Alluvione 2014: Mangialardi sarà ascoltato in Procura, martedì il confronto con i pm

11/10/2017 - Mangialardi andrà in Procura per raccontare i fatti della tragica alluvione del 3 maggio 2014. Il primo cittadino, raggiunto da un avviso di garanzia a chiusura delle indagini insieme ad altri 10 indagati, aveva chiesto di poter essere ascoltato. Ed ora la Procura lo ha accontentato.

La convocazione è stata fissata per il martedì 17 ottobre, quando Mangialardi si recherà di fronte ai pm che hanno condotto le indagini Irene Bilotta, Rosario Lionello e Ruggiero Di Cuonzo per rendere dichiarazioni spontanee su quanto accaduto in quella tragica notte.

Ad essere indagati, oltre a Mangialardi, si sono anche l'ex sindaco Luana Angeloni, Flavio Brunaccioni, capo della Polizia Municipale, Gianni Roccato, dirigente comunale, e i tecnici Massimo Sbriscia, Fabio Gagliardini, Mario Smargiasso, Marcello Principi, Alessandro Mancinelli, Libero Principi, e Roberto Renzi. Per gli accusati sono stati ipotizzati i reati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e abuso di atti d’ufficio. Le indagini non hanno riguardato solo quanto accaduto durante l'emergenza, ma soprattutto lo stato del bacino idrogeologico. Gli inquirenti contestano la mancata realizzazione delle vasche di espansione, l'inadeguatezza delle attività di vigilanza idraulica e l'utilizzo dei fondi europei per il PercorriMisa.

Mangialardi, nella sua ultima dichiarazione pubblica in Consiglio Comunale, aveva espresso la sua amarezza per “non essere stato sentito insieme alle 118 persone ascoltate durante la fase di indagine” perchè in quella sede avrebbe potuto “fornire un contributo utile a far luce rispetto alle ipotesi d’accusa formulate dalla Procura”. Ora, il 17 ottobre prossimo Mangialardi, assistito dall'avvocato Marina Magistrelli, avrà modo di formulare davanti ai pm la sua versione sui fatti dell'alluvione e replicare alle accuse mosse dalla Procura. Tutta la partita si gioca infatti sul rimpallo di responsabilità e competenze su chi aveva la titolarità del Misa e doveva quindi effettuare o meno i lavori di messa in sicurezza del fiume.





Questo è un articolo pubblicato il 11-10-2017 alle 23:50 sul giornale del 12 ottobre 2017 - 1660 letture

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