M5S in consiglio comunale: equilibri di bilancio, commissione di indagine e inchiesta su spiaggiamenti e aumento TARI

04/08/2017 - Il 27/7/2017 si è riunito il Consiglio comunale, prima dell’interruzione agostana, con importanti argomenti all’ordine del giorno.

Dopo aver preso atto dell’uscita del consigliere Gregorini, ex capogruppo consiliare del PD, per creare, all’interno del consiglio, il nuovo gruppo Art.1 - MDP, è stata presentata dall’Assessore al bilancio Campanile la Delibera del Consiglio Comunale N° S-OF/2017/1619 del 27 luglio 2017 riguardante la “Salvaguardia equilibri bilancio previsione 2017/2019, variazione di assestamento generale di bilancio 2017/2019 e ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi”, con attinente emendamento presentato dalla dirigente Filonzi, relativo a correzioni di alcune tabelle.

Come già in precedenza, il M5S ha votato compattamente in modo contrario a questo ulteriore assestamento di bilancio, assieme alle altre opposizioni, ad esclusione del gruppo di “Progetto in comune”, che dal suo insediamento consiliare, ha sempre apertamente dimostrato il suo incondizionato appoggio alla maggioranza.

In particolare, abbiamo fatto un breve intervento per segnalare, in particolare, il fatto che, per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, sia stato destinato UN MILIONE DI EURO per la copertura delle spese correnti.

Un breve intervento perchè, in questa sede, eravamo chiamati ad approvare una variazione di assestamento generale del bilancio di previsione finanziario armonizzato 2017/2019, sul quale ci eravamo già ampiamente espressi lo scorso gennaio, argomentando e dando il nostro voto negativo. Con la presentazione di questa delibera di assestamento sono stati, infatti, richiamati tutti gli atti precedentemente deliberati, il Bilancio di previsione finanziario armonizzato 2017/2019 approvato il 30 gennaio 2017 ed il Rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario precedente, del 2016, approvato il 27 aprile 2017. Il nostro voto è stato, quindi, negativo anche a questo assestamento, in quanto abbiamo ricordato cosa abbia significato, per i cittadini, l’approvazione del bilancio 2017/2019. Abbiamo ricordato che, nonostante l’esistenza di una normativa che impone il blocco degli aumenti sui tributi comunali, questo blocco non ha potuto arginare l’aumento vertiginoso della TARI, sulla quale ci siamo soffermati in modo capillare in sede di discussione del bilancio previsionale. Per non parlare poi dei debiti fuori bilancio precedenti che sono stati inglobati e rendicontati.

Per cui il nostro intervento è stato un ribadire la nostra posizione di disapprovazione di questo bilancio di previsione e del rendiconto dell’anno precedente. In merito poi all’assestamento dell’attuale bilancio non vi era molto da aggiungere, se non focalizzare la nostra massima attenzione sugli aumenti di spesa corrente. Ci era stato detto in Commissione IV° dall’assessore al bilancio che le risorse di € 390.000,00 che si erano liberate per la rinegoziazione di mutui della Cassa depositi e prestiti, sarebbero state sicuramente destinate ad investimenti, invece questi denari, questi introiti, che poi non sono introiti , ma semplicemente un rinvio di una rata di mutuo, ce li ritroviamo totalmente destinati alla copertura della spesa corrente. La norma lo prevede, la norma lo permette, però non ci è sembrato politicamente corretto vedere destinate queste risorse alla copertura delle maggiori spese per la raccolta dei rifiuti e la pulizia dell’arenile. Le tasse sempre in aumento non bastano quindi più a coprire questi costi? Anche gli oneri di urbanizzazione sono stati destinati alla copertura di questo aumento di spesa corrente, con un conseguente taglio ulteriore negli investimenti. Non ci è sembrata certo una manovra da approvare.

Si è poi passati alla nostra proposta di Istituzione di una commissione consiliare speciale temporanea di indagine e inchiesta per accertare eventuali responsabilità relative all’enorme quantitativo di detriti e materiali legnosi spiaggiati sul litorale successivamente ai lavori di pulizia e riprofilatura fiume Misa appaltati dalla Provincia di Ancona a seguito dell'alluvione del 3/5/2014 - Revisione di strumenti norme e regolamenti atti alla prevenzione e/o al contenimento ulteriori eventi (vai all'atto)

Questa richiesta fa seguito a nostri precedenti interventi in consiglio comunale, attraverso i quali abbiamo più volte richiamato l'attenzione dell'amministrazione, informando contestualmente la cittadinanza attraverso articoli e comunicati stampa, anche in merito al possibile recupero del legname spiaggiato, oggetto di una mozione presentata lo scorso 23 marzo 2017 dal M5S Senigallia, inviata dal Consiglio in commissione ma non ancora calendarizzata.

Nel 2017 i senigalliesi hanno dovuto subire gli aumenti della TARI conseguenti al conferimento in discarica di trentottomila tonnellate di rifiuti spiaggiati (24.000 tonnellate nel 2015 e 14.000 tonnellate nel 2016), a fronte delle circa 500 tonnellate/anno stimate negli anni precedenti, con una spesa aggiuntiva per il Comune di circa un milione di euro, deliberata in sede di approvazione del Bilancio di previsione 2017/2019.
 

Questi spiaggiamenti si sono verificati nei mesi successivi all’alluvione del 3/5/2014, in particolare a seguito delle operazioni di pulizia e riprofilatura dell'alveo del fiume Misa appaltati alla Provincia di Ancona nel 2015.

In sede di discussione di bilancio abbiamo protestato vivacemente contro questo aumento, legato - per ammissione esplicita dell'Ente - ai lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa appaltati dalla Provincia di Ancona. Avevamo già contestato il debito fuori bilancio per interventi post mareggiata del 23/03/2016 votato nella Delibera N° S-LP/2016/1594, approvato dal Consiglio comunale di Senigallia il 27 luglio 2016 in cui l’Ente scrive testualmente che "a seguito dei lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa ... ad oggi dopo ogni piena si verifica uno spiaggiamento straordinario di materiale organico putrescibile".

Abbiamo anche assistito al rimpallo di responsabilità tra sindaco, e provincia di Ancona. Il primo ha chiesto lo stato di calamità naturale – non si sa bene a che titolo, dato che è utilizzabile solo per il settore agricolo, mentre la seconda nega fermamente ogni addebito, affermando che il sindaco non aveva avuto nulla da obiettare al termine dei lavori (http://www.viveresenigallia.it/2017/03/27/materiali-spiaggiati-la-provincia-la-questione-sta-assumendo-un-contorno-inaccettabile-e-paradossale/632638)

Quello che potrebbe essere avvenuto è che nessuno, tra Regione, Provincia e Comune, abbia rispettato il Codice dell'Ambiente (D.Lgs. 152/2006) che avrebbe imposto a Regione e Provincia l'obbligo di mantenere lo stato dei luoghi e di non abbandonare alcun rifiuto (comprese le centinaia di alberi abbattuti durante gli interventi di pulizia e riprofilatura del Misa) sul suolo, nel sottosuolo e nelle acque superficiali o profonde, ed al Sindaco l’obbligo di vigilare e pretendere che chi aveva la responsabilità dei lavori li eseguisse in maniera corretta e completa, nonchè - in caso di inadempimento – provvedere direttamente, salvo poi rivalersi chiedendo la restituzione delle somme anticipate per il ripristino dei luoghi. Ad oggi, non ci risulta che chi di dovere abbia vigilato sulla esecuzione dei lavori, né ci risulta che il Sindaco abbia disposto un'ordinanza nei confronti di Provincia e Regione, optando per l'approvazione del riconoscimento del debito fuori bilancio a carico dei cittadini.

La nostra proposta di instituire una commissione temporanea di indagine era stata osteggiata già in sede d'esame in Commissione permanente congiunta 1^ - Affari istituzionali, tenutasi lo scorso 11 luglio, ed è stata definitivamente affossata in Consiglio comunale con il voto contrario di tutti i consiglieri di maggioranza.

Infine, abbiamo presentato, durante la seduta del Consiglio comunale del 27/07/2017, una Mozione sull’accordo commerciale di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA), al fine di impegnare Sindaco e Giunta a contrastare, in ogni sede e luogo istituzionale, la ratifica finale del trattato inrenazionale CETA.

Così come il TTIP, anche il CETA rappresenta un trattato economico voluto dalle multinazionali e dalle lobbies, discusso a porte chiuse dai burocrati della Commissione Europea tenendo fuori i cittadini.

Le circa 500 associazioni di cittadini che si sono formate a livello europeo hanno raccolto oltre 3 milioni e 200 mila firme (un numero di persone in grado di formare una catena umana di 4500 km da Gibilterra a Tallinn in Estonia) per una iniziativa popolare contro TTIP e CETA che ha raggiunto il quorum in 23 su 27 paesi membri della UE.

Questa iniziativa, inizialmente rigettata dalla commissione europea, è stata invece accolta dalla Corte di Giustizia Europea, che ha stabilito che gli stati membri non possono essere scavalcati nella stipula di questi trattati.

Per quanto riguarda l’Italia e la nostra regione, molte sono le minacce al made in Italy, che vede nell’agroalimentare un settore di eccellenza con livelli importanti di export. Molti prodotti DOP e IGP non sono tutelati dal CETA, come il parmigiano reggiano, l’asiago, la fontina, per non parlare dei prosciutti di Parma e S. Daniele, con il rischio di ritrovare sul mercato italiano prodotti potenzialmente pericolosi e non rispondenti agli elevati standard di sicurezza italiani (es. il grano canadese contaminato da glifosato).

Siamo lieti che tutta l’assemblea consiliare abbia appoggiato la nostra mozione, che è stata anche resa più efficace dalla proposta – da noi accettata – di un emendamento per impegnare la regione Marche a ostacolare in tutte le sedi il proseguo delle trattative.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-08-2017 alle 12:13 sul giornale del 05 agosto 2017 - 592 letture

In questo articolo si parla di politica, riccardo mandolini, m5s senigallia, Stefania Martinangeli, Marco Bozzi

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