Calamità e rischi per i sindaci: il "caso" Mangialardi diventa nazionale

12/10/2017 - L’alluvione di Senigallia e la vicenda giudiziaria che vede indagato il sindaco Maurizio Mangialardi stanno diventando un "caso nazionale". Questo stando a quanto accaduto durante l'Assemblea dell’Anci Nazionale, in corso a Vicenza.

Durante la sua relazione di apertura, infatti, il sindaco di Catania Enzo Bianco si è rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente in sala, per elencare le "difficoltà che gravano oggi sui sindaci italiani nello svolgere il loro lavoro" e, facendo riferimento a Mangialardi, "ai rischi di ritrovarsi travolti da inchieste giudiziarie per responsabilità non proprie".

“Presidente – ha detto Bianco -  c’è una cosa che più di ogni altra vorrei simbolicamente affidare al suo alto magistero, alla riflessione del Parlamento e del governo, delle altre istituzioni repubblicane, delle forze politiche e degli organi di stampa: è la reputazione di quell’avamposto della democrazia che sono gli amministratori locali. Non c’è giorno che per una avversità atmosferica, per un crollo, un incendio, un ritardo, un titolo di giornale, una notizia alla tv, un flash sui social media, non ci si chieda chi sarà iscritto nel registro degli indagati, e poi quando arriverà la richiesta di rinvio a giudizio. La ricerca a tutti costi di un colpevole, il gioco duro delle forze politiche che a turno attaccano il sindaco della parte avversa, provoca quotidianamente discredito sugli amministratori locali. Questa mattina, durante il consiglio nazionale dell’Anci, c’è stato un applauso commovente nei confronti di un sindaco che è qui presente per fare il suo lavoro e che ha avuto in questi giorni, nel rispetto assoluto dell’indagine che farà la magistratura, ipotesi di reato che vanno a un minimo di 22 a un massimo di 35 anni di reclusione per aver dato una mano alla sua città”.

Una preoccupazione ribadita poco dopoi dalla presidente dell’Anci Veneto Maria Rosa Pavanello, che rivolgendosi anche lei al presidente Mattarella ha affermato: “Purtroppo, la vicenda di Senigallia rafforza la convinzione che noi sindaci siamo divenuti il parafulmine di ogni controversia amministrativa, chiamati ad assolvere funzioni spropositate rispetto alle risorse e agli organici a disposizione, con il rischio sempre incombente di restare con il cerino in mano e rispondere in prima persona di colpe non nostre”.







Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2017 alle 23:10 sul giornale del 13 ottobre 2017 - 5085 letture

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