M5S: "Smantelliamo gli errori dei vertici Asur, non il nostro ospedale"

Sanità 25/07/2017 - In data 24/7/2017 si è riunita, a Senigallia, la 4' Commissione consiliare permanente per discutere del futuro del nostro ospedale. Il tema della tutela della salute, in particolare del rispetto della Costituzione che sancisce il diritto dei cittadini a ricevere cure dal sistema sanitario nazionale, è uno dei temi cardine del programma del M5S a livello nazionale e locale. Per garantire un sistema sanitario ad accesso universale va preservata la sanità pubblica, che anni fa era, in Italia, una delle migliori al mondo.

Due fatti però stanno minando alla base l’universalità e l’omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che ha affidato alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento ed ha accentuato le differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende, inoltre, sempre in modo più accentuato ad organizzare la Sanità come un’azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di salute e di qualità dei servizi. A livello regionale, abbiamo assistito negli ultimi anni ad un trend decisamente preoccupante, in cui sono stati portati ripetuti attacchi alla sanità senigalliese, mentre venivano potenziate altre realtà della provincia, come Jesi e Fabriano. Di tutto questo disastro, il PD - i cui esponenti locali hanno cercato in ogni modo di salvare la faccia davanti al numeroso pubblico presente in commissione – è stato il principale artefice.

L'operato della precedente giunta Spacca, ieri tanto inviso e vituperato negli interventi degli esponenti dei vertici attuali della sanità regionale, a suo tempo fu difeso a spada tratta proprio dal partito da cui proveniva e che lo aveva fatto eleggere, il PD. Ma torniamo allo svolgimento della commissione. Il direttore generale Asur, Dott. Marini, ha ricordato che, in base al c.d. decreto Balduzzi (DM 70/2015), che ha rivisto gli standard ospedalieri, nonchè in base alle delibere di giunta regionale che l'hanno recepito, l'Area Vasta 2 può mantenere solo due cardiologie con Utic, sulle tre esistenti. Il nostro intervento come M5S ha puntato a smantellare, dati alla mano, questa affermazione. Secondo il DM 70/2015 infatti le specialità, come la cardiologia con Utic, devono essere presenti ogni 150-300 mila abitanti. Le Marche sono poco popolose (circa un milione e mezzo di abitanti) e le città sono di dimensioni medio-piccole (la più grande, Ancona, conta poco più di 100.000 abitanti), ma attenendosi il criterio della norma, prevederebbe, su base regionale, 10 U.O. di cardiologia con Utic.

Attualmente, nelle Marche esistono proprio 10 cardiologie con Utic, nel pieno rispetto degli standard previsti: 2 Utic sono nei DEA (dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello - aziende ospedaliere e ospedali riuniti di Ancona e Marche Nord a Pesaro/Fano-, le altre 8 sono nei DEA di primo livello - Urbino, Senigallia, Jesi, Fabriano, Civitanova, Macerata, Ascoli, Fermo-. A nostro avviso, la Regione sta commettendo un errore in questa fase di riorganizzazione, in quanto vuole applicare gli standard del DM Balduzzi su base provinciale, facendo perdere quindi una unità operativa. Un altro punto che abbiamo sottolineato è il fatto che venga penalizzata proprio la cardiologia di Senigallia, che è la più grande e quella con volumi maggiori di attività dell'Area Vasta (abbiamo avuto, nel 2016, un numero di prestazioni – drg - quasi doppio rispetto Jesi). Quindi, ci chiediamo, perché far diventare la cardiologia di Senigallia una realtà riabilitativa, quando all'interno dell'Area Vasta 2 esiste già la cardiologia riabilitativa di Villa Serena a Jesi?

Senigallia viene penalizzata per far posto alla futura cardiologia/utic del costruendo ospedale che ospiterà l'INRCA ed il presidio di Osimo? Se chiude l'Utic, noi non potremo più gestire in sede l'urgenza cardiologica e perderemo il DEA di primo livello, senza contare che verrebbe penalizzata una realtà che ha operato e tuttora lavora con grande professionalità e con il pieno soddisfacimento da parte della popolazione locale, e non solo. Vogliamo, infatti, ribadire le considerazioni espresse nel nostro precedente comunicato che la nostra Area Vasta 2 ricomprende anche la ex Zona Territoriale 4 di Senigallia, che racchiude i comuni di Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de’ Conti e Trecastelli, con un bacino di utenza di quasi OTTANTAMILA abitanti, senza contare tutti gli accessi durante il periodo estivo dovuti alla presenza di turisti e gli accessi durante tutto l’anno da parte degli abitanti dei comuni limitrofi della Valle del Cesano (Marotta, Mondolfo ecc) e dei comuni a sud di Senigallia (Marina di Montemarciano, Chiaravalle, Belvedere Ostrense, ecc).

Durante lo svolgimento della commissione consiliare del 24 luglio, sia il presidente della Commissione sanità regionale, Dr. Volpini, che il direttore generale dell’Asur, Dott. Marini, hanno dichiarato che le determine 481/16 e 361/17, contestate dai cittadini, dagli operatori del settore, dal Tribunale del Malato e dalle opposizioni politiche, sono state sospese. Come M5S vigileremo a tutti i livelli (locale, regionale e nazionale), affinché la sanità pubblica - soprattutto dove funziona bene - non venga ulteriormente saccheggiata.

Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli - consigliere comunali M5S Senigallia





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-07-2017 alle 19:53 sul giornale del 26 luglio 2017 - 1179 letture

In questo articolo si parla di politica, Movimento 5 Stelle, M5S

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