NeTaTwOrK. Siamo tutti operatori del Turismo!

19/07/2017 - L’intervista a Claudio Albonetti, spiega come si possa fare turismo ‘senza litigare’ e sopratutto coinvolgendo i nostri concittadini.

Claudio, un mio collega del nord sostiene che gli albergatori si dividono in tre categorie: a) offro lenzuola e spaghetti b) il mio albergo è la vacanza, quello che mi circonda non mi riguarda c) sono un mediatore culturale, oriento, accompagno e faccio scoprire nuove dimensioni. Puoi confermare questa distinzione per Senigallia?
Innanzitutto, cominciamo col dire che i nostri albergatori appartengono ad una categoria ‘preoccupata’ per la sempre più complessa gestione dell’attività, ma soprattutto per l’opprimente fiscalità (total tax rate del 68%) in gran parte dipendente da Roma. Per quanto riguarda le tipologie accennate si può dire di avercele tutte, ma sicuramente va premiato quell’albergatore che riesce a stabilire un rapporto con gli ospiti soprattutto nell’indicargli quali e dove siano le ‘eccellenze’ da esplorare. Tuttavia, non dimentichiamoci che l’albergatore è soprattutto un operatore del ricettivo, e che nel ruolo di anello di congiunzione, tra gli ospiti e le risorse del territorio, bene vedrei invece le nostre agenzie turistiche che potrebbero svolgere egregiamente questo compito di orientamento e guida dei nostri clienti. Insomma, ad ognuno il suo, perché l’offerta turistica non può essere una responsabilità di un solo soggetto ma di una pluralità (rete) di operatori che, lavorando sinergicamente, aumenterebbero la dimensione e la qualità dell’offerta medesima.

Il modello 3S (sea, sand, sun) da noi rimane ancora esclusivo o è anche contaminato/influenzato da altre componenti (cultura, arte, religione, paesaggio, tempo libero)?
Tempo fa un assessore riminese propose l’abbandono del modello delle 3S a favore della componente culturale. Fu fortemente contestato! Che ci piaccia o no, ancora oggi la nostra clientela viene soprattutto per questo. Tuttavia, questa offerta può e deve essere integrata da altre proposte, ma non sostituita. Venti anni fa era esclusiva, ma nel frattempo sono avvenute tre cose. La deregulation del trasporto aereo, per cui adesso con pochi soldi vai ovunque spostandoti verso altre località balneari; con l’avvento dell’euro, i tedeschi si sono un pò ‘disaffezionati’ alle nostre località, preferendo quelle aree dove il marco è meglio apprezzato; la grande clientela oggi è orientata dai Tour operator e le compagnie aeree mondiali. Quindi, in virtù di questi grossi cambiamenti quel modello da solo ormai non è più proponibile, ma può essere meglio declinato, rispondendo così alle richieste di altri tipi di turismi più di carattere esperienziale.

Il Cartellone estivo. Ce n’è per tutti…
…ma vi è uno scollamento tra esigenze diverse. Da una parte, le esigenze della nostra clientela classica fatta di famiglie con bambini e di persone anziane, che, peraltro, chiedono di dormire e di non essere disturbati nelle ore notturne; dall’altra, le esigenze di una clientela, per lo più giovane e ‘mordi e fuggi’, che porta lavoro ed introiti ai nostri operatori del mare. Per contemperare queste due legittime esigenze sarebbe necessaria una regia pubblica, in quanto si assiste ad un’incapacità degli operatori alberghieri e quelli del mare di comprendersi e collaborare. Quest’accordo è possibile e necessario per riuscire ad accogliere sempre meglio i nostri ospiti.

A proposito di accordi, alcune manifestazioni, come l’X-Masters Adwards, che si svolgono sul lungomare di ponente, portano inevitabilmente disagi nella mobilità dei cittadini, gli ospiti e le imprese. Il primo cittadino invita ad avere pazienza, ma non sarebbe più giusto trovare un accordo che rimuova questi condizionamenti?
Nella fattispecie, la manifestazione ha un grande valore perché promuove la città e porta tantissima gente; quindi la manifestazione va fatta, ma può essere organizzata in modo diverso. Per esempio, quando si fa il mercatino sul lungomare, si tolgono innanzitutto le macchine, una metà della strada viene occupata dal mercato e, sull’altra metà, utilizzando dei semplici paletti, viene consentita la mobilità dei cittadini, degli ospiti e delle imprese. Questo sì che è sostenibile, ma soprattutto non provoca danno all’immagine!

Come stiamo comunicando il nostro brand in italia e all’estero
Per promuovere e sostenere il nostro Brand abbiamo bisogno di saper fare due cose: comunicare contenuti e collegare le nostre città. Per la prima, ormai viaggiamo prevalentemente sul web e se vogliamo catturare interesse e coinvolgere gli ospiti sulle nostre destinazioni lo dobbiamo fare con competenza e l’aiuto di professionisti preparati. Le fiere sembrano appartenere più al recente passato, dato che essere citati e fotografati sulle riviste specializzate o i blog di settore evidentemente porta molto più vantaggio delle tradizionali e costose pubblicazioni che ogni anno affollano i nostri stand. Sui collegamenti, è doveroso fare accordi con Ferrovie ed Aeroporti per promuovere soluzioni che integrino il viaggio con l’albergo. Ma tanto altro possiamo fare ancora….

Un’ultima cosa vorrei osservare sul fronte della comunicazione interna della nostra città, ossia con i nostri concittadini. La contrapposizione tra cittadini residenti e taluni grandi eventi è nota a tutti, per motivi legati spesso al disagio che essi arrecano (mancanza di parcheggi, maleducazione, rumore, sporcizia). Bisogna considerare, però, che tali manifestazioni portano anche ricchezza alla città in termini di occupazione, divertimento ed intrattenimento culturale di cui beneficiano non solo i nostri ospiti. L’augurio che tutti ci dovremmo sentire ‘operatori del turismo’, in termini di accoglienza e di disponibilità, rimane molto alto, perché sul turismo proprio tutti ci giocheremo il nostro futuro.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-07-2017 alle 16:49 sul giornale del 20 luglio 2017 - 1344 letture

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