza dell’HIV! Quando sono stato invitato mi è stato chiaramente comunicato che io avrei rappresentato la posizione dei favorevoli ai vaccini e che ci sarebbe stato qualcun altro a rappresentare i “meno favorevoli”. Essere “meno favorevoli” ai vaccini che significato ha? Quanto sarà corretta l’informazione sui vaccini veicolata da un negazionista dell’HIV che peraltro non ha alcuna esperienza in ambito vaccinale? È giusto, dunque, organizzare un incontro dando lo stesso spazio alla scienza e alla pseudoscienza?

VS: Puoi spiegarci cosa è scienza e cosa è pseudoscienza? Chi decide quale parte è scienza e quale parte non lo è?

Daniel Fiacchini: All'interno della comunità scientifica tutti possono controllare il lavoro di tutti. Ogni esperimento può essere ripetuto e si confrontano i risultati. La Scienza è sempre pronta a cambiare idea quando emergono nuove evidenze. Per semplicità vi mostro un piccolo schema. (Lo trovate in fondo all'articolo - ndr)

VS: Che male c'è ad esprimere le proprie idee, anche se queste non sono in linea con le evidenze scientifiche?

Daniel Fiacchini: Quando si parla di vaccini e vaccinazioni, esattamente come quando si parla di HIV e AIDS o del cambiamento climatico, non c’è margine per pensare che il mondo scientifico sia diviso. Questi non sono argomenti in discussione. Se in nome della corretta informazione si desse lo stesso spazio a scienza e pseudoscienza si incorrerebbe nell’errore della errata par condicio.
Chi inventa fantasiose teorie sui vaccini e le diffonde non solo disinforma ma può recare danni gravi. Il negazionismo dell’HIV ha determinato danni enormi. Se passasse la bizzarra teoria che non stiamo vivendo alcun cambiamento climatico non ci sarebbe motivo per inserire il problema nelle agende politiche.

Le stesse bufale sui vaccini causano danni enormi. Se un genitore si convince dell’inutilità dei vaccini per aver accolto gli argomenti della propaganda antivaccinista allora avremo un bambino che probabilmente non sarà vaccinato con tutti i rischi connessi. Ecco perché in Trentino Alto Adige un noto antivaccinista locale è stato recentemente denunciato per procurato allarme dopo aver diffuso false informazioni in tema vaccinale.







Questa è un'intervista pubblicata il 07-11-2017 alle 09:40 sul giornale del 08 novembre 2017 - 4208 letture

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