NeAtWoRk. Comunicare il nostro Brand. Facciamo il punto.

21/08/2017 - Riprendiamo il dibattito sul turismo locale invitando questa volta tre professionisti della comunicazione digitale: Fabrizio Ianniello, Business Director dell’Agenzia Neikos, Daniele Quercetti CEO dell’Agenzia Crealia, entrambe di Senigallia e Riccardo Silvi, Fondatore della Premiata Fonderia Creativa di Jesi.

Fabrizio, fare comunicazione attraverso i social media è da qualche anno uno dei modi più efficaci e immediati per raggiungere il proprio target di riferimento. Tuttavia, per promuovere e sostenere il nostro Brand abbiamo bisogno di saper comunicare contenuti in grado di attirare l’attenzione e di fornire informazioni interessanti e risposte che l’utente sta realmente cercando.

I social media stanno cambiando molti aspetti della nostra vita quotidiana, uno fra tutti è il marketing del turismo. Gli utenti, oltre a cercare sui motori di ricerca, che sono ancora oggi lo strumento che offre alle imprese turistiche il tasso di conversione più alto, acquisiscono consapevolezza rispetto alle proprie idee di viaggio principalmente sulle piattaforme social. Seguendo suggerimenti autentici ed affidabili, postati da amici e following, che formano una piccola community peer-to-peer, la condivisione di informazione, contenuti ed esperienze diventano un volano in grado di promuovere una destinazione turistica.

Di fronte a questo nuovo panorama le imprese stanno cambiando il loro modo di comunicare con i clienti, creando campagne pubblicitarie basate sullo user generated content, lasciando spazio all’utente e coinvolgendolo maggiormente. Attraverso l’uso di hashtag, tag, check-in e recensioni online, l’utente/cliente acquista sempre più rilevanza. In questa nuova realtà saper comunicare con il pubblico ed instaurare nuovi modelli di relazione con i turisti diventa fondamentale, non solo per le imprese private (hotel, ristoranti, villaggi, agriturist etc), ma anche e sempre più spesso per le destinazioni (città e luoghi di attrazione turistica) che si configurano sempre più come veri e propri brand.

Ma creare e promuovere il brand di una destinazione non è così semplice: farlo in modo artificioso e “forzato” senza il supporto di un piano strategico e soprattutto legato ai valori, alle risorse reali e ai servizi del luogo, può facilmente disattendere i risultati attesi. In questo contesto i professionisti della comunicazione possono supportare le amministrazioni e gli enti di promozione non solo nell’operatività, ma soprattutto nella fase strategica e formativa del personale addetto alla gestione.
 

Riccardo, come la nostra regione sta comunicando il proprio brand?

Direi “benino”. C'è un inizio importante di consapevolezza sull'importanza di valorizzare i propri punti di forza, anzi forse ci sono tanti “inizi” e questo porta con sé delle minacce. Quello che vedo infatti è una disomogeneità nei messaggi che lanciamo (in Italia e all'estero) con una notevole differenza di contenuti. Chiudiamo gli occhi e pensiamo alla Toscana, cosa vediamo? Firenze, vino rosso, colline con vitigni. E il Salento? “Lu mare lu sule lu Jentu”. E se pensi alle Marche? Siamo la “regione al plurale” ma dobbiamo cercare di non confondere il turista e caratterizzarci per un nucleo distintivo e riconoscibile. Possiamo essere “mare” o “montagna”, “borghi” o “città”, possiamo essere “centro” o “sud” ma dobbiamo inevitabilmente emergere con un nostro posizionamento forte nel mercato turistico nazionale e mondiale. Questo ancora manca. E in mezzo a tutto questo ci sono i social media, che altro non solo che dei canali oggi più utili e performanti di ieri. Ma domani potrebbe essere un altro mezzo ad avere maggiori riscontri. Quello che non cambierà mai è “chi siamo”. Forse il vero obiettivo non è comunicare chi siamo, ma prima ancora capire ed essere coerenti fino in fondo con la nostra identità. La vera sfida per il nostro territorio e per tutti gli imprenditori turistici che ci lavorano potrebbe essere questa: una promessa di “verità”. Capire fino in fondo chi siamo, perché veniamo scelti. Quindi operare in tutto e per tutto per mantenere questa “promessa” e non creare nessuna delusione. Questa è in fondo è la chiave per una buona comunicazione, soddisfare con tutti noi stessi la voglia di cose vere che sempre più spesso le persone ci chiedono.
 

Daniele, che cosa ci dici invece per Senigallia e le sue imprese turistiche?

Intanto una premessa. Quando si fa comunicazione, in ogni settore e maggiormente in quello turistico, l’errore principale che si tende a commettere è quello di concentrarsi sul “come”, dando per scontato che il “cosa” esista solo perché esiste una destinazione turistica o perché vediamo le 4 mura dell’hotel che dobbiamo promuovere: sbagliato! Dobbiamo convincerci che l’Hotel “Marisa” (nome di fantasia) che offre l’anonima camera matrimoniale, con il classico minibar incastrato nel mobile basso della stanza e l’asciugacapelli che fa capolino in un bagno piastrellato con delle ceramiche floreali 20x20 degli anni ’70 per il mondo dei social Network (e non solo) è completamente invisibile e di conseguenza NON comunicabile: non esiste!

Nicola Delvecchio (Teamwork ndr) in una frase descrive meravigliosamente il futuro dell’hôtellerie: “Le persone non dormiranno più in una camera di Hotel, ma in un Concetto, in un’Idea” e non è un caso se oggi sentiamo sempre più parlare di Brand e sempre meno di prodotto turistico. Gli Hotel che funzionano sono proprio quelli che vengono “costruiti” attorno ad un’idea ben precisa e con il termine “costruire” intendo non solo dal punto di visto comunicativo, ma anche e soprattutto in termini di arredi, spazi, servizi ed esperienza globale del cliente.

Le idee sono facili da condividere sui social e contribuiscono a costruire l’identità digitale di ciascuno di noi. Detto questo è facile rispondere al tuo quesito: chi ha una proposta di valore concreta, non ha problemi a far conoscere il proprio Brand online in quanto si veicola naturalmente, chi non ha questo non ha nulla da comunicare. Non ci sono vie di mezzo. Abbiamo un brand eccezionale da sfruttare come quello della Bandiera Blu! Ma in quanti siti web delle nostre strutture viene utilizzato? Credimi, sono davvero molto pochi quelli in cui compare, mentre in tantissimi troviamo pubblicizzato il fax: qualcuno lo usa ancora?!?

In conclusione, le strutture che hanno una chiara value proposition (ne monitoriamo 330) fortunatamente sono molte di più di quelle che si pensi e tra queste spiccano B&B e Agriturismi, che probabilmente sono più giovani e hanno avuto maggiore prontezza a convertire il proprio business tenendo conto dei nuovi trend di mercato….

Discorso differente è invece quello della destinazione. Senigallia ha fatto un lavoro eccezionale. #FeelSenigallia è un brand che non rappresenta solo mare, eventi, cultura, arte, storia, sport e buona cucina, ma un vero e proprio “status di turista”, che è attento alla qualità, allo star bene, alla sostenibilità, alle diversità e all’ambiente, che ama divertirsi in modo pulito e vuole il meglio dal suo tempo libero e l’utente dei social questo lo percepisce.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-08-2017 alle 11:44 sul giornale del 22 agosto 2017 - 1339 letture

In questo articolo si parla di lavoro, economia, alberto di capua, Destination learning Marche e piace a alk Daniele_Sole

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