L'ultimo saluto al pediatra Paolo Simone: i "suoi" bimbi, "Grazie per averci voluto bene"

09/08/2017 - Un addio che sa di un arrivederci. Un commiato che vuole essere un non dimenticare quello che è stato e quello che ora resta. E' stato questo il senso delle tante testimonianze lasciate mercoledì pomeriggio in Cattedrale durante i funerali di Paolo Simone, il medico pediatra di 53 anni, tragiccamente morto domenica durante un volo in parapendio sul monte Cucco.

Paolo Simone, originario di Biella ma da anni residente a Senigallia dove lavorava come pediatra di famiglia e dove viveva con la moglie Emanuela, anche lei medico, e i quattro figli Giovanni, Sofia, Carlo ed Enrico, non era solo un medico, apprezzato e stimato per la sua professionalità. Era un "operatore di pace". Era presidente della Scuola di Pace, promotore della Festa dei Popoli per l'incontro e l'integrazione fra culture diverse, era capo Scout e missionario in Africa dove curava i bambini malati e molti ne vedeva morire di morbillo e tetano perchè purtroppo non vaccinati.

Una cerimonia densa di commozione che ha voluto essere un omaggio alla memoria di Simone, quella che è iniziata alle 14 in Cattedrale con i tanti saluti, preghiere e ricordi lasciati dai genitori dei suoi piccoli pazienti, colleghi, volontari, amici e parenti. Alle 15 è iniziato il rito funebre, in una Cattedrale che non è riuscita a contenere tutta la folla, officiato da don Paolo Gasperini che ha portato il saluto anche del vescovo Franco Manenti. Tanti i momenti di commozione nelle parole lette dai colleghi della Scuola di Pace che hanno ricordato come "Paolo fosse sempre avanti, caparbio e tenace nel raggiungere gli obiettivi", dalla missionaria con cui aveva condiviso i difficili momenti del volontariato in Africa.

Intimi e strazianti anche il ricordo della moglie letto dalla cognata e il saluto degli Scout fra cui c'era, in prima fila, anche il figlio. A prendere la parola è stato anche uno dei suoi piccoli pazienti. "Frazie che ci hai voluto bene -ha detto il piccolo- che ci hai fatto ridere, hai sopportato i genitori che ti chiamavo a tutte le ore e grazie per esserci stato sempre vicino".

Comune il sentimento, da parte di colleghi, volontari, e scout di non disperdere l'eredità etica e morale lasciata da Paolo Simone che continuerà "a sopravvivere nel cuore di tutti quelli che lo hanno conosciuto".


di Giulia Mancinelli e Sara Santini
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Questo è un articolo pubblicato il 09-08-2017 alle 23:00 sul giornale del 10 agosto 2017 - 8309 letture

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