La denuncia del comitato cittadino: ''Senigallia declassato a ospedale di base''

ospedale di senigallia 01/10/2017 - Come Comitato Cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia abbiamo deciso di portare alla attenzione della cittadinanza alcuni dati su cui riflettere:

Direzione della UOC Oculistica a Fabriano; Direzione UOC Otorinolaringoiatria a Fabriano; Direzione UOC Radiologia/diagnostica per immagini a Jesi; Direzione UOC Laboratorio analisi - a Jesi; Direzione UOC Oncologia a Fabriano; Ingegneria clinica - direzione Fabriano; Direzione personale ed amministrativa a Fabriano ; ecc. Oltre alla nota soppressione dell’UTIC in atto.

Dati che vedono, senza il benché minimo dubbio, il declassamento lento e progressivo del nostro nosocomio da Ospedale di 1° livello a Ospedale di base, nelle più rosee previsioni; da ospedale dove in ogni momento c’era uno specialista per la maggior parte delle patologie serie che si potevano presentare ad ospedale dove c’è un medico di turno ha solo il compito di “stabilizzare” il paziente, se possibile, ed inviarlo a Jesi, Fabriano, Ancona o Fano, territori che secondo la direttive regionali hanno soppiantato Senigallia per la buona sanità, lasciando a noi “la sanità alla buona”.

Come Comitato ed in particolare come cittadini continuiamo a farci delle domande a cui vorremmo, anzi pretendiamo, che i vertici della sanità regionale, o perlomeno i nostri rappresentanti politici diano delle risposte. Sono ormai migliaia i cittadini che in questi giorni hanno firmato e stanno firmando la petizione affinché l’ospedale di Senigallia non venga smantellato senza prima sapere dove rivolgersi in caso di reali bisogni di salute urgenti, senza che prima il territorio non venga se mai rinforzato dei servizi ormai persi.

Qual è il piano aziendale dell’Area Vasta 2 in cui insistono gli ex ospedali di rete di Osimo, Jesi, Fabriano e Senigallia, ed in particolare del suo Direttore, l’ing. M. Bevilacqua ? Si intende realizzare un ospedale unico e dove? A Jesi, l’ospedale soprannominato dalla stampa amica “modello”, progettato almeno un decennio fa secondo criteri ormai abbondantemente superati e non essendo, tra l’altro, viste le dimensioni, in grado di supportare l’utenza che dovrebbe afferire una volta reso, l’ospedale di Senigallia, un semplice “cronicario”?

Noi cittadini pretendiamo che le scelte siano equilibrate e che rispecchino bacini di utenza, tradizione, numeri, accessi, professionalità già esistenti, volumi, appropriatezza delle prestazioni ed esiti così come proprio il tanto spesso abusato DM 70 (legge Balduzzi).

E ci chiediamo:

a) come si fa a chiudere una UTIC (quella di Senigallia), proprio in considerazioni dei principi sopra enunciati, a favore di Jesi e/o Fabriano?

b) cosa può aver portato a decidere di spostare la UOC ORL di Senigallia che i precedenti Direttori di Area Vasta 2 (Ciccarelli prima e Stroppa poi) avevano identificato secondo criteri verosimilmente incontrovertibili (bacino di utenza, storico, appropriatezza dei ricoveri ecc.) a Senigallia , ora a Fabriano, dove fino all’altro giorno non vi era neanche una UOC (mentre a Senigallia la UOC aveva visto storicamente la Direzione del Prof. Barocci, poi il dr Passeri e quindi il Dr M. Manizza). Ricordiamo ancora le parole del Sindaco a difesa della UOC ORL nelle ultime riunioni della IV commissione. Che fine hanno fatto tutte quelle promesse?

c) perché assumere 4 pediatri a Fabriano per salvare un punto nascita non a norma, richiedendo fino a pochi mesi fa, i medici di Senigallia e Jesi a supporto ?

d) come è stato possibile avere una Gastroenterologia a Senigallia, la UOC di riferimento dell'AV2 per interi mesi sott’organico ricordandosi di bandire i concorsi solo dopo numerosi solleciti del Direttore della stessa UOC e della intera cittadinanza, avendo nel frattempo provocato, vista la la carenza di organico, innumerevoli disservizi con riduzione delle prestazioni diagnostico ambulatoriali?

e) come è possibile avere i servizi di Laboratorio Analisi e di Radiologia sotto organico e con attrezzature di vecchia generazione oltretutto moltissime volte rotte con conseguente aumento dei tempi di attesa per lo svolgimento degli esami e i pazienti dirottati presso altre strutture, anche provate, aumentando così i costi personali e sanitari per la mobilità passiva che si genera?

Dov’è la programmazione sanitaria gentile Direttore M. Bevilacqua? La cittadinanza attende risposte a tali domande ed , in particolare, risultati rapidi. Continuiamo pertanto ad auspicare interventi concreti del Primo Cittadino, e del Dr Volpini sui vertici regionali e noi come comitato, continueremo a vigilare e , se necessario, supportare i nostri rappresentanti politici che hanno fatto della difesa del nosocomio cittadino parte fondamentale del proprio programma elettorale!

E’ certo però che il nostro supporto finirà nel momento in cui alle promesse fatte non seguiranno fatti concreti.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2017 alle 17:33 sul giornale del 02 ottobre 2017 - 1389 letture

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