Mercoledì 13 settembre 2017 dalle 21:00: "Diritti al Futuro, la Sinistra in Festa"

11/09/2017 - La tradizionale apertura della Festa in via Carducci coniuga sempre un evento culturale con la proiezione di un film. Quest’anno si parlerà di un fatto, dimenticato dai più, che riguarda direttamente la storia civile e sociale della nostra città agli inizi del Novecento.

Alle ore 21:00 ci sarà infatti la prima presentazione pubblica del libro, da poco pubblicato dalla Ventura Edizioni, “Zucchero Amaro – Storia di Aldo Gervasi, facchino di Senigallia, ucciso nel 1910”. Sarà presente l’autore, Francesco Fanesi. I nostri territori sono depositari di storie spesso dimenticate o rimosse. Vicende apparentemente marginali eppure emblematiche dell’epoca in cui sono accadute. La storia narrata in questo libro rientra a tutti gli effetti in questa tipologia. Tutto nasce da un “incontro” casuale.

L’autore, durante una visita al cimitero delle Grazie di Senigallia, nota una tomba che si contraddistingue dalle altre per un particolare: una lapide senza simboli religiosi ma contrassegnata da un sole simile a quello socialista “dell’avvenir”.

Sotto un’epigrafe sibillina: “Gervasi Pietro - n. 11 agosto 1856 m. 13 gennaio 1907 - riunito all’adorato figlio Aldo nato a Senigallia il 27 dicembre 1886, strappato violentemente all’affetto dei suoi il 21 agosto 1910 ammonisce: l’odio fra i lavoratori semina morte, che solo su gli uomini affratellati dall’amore potrà risplendere il sole della giustizia”. La curiosità di sapere fa il resto. Ed è così che dopo due anni di accurata ricerca storica il tutto diventa un libro, “Zucchero amaro”. Il contesto in cui si svolge la vicenda è quello della Senigallia di inizio Novecento, quando il movimento operaio muove i suoi primi passi in città, supportato da anarchici, socialisti e repubblicani.

Lo zuccherificio di Senigallia è il luogo della nostra storia: fondato nel 1885 dava lavoro a circa 200 operai più l’indotto. Nella primavera del 1909 gli operai di questo stabilimento scioperano in solidarietà con i colleghi di Ancona e di altri parti d’Italia. L’agitazione dura alcune settimane e vi partecipano anche 37 facchini, fatto non scontato visto che questi non erano direttamente dipendenti della fabbrica. La solidarietà di classe è ampiamente sentita tra i facchini che non hanno indugi nell’affiancarsi agli operai. Nel giro di alcune settimane la vertenza a livello nazionale rientra e di conseguenza a Senigallia si riprende a lavorare, ma la proprietà è decisa a vendicarsi dichiarando la serrata.

Alla fine il ricatto padronale vince e gli operai sono costretti ad accettare condizioni fortemente peggiorative. I facchini decidono però di resistere e uno di loro, Aldo Gervasi, pagherà questa scelta con la vita. “Uno dei motivi che mi hanno spinto a narrare questa vicenda - spiega l’autore - è stata una curiosa riflessione: in questi ultimi anni, tra quelli che stanno ancora lottando in controtendenza per i propri diritti, e che per farlo hanno scelto di unirsi e fare fronte comune contro chi li sfrutta, ci sono, guarda caso, di nuovo i facchini. Dopo cento e passa anni!”

Alle ore 21:00 verrà proiettato il film “Metello” che nella trama racconta una storia incredibilmente simile alla vicenda accaduta a Senigallia durante lo sciopero allo zuccherificio. Tratto dall’omonimo romanzo di Vasco Pratolini, che a metà anni '50 fu un caso letterario ed è generalmente ritenuto il suo miglior lavoro, il film, del 1970, è diretto da Mauro Bolognini. In questo film Bolognini realizza un superbo affresco dell'Italia, e di Firenze, dei primi del Novecento oltre che dei primi movimenti socialisti e delle lotte sociali.

Cast: Massimo Ranieri, Ottavia Piccolo, Lucia Bosé, Tina Aumont, Pino Colizzi, Gabriele Lavia, Renzo Montagnani, Frank Wolff, Mariano Rigillo.

Sceneggiatura: Luigi Bazzoni, Mauro Bolognini, Suso Cecchi d'Amico, Ugo Pirro Musiche: Ennio Morricone

Fotografia: Ennio Guarnieri Montaggio: Nino Baragli

Riconoscimenti: David di Donatello come miglior film.

Presentato in concorso al 23º Festival di Cannes, valse a Ottavia Piccolo il premio per la migliore interpretazione femminile. 1970 - Festival di Cannes Migliore interpretazione femminile a Ottavia Piccolo Nomination Palma d'oro a Mauro Bolognini 1970 - David di Donatello Miglior film a Mauro Bolognini e Gianni Hecht Lucari David Speciale a Ottavia Piccolo David Speciale a Massimo Ranieri 1971 - Nastro d'argento Migliore attrice protagonista a Ottavia Piccolo Migliore scenografia a Guido Josia 1970 - Globo d'oro Miglior attore rivelazione a Massimo Ranieri Miglior attrice rivelazione a Ottavia Piccolo

TRAMA Firenze, primi del ‘900. Rimasto orfano, Metello è cresciuto in campagna, ma sceglie di non seguire la famiglia adottiva, quando questa perduta la concessione dei campi decide di andare a lavorare nelle miniere del Belgio. Decide di andare a Firenze, città dove è nato, e trova lavoro, come muratore, nel cantiere di un ingegnere, un padrone "buono" che ben conosce ed apprezza il valore dei suoi operai, adeguandosi tuttavia alla regola generale di sfruttamento del lavoro. Arrestato per essersi scontrato con la forza pubblica, inviata a proibire le bandiere ai funerali di un muratore anarchico, caduto dall'impalcatura, all'uscita dal carcere ne sposa la figliola Ersilia.

Intanto, fra gli operai di Firenze s'è fatto strada l'ideale socialista; Metello, che ha conosciuto l'anarchismo grazie a Betto, anarchico ed amico del padre che gli insegna a leggere, segue la strada della coscienza e dell'unità di classe, partecipa a un grande sciopero proclamato per ottenere migliori salari. Durante la lotta, che si prolunga per giorni e giorni senza alcun risultato, Metello intreccia una relazione con Idina, una borghese vicina di casa, ma la stessa Ersilia interviene energicamente a stroncarla.

Come gli industriali avevano previsto, tra gli operai, in sciopero da più di un mese, si fa strada lo scoraggiamento, tanto che, il quarantesimo giorno, un gruppo di loro decide di ripresentarsi al lavoro, e tra di essi Olindo suo fratello adottivo, tornato dal Belgio poiché in miniera si è ammalato e al contrario dei suoi fratelli non è riuscito ad inserirsi nella società straniera.

Per impedirglielo, Metello ed altri si gettano contro i gendarmi, chiamati a difendere i "crumiri"; un muratore viene colpito a morte da una guardia, ma in quel momento giunge la notizia che i lavoratori hanno vinto la loro battaglia sindacale. Finito, per quel suo gesto, in carcere una seconda volta, Metello promette a Ersilia di non tornare più in galera per le sue lotte politiche, entrambi sanno che non sarà così.

La serata sarà coordinata da Marco Lion de “La Città Futura”


da Diritti al Futuro - Sinistra In Festa






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-09-2017 alle 11:39 sul giornale del 12 settembre 2017 - 534 letture

In questo articolo si parla di leonardo barucca, spettacoli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aMTz





logoEV