Luca Pagliari: le notizie che non scriviamo

07/08/2017 - Capita che un giornalista si imbatta nella complicatissima rete del sistema sanitario senza una penna o una telecamera al seguito, ma con una madre di 84 anni da consegnare ai chirurghi per una operazione di tumore alla mammella e l’asportazione di alcuni linfonodi.

È così che ho fatto il mio ingresso nell’universo del dolore. Nessun servizio giornalistico o nessuna inchiesta, sono semplicemente il figlio di una paziente che nella vita di pazienza ne ha avuta molta, essendo questo il tredicesimo intervento cui viene sottoposta.

Sono stati tre giorni di full immersion nel cuore della fatidica sanità, quella che non funziona mai, quella che se non conosci ti lascia morire di attesa, quella che non ha più un'anima perché nessuno ti guarda in faccia e dove i medici non hanno mai tempo per regalarti una spiegazione in grado di farti capire cosa sta accadendo al tuo corpo o a quello di una persona a te vicina.

Beh, pur non essendo un giornalista di carta stampata, approfittando degli amici che lavorano nel settore, questa “notizia che non esiste” l’ho voluta assolutamente scrivere.

È la notizia che al reparto di chirurgia di Senigallia si ripete tutti i giorni, perché in questo reparto, al di là dell’alta professionalità, l’uomo è ancora al centro di tutto.

È la notizia di infermieri che sanno sorridere e danno del tu al paziente non per mancanza di professionalità, ma per una dose abbondante di umanità.

È la notizia di chi non scarica le proprie frustrazioni su chi è sdraiato in un letto di sofferenza, ma cerca sempre di proporsi con il sorriso.

È la notizia di chi non si è consegnato alla routine del dolore inaridendosi con il tempo.

È la notizia di due chirurghi (Raffaella Ridolfo e Martina Nisi) che dopo aver operato la mamma sanno spiegarti con gentilezza estrema l’esito dell’intervento e lo fanno con dovizia di particolari, cercando il tuo sguardo e senza farti sentire uno che sta rubando loro minuti preziosi.

La Dottoressa Nisi è passata direttamente a casa nostra per visitare la mamma, durante il decorso post operatorio, perché essendo cardiopatica le ha così evitato un viaggio in ospedale con temperature africane.

Lo ha deciso la Dottoressa intercettando una necessità. Mai io lo avrei richiesto essendo questo un servizio non previsto dal regolamento.

È la notizia della coordinatrice del reparto, Antonella Antonietti, che mi ha aiutato con gentilezza estrema a predisporre l’intervento domiciliare per la medicazioni.

Ed anche chi mi ha risposto al Poliambulatorio e l’infermiere venuto poi a casa, con il loro modo di agire e la loro umanità, hanno continuato a regalarmi un qualcosa che si chiama fiducia nel genere umano.

Noi giornalisti dovremmo più spesso accorgersi di ciò che funziona e sbatterlo in prima pagina esattamente come si fa con i serial killer o con il vip di turno.

Le persone che si celano dietro le notizie che non scriviamo, in silenzio e con umiltà rendono migliori le nostre vite, fanno il loro lavoro con amore, hanno professionalità da vendere, si illuminano per un semplice grazie. Loro sono la parte sana di un paese gravemente malato di egoismo e cinismo. Difendiamo questo patrimonio, tuteliamolo e mettiamolo in vetrina. Io ho iniziato a farlo partendo dal reparto di Chirurgia di Senigallia diretto dal Dottor Angelo Cavicchi. Poter dire grazie è ancora possibile.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-08-2017 alle 23:58 sul giornale del 09 agosto 2017 - 9629 letture

In questo articolo si parla di attualità, luca pagliari e piace a Daniele_Sole

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