Volpini sulla Chikungunya: "Risolto l'unico caso segnalato nelle Marche, disinfestare le aree per prevenire"

fabrizio volpini 18/09/2017 - Si è risolto e non destra preoccupazione nelle Marche il Chikungunya, il virus che sta imperversando nel Lazio e che sta interessando anche altre regioni italiane. Nelle Marche l'unico caso registrato, quello che ha visto coinvolto il 65enne di Castelplanio di ritorno da un soggirno ad Anzio, si è concluso con la completa guarigione del paziente. La Regione fa ora il punto della situazione.

"Il virus responsabile della Chikungunya appartiene alla famiglia delle togaviridae, del genere degli alphavirus, ed è trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue) ed è presente soprattutto in zone rurali, mentre è rara nei centri abitati -spiega Fabrizio Volpini, medico e presidente della commissione regionale sanità- Un altro importante vettore è l'Aedes albopictus, comunemente chiamata zanzara tigre, che è invece anche presente nei centri abitati. Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, la malattia si manifesta con una sintomatologia simile a quella influenzale con febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e importanti artralgie tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche. E' possibile sviluppare anche un esantema pruriginoso".

Volpini precisa che la malattia "generalmente si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni ma un'attenzione particolare va posta nei soggetti a rischio come possono essere i neonati, gli anziani e pazienti affetti da varie patologie".

Il virus della Chikungunya non si trasmette da uomo ad uomo ma solo da zanzara infetta a uomo. Il focoloio da cui si sarebbe originato il virus è individuato, dal Ministero della Sanità, nel Lazio  e i casi di persone ammalatesi (anche residenti in altri parti d'Italia) sono legati a contagi avvenuti nella regione. "Nei centri abitati la presenza della zanzara tigre la troviamo in tombini, bocche di lupo e ristagni di acqua -prosegue Volpini- per il suole pubblico, i Comuni devono provvedere con le disinfestazioni mentre per le aree private la prevenzione è affidata ai cittadini. Bisogna assolutamente evitare i ristagni d'acqua come quelli presenti nei giardini come annaffiatoi, vasi, sottovasi, abbeveratoi per animali ecc... Per quanto riguarda le disinfestazioni, la Regione Marche è intervenuta nelle aree dell'ospedale dove il paziente di Castelplanio è stato ricoverato (ospedale Profili di Fabriano ndr), in prossimità dell'abitazione a Castelplanio ed altre aree in cui il paziente era stato. Un plauso va a tutti i medici e l'equipe del reparto di medicina dell'ospedale Profili di Fabriano che hanno tempestivamente sospettato e individuato l'iniezione e dunque curato il paziente".

 





Questo è un articolo pubblicato il 18-09-2017 alle 14:35 sul giornale del 19 settembre 2017 - 1319 letture

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