Jamboree: strada chiusa per sicurezza e il negozio resta senza clienti. La soluzione dopo la protesta

28/07/2017 - C'è voluto un bel polverone e una sonora protesta per arrivare ad una soluzione. Dall' "interpretazione" delle nuove normative per la sicurezza del decreto Gabrielli, era spuntata una transenna in via dei Commercianti bloccando il passaggio anche ai pedoni.

Una misura che di fatto ha isolato l'attività commerciale che si affaccia nel piccolo tratto di strada che collega piazza Simoncelli con via Arsilli. La titolare Luciana Sbarbati ha sbottato. "Qualcuno mi spieghi questo cartello, perché io rischio di dire cose inappropriate...I vigili: è il decreto Gabrielli!  Gabrielli vi ha detto di strozzare una minuscola via del centro storico di Senigallia per quale motivo? Per impedire di far defluire eventuali ingorghi? Per evitare che 10-20-30 persone passeggino in quei venti metri? E se la triste e buia piazza Simoncelli è già praticamente chiusa a che pro chiudere pure questo mini passaggio? Vuol dire che io devo dare forfait per 12 giorni nel mezzo della stagione estiva? Perché? Mi servono risposte e mi viene da piangere: un misto di rabbia e dolore per una città che a questo punto si merita solo banche e franchising!".

In difesa della commerciante è intervenuta anche la parlamentare di Possibile Beatrice Brignone. "A Senigallia in questi giorni si svolge il Summer Jamboree, l'evento principale dell'anno che richiama migliaia di persone da tutto il mondo in un grandioso festival internazionale della musica e cultura degli anni '50. In base alla circolare Gabrielli emessa dopo i fatti di Torino ci sono precise disposizioni nella gestione delle manifestazione pubbliche. Da quello che Luciana Sbarbati ha capito dalle poche spiegazioni che le sono stare date ieri, l'applicazione di questa circolare non consentirà a nessuno di poter accedere alla via che porta al suo negozio, impedendole di fatto di lavorare. Non mi pronuncio sul Piano Sicurezza che non ho dubbi sia stato valutato con le migliori competenze e capisco benissimo le responsabilità e le difficoltà nell'organizzare eventi del genere in questo periodo, tanto più in un centro storico. Detto questo chi ne viene in qualche modo danneggiato dovrebbe essere a) avvisato per tempo con tutte le spiegazioni del caso b) indennizzato equamente del danno subito. In questo caso l'accesso a questo bellissimo negozio viene negato al pubblico per 12 giorni in piena estate, nel momento dell'anno di maggior afflusso di turisti, quindi di lavoro e, quindi, di incasso. Incasso fondamentale che determina le sorti di tutto l'anno. Se non si può cambiare il Piano, che si riconosca (e si versi...) al più presto un equo indennizzo. Basta un po' di buon senso per coniugare l'interesse collettivo alla sicurezza e l'interesse privato a campare del proprio lavoro, perché di questo parliamo. Di campare del proprio lavoro. Mi auguro che il buon senso venga utilizzato. Resta l'amarezza di leggere queste parole da una persona amante del proprio lavoro che, come tanti altri, lotta come una guerriera per mantenere questa "bottega di prossimità" che unisce artigianato e prodotti ricercati e capirne il senso di solitudine e esasperazione che ne trapela".

Intanto dalle ultime informazioni arrivate alla commerciante sembrerebbe che il Comune abbia rivisto la chiusura della via, riaprendola al transito pedonale.





Questo è un articolo pubblicato il 28-07-2017 alle 10:09 sul giornale del 29 luglio 2017 - 5300 letture

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