M5S sull'Utic: "La favola dell’Utic raccontata dal Pd, ma l’umana gente non ci crede più".

ospedale di senigallia 17/10/2017 - Abbiamo letto con sorpresa gli articoli del sindaco e della segreteria del PD locale che narrano "le magnifiche sorti e progressive" della vicenda della cardiologia – UTIC del nostro ospedale.

Abbiamo anche letto – ma stavolta non ci siamo sorprese affatto – i commenti sarcastici o francamente arrabbiati dei lettori in calce ai suddetti articoli riportanti le mirabolanti imprese del PD e del suo sindaco, ovvero la salvezza dell’UTIC e della cardiologia di Senigallia. Stranamente, di questo mirabile accordo raggiunto sulla rete cardiologica nel tavolo tecnico tenutosi il 5 ottobre scorso non sa niente nessuno, tantomeno gli operatori delle unità operative interessate. Noi, consigliere del M5S, avevamo chiesto con forza, fin dall’incontro in IV commissione il 24/7/2017, che UTIC e Cardiologia non venissero toccate in alcun modo, per tutta una serie di motivi che abbiamo enunciato ripetutamente e con forza nonostante gli attacchi scomposti ed i trucchi di prestigio delle nuova maggioranza che si è creata in Consiglio comunale in questi ultimi mesi (gli effetti del Rosatellum sono tangibili anche qui?) Per tutta risposta, il sindaco, l’11 ottobre scorso, ci dice che “… il tavolo tecnico predisposto dall’ASUR per rivedere il Piano di riorganizzazione della sanità regionale ha previsto la rimodulazione dell’UTIC ….”.

Consultando il dizionario, troviamo conferma ai nostri dubbi: rimodulare significa – in italiano – rivedere / riorganizzare secondo uno schema o sulla base di esigenze diverse. Quali sarebbero, dunque, queste esigenze diverse? Quali sarebbero le cose che OGGI non vanno bene e che quindi dovrebbero essere cambiate? Quali tra le caratteristiche della Cardiologia – UTIC di Senigallia presentano criticità così gravi da determinarne la RIMODULAZIONE? Proviamo a capire. La popolazione servita non giustifica la presenza di questi reparti? No, perché, a dispetto di quello che ci vogliono far credere, la popolazione servita ha dimensioni tali da consentire la presenza di questo reparto. Il decreto Balduzzi di riordino degli ospedali afferma che gli ospedali sede di DEA di primo livello (che hanno al loro interno specialità come Cardiologia e UTIC) devono essere garantiti per bacini di utenza di 150-300mila abitanti. Nelle Marche abbiamo un milione e mezzo di abitanti e 10 cardiologie con UTIC, quindi siamo perfettamente in regola, non ci sono "reparti di troppo"! Togliere l'UTIC inoltre significa perdere la guardia cardiologica e perdere un altro tassello del Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione (DEA) di primo livello, che era stato istituito con una mozione consiliare approvata a luglio 2011 (link).

Non solo, ma Senigallia già ora – da sola – copre un bacino di utenza di circa 100.000 abitanti, che triplica in estate, e sta dando risposte ai bisogni di salute a tutti i cittadini della Valcesano,che sono stati privati di strutture di riferimento. Non vanno bene le dimensioni dei reparti? No, perché sia il reparto di cardiologia che l’UTIC hanno le dimensioni ottimali, previste dalla legge, ovvero 20 posti letto e 6 posti letto, rispettivamente. La Cardiologia-UTIC di Senigallia è la più grande e con più casistica dell'Area Vasta 2. Non vanno bene gli indicatori di attività dei reparti? No, perché la nostra Cardio-UTIC ha indici di appropriatezza (qualità delle prestazioni) tre volte migliori rispetto a Jesi, ha volumi di attività (numero di prestazioni) quasi doppi rispetto a Jesi. Da notare inoltre che la Cardiologia Utic di Jesi non è, ad oggi, in possesso dei requisiti minimi richiesti per l'accreditamento (DGR 1579/2001 http://www.norme.marche.it/Delibere/2001/DGR1579_01.pdf ) in quanto non posiziona i pace maker e invia i pazienti a Torrette per ricevere questa prestazione. Questo determina due ordini di conseguenze: Jesi amplifica i propri dati con prestazioni fatte altrove, in più paga l'azienda ospedaliera di Torrette per impianti di dispositivi che potrebbero essere eseguiti all'interno della stessa area vasta 2, a Senigallia oppure a Fabriano.

La casistica della patologia non giustifica una Cardiologia-UTIC a Senigallia? Secondo le attuali e riconosciute indicazioni delle società scientifiche, si distingue una terapia intensiva coronarica (per esempio quella di Torrette o di Pesaro), dove vengono inviati i pazienti che devono essere rivascolarizzati con urgenza (con il “palloncino”, per intenderci), e la terapia intensiva cardiologica, che invece tratta tutti gli altri pazienti. Ebbene, solo 3 pazienti su 10 hanno bisogno del “palloncino”, quindi gli altri 7 restano – oggi – a Senigallia. Se oggi l’UTIC ha volumi ottimali con 6 posti letto, che volumi potremo garantire domani, quando ci sarà stata la rimodulazione? E cosa si intende per rimodulazione? Taglio di posti letto? Dove andranno le persone con infarto, scompenso cardiaco, edema polmonare, aritmia maligna che non troveranno più posto a Senigallia? Andranno a Jesi? a Fabriano? O peggio? Perché è importante focalizzarsi sul DEA di primo livello? Il Decreto Balduzzi (D.M. n. 70/2015) prevede, per i DEA di I° Livello, la presenza dei seguenti reparti con posti letto: Cardiologia, UTIC, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Rianimazione, Medicina di urgenza-OBI (Osservazione Breve Intensiva), Neurologia, Otorino, Oculistica, Urologia, Psichiatria.

Negli ultimi anni abbiamo già perso 10 posti letto di lunga degenza e 27 posti letto per acuti, oltre alle degenze di Otorino ed Oculistica, ridotti ad erogare prestazioni in regime ambulatoriale. Per declassare l’ospedale di Senigallia a ospedale di base (obiettivo che il PD sembra voler perseguire a tutti i costi) il primo indispensabile passo è dunque smantellare il DEA di primo livello, senza il quale noi perderemo l’UTIC (ma quale rimodulazione!?), poi la rianimazione, infine il Pronto Soccorso, realtà che sono fondamentali per trattare pazienti critici con necessità di un sostegno intensivo alle funzioni vitali. Permetteteci alcune considerazioni conclusive. La segretaria del PD locale, Allegrezza, si cruccia che le consigliere del M5S, Martinangeli e Palma, non si siano accodate alla “azione unitaria” – diversamente dal consigliere Mandolini… Sorvoliamo sul fatto che anche il PD confermi pubblicamente la vicinanza, de facto, del consigliere Mandolini alla maggioranza, collezionando in pochi mesi una percentuale ragguardevole di “voti ribelli” ovvero diversi da quelli del proprio gruppo consiliare di appartenenza, ma precisiamo che la nostra protesta, portata in aula nella seduta consiliare del 27settembre scorso, era dovuta al fatto che le sottoscritte, assieme al consigliere Sartini (SBC), contestavano quanto accaduto durante la votazione degli emendamenti da noi presentati, in cui fu tolta la frase “DEA di primo livello” ( vedi http://senigallia.halleymedia.com/live161-Consiglio-comunale.html dal minuto 5:28:19).

La segretaria Allegrezza, nella sua tendenza alla estrema sintesi del lavoro svolto, con competenza e minuziosità, dalle consigliere del M5S nelle sedi istituzionali, in quanto forse intenta più alla verifica delle alleanze ottenute in consiglio che al merito della discussione, non ha però afferrato che la salvaguardia del Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) rappresentava, come abbiamo spiegato esaurientemente, il punto fondamentale della nostra azione politica. Fondamentale anche per avere ciò che auspica l’assessore comunale alla sanità Girolametti nel suo comunicato stampa , ossia “un ospedale di elevato livello e di riferimento per tutta la AV2”. Tutto il resto è aria fritta!





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-10-2017 alle 17:47 sul giornale del 18 ottobre 2017 - 1105 letture

In questo articolo si parla di vivere senigallia, giulia mancinelli

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