Sgomento per la morte del pediatra Paolo Simone. Il suo motto, "piano ma deciso"

07/08/2017 - Una comunità sotto shock e incredula per la tragica scomparsa di Paolo Simone, il pediatra 53enne, vittima di un incidente in parapendio avvenuto domenica pomeriggio sul monte Cucco.

Appena diffusasi la notizia della morte del medico, molto amato e conosciuto per il suo impegno nel mondo del volontariato (era presidente della scuola di Pace e attivi negli Scout), i messaggi di cordoglio e di commozione per la perdita di una persona che tutti riconoscono come "unica e speciale".

La Scuola di Pace Vincenzo Bucceletti, di cui era presidente, lo ricorda così. "Caro Paolo, te ne sei andato così all'improvviso lasciandoci attoniti e increduli. Il sentimento è di una grandissima perdita per tutti, per la tua famiglia, per le famiglie che seguivi, per gli scout, per la città, ma non ci lasci vuoti, ci lasci in eredità la testimonianza, oggi più che mai necessaria, che si può essere UOMO, nella tenerezza, nella gentilezza, nel prendersi cura degli altri, nel rifiuto di qualsiasi forma di violenza, nel rispetto delle differenze, nella condivisione, nell' impegno per la comunità e nella pace. Allora grazie per tutto questo e per l'esperienza che insieme abbiamo fatto nella scuola di pace rimarrai nei nostri cuori, porteremo avanti ancora con più tenacia ciò in cui credevi: la possibilità di un mondo migliore. Assistici, ovunque tu ora sia".

"Sono davvero incredulo e affranto per la tragedia accaduta -commenta il sindaco Maurizio Mangialardi- il dottor Simone era una figura di spicco nel mondo dell'associanismo e del volontariato. Lo ricordo per le sue innate qualità di interlocutore fra le verie culture, il suo impegno come presidente della Scuola di Pace e senza di lui la nostra comunità sarà sicuramente più povera. Sono davvero addolorato per questa grave perdita".

Paolo Simone oltre che presidente della Scuola di Pace, era stato anche capo Scout e presidente dell'Agesci. Era anche tra gli organizzatore della Festa dei Popoli, evento organizzato dalla Scuola di Pace e dal Comune per favore l'incontro e l'integrazione fra culture. Il medico, che viveva con la moglie Emanuela Sbriscia Fioretti e ai suoi quattro figli, in una casa comune insieme ad altre famiglie nella zona di San Gaudenzio a Borgo Bicchia, era sempre a contatto con i ragazzi, i giovani ma anche i genitori.

Così lo ricorda il presidente dell'Age, associazione genitori, Alberto Di Capua. "Ho conosciuto Paolo Simone un anno fa, anche se in città Paolo fosse già molto noto per la sua incessante attività nel volontariato. Paolo chiese di venire a casa una sera perché stava rimpolpando le file degli esploratori del Gruppo della Cesanella e aveva saputo che Giuseppe era intenzionato a farne parte. Una mezzoretta di conversazione ci bastò per capire che persona fosse e quale stile educativo avesse per approcciarsi così efficacemente con due nuovi genitori. Insomma, finalmente capimmo con quale tipo di educatore oggi i genitori vogliono avere a che fare quando mandano i loro figli a fare delle attività extra-scolastiche. Fu intesa immediata!. Mio figlio ha frequentato il suo gruppo per un anno intero con immensa soddisfazione per il clima di valorizzazione e di coinvolgimento che vi si respirava e le molteplici attività che vi svolgevano. Insomma, Paolo, coadiuvato dalla comunità dei capi, aveva raggiunto l’obiettivo e ce l’ha dimostrato quando in occasione del campo estivo a Casteldelci, abbiamo partecipato all’incontro domenicale riservato alle famiglie. A margine dell’incontro, al momento dei saluti, ho ringraziato personalmente Paolo per i risultati che aveva raggiunto in così poco tempo esprimendogli tutto il mio apprezzamento. Paolo, contento e visibilmente emozionato, con quella compostezza che l’ha sempre caratterizzato mi ha sussurrato il suo motto: "piano ma deciso". Voglio fermarmi qui perché queste ore, esattamente dopo una settimana da questo episodio, sono veramente strazianti per la sua famiglia e per tutta la comunità scout che hanno perso un uomo di grande valore".

Paolo Simone era anche un professionista molto apprezzato. Dopo la laurea in Medicina all'Università di Torino, si era trasferito nelle Marche. Dall'ospedale di Urbino era arrivato poi a quello di Senigallia, dove lavora anche la moglie. Dopo alcuni anni aveva deciso di lasciare il mondo ospedaliero per dedicarsi completamente ai bambini ed oggi era pediatra di famiglia. Proprio dai genitori dei suoi piccoli pazienti, sul web, sono arrivate decine e decine di messaggi di cordoglio.





Questo è un articolo pubblicato il 07-08-2017 alle 11:05 sul giornale del 08 agosto 2017 - 9881 letture

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