Pronto Soccorso e pediatria: due eccellenze quotidiane

31/07/2017 - Sabato sera, in pieno Summer Jamboree, ho portato mio figlio di 22 mesi al pronto soccorso a causa di un piccolo incidente. Ero pronto ad attendere molte ore, visto l'orario di punta e la ferita non grave (per fortuna!) di mio figlio. Invece in meno di mezz'ora ero già nel reparto di Pediatria mentre mio figlio veniva visitato per la seconda volta.

In passato su questo giornale ho dato riscontro di attese lunghissime al pronto soccorso di Senigallia. Oggi sono felice di raccontate la mia esperienza personale, estremamente positiva.

Intorno alle 10 di sera mio figlio cade dalle scale, sulla sua fronte si forma un bernoccolo enorme. Mia moglie ed io ci spaventiamo, anche se il bimbo rimane sempre cosciente e senza ulteriori problemi apparenti.
Consapevoli dell'orario di punta: sabato sera e Summer Jamboree in corso ci prepariamo ad una lunga attesa.

Lascio mia moglie ed il bimbo davanti al pronto soccorso e vado a parcheggiare. Nemmeno il tempo di trornare e trovo mio figlio che già parla con il personale del pronto soccorso, il quale ci rassicura e ci assicura: "appena si libera un laboratorio lo facio visitare".

Meno di 20 minuti di attesa ed è già il nostro turno.
Durante l'attesa ho modo di apprezzare uno schermo che mostra quanti codici bianchi, verdi, gialli e rossi sono in attesa e quanti stanno venendo assisititi in questo momento. Dato che è impossibile calcolare il tempo di attesa preventivamente, vista la particolarità del servizio, questa mi sembra un'ottima soluzione.

La visita viene svolta con professionalità. La dottoressa ci assicura che non è nulla, ma avendo il bimbo meno di due anni è opportuno lasciarlo per una notte in osservazione. Pochi minuti e siamo già nel reparto di Pediatria dove il bimbo viene visitato ancora, in maniera più accurata.

Le due visite sono svolte dai medici non solo con professionalità, ma con quel qualcosa di più che solo la passione per il proprio lavoro può dare. Visitare un bimbo di meno di due anni, spaventato per il posto nuovo e per la botta ricevuta e che sicuramente sente anche l'agitazione dei genitori non è facile, ma i medici e le infermiere lo fanno sembrare quasi un gioco.

Mia moglie e mio figlio passano la notte in reparto ed io torno a prenderli la mattina dopo, consapevole di aver ricevuto un servizio di altissimo livello.





Questo è un editoriale pubblicato il 31-07-2017 alle 09:10 sul giornale del 01 agosto 2017 - 6491 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, michele pinto, pronto soccorso, pediatria, editoriale

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