Musinf: incontro con lo scultore Kovalenko, docente dell'Accademia di Belle arti di San Pietroburgo

19/07/2017 - Il format degli incontri del Musinf piace. Era nato per gli incontri didattici della fotografia ma è stato allargato ai protagonisti di ogni forma d'arte, perché quando un artista racconta sé stesso ascoltarlo è sempre un piacere per il pubblico, che accorre numeroso.

Anche per l'estate 2017 proseguono al Musinf gli incontri con importanti protagonisti delle arti contemporanee. Venerdì 21 luglio, alle ore 21, saranno l'Assessore alla cultura Simonetta Bucari, il prof. Bugatti, direttore del Musinf, la fotografa Anna Mancini ed il prof. Renato Galbusera, Accademia di Brera ad accogliere Viacheslav Kovalenko che insegna scultura all’Accademia delle belle arti di San Pietroburgo e composizione nel laboratorio delle medaglie alla Zecca, cura anche la pratica estiva dei materiali duri (marmo, granito, legno).

Con Viacheslav Kovalenko ci sarà anche la moglie Lyuba Krasnoselskaya interprete, critico e storico dell'arte. Viacheslav Kovalenko è membro dell’Unione degli Artisti della Russia, vive e lavora a San Pietroburgo. E' nato nel 1970 a Makhachkala (Kaukaso, USSR). E' vissuto fino 1985 nella città di Piatigorsk. In lui l’interesse per le arti visive si manifesta fin dalla giovanissima età. Dal 1981 al 1985 frequenta il gruppo “Plamja” (fiamma), una scuola per giovani giornalisti in cui oltre a scrivere articoli, si facevano fotografie per le notizie di cronaca, si creava il design del giornale, si pubblicava.

Nel 1988 consegue il diploma di “Incisore del Legno”. "Questa esperienza" racconta "ha rappresentato un’ottima prima formazione per iniziare a lavorare nel campo della fotografia”, così come quella portata avanti durante il servizio militare nell’esercito sovietico, dove ha ricoperto il ruolo di fotografo ufficiale dei generali, seguendo anche la parte cinematografica della proiezione di film. Negli stessi anni si iscrive al “Liceo Artistico di Nikolaj Rerikh” di Leningrado e frequenta la scuola di scultura di Viktor Novikov.

Nel 1996 passa gli esami di ammissione per l’Accademia di Belli arti di San Pietroburgo, dove nei seguenti sei anni si forma con i grandi maestri della scuola sovietica e russa, quali Mikhail Anikushin, Boris Plenkin e Serghey Kubasov. Le prime opere che realizza sono di legno, materiale lavorato a lungo da Kovalenko prima nel campo dei paquette artistici, realizzati fin dagli anni del liceo per l’Ermitage ed il Palazzo di Caterina di Tsarskoe selo, poi creando le statue e bassorilievi decorativi per il palazzo privato degli zingari a San Pietroburgo.

La scultura “La mattina” realizzata per la tesi, che racconta della bellezza della giovane fanciulla appena svegliata, ottiene il massimo dei voti della commissione di Laurea e la lode del Consiglio Accademico. Scolpita nel marmo degli Urali, è una delle opere che l’autore considera come simbolo della sua arte: è il frutto di tanti viaggi, osservazioni e pensieri sulla lavorazione nel marmo; creata come una volta, seguendo il metodo antico, a mano, prendendo i punti dall’originale di gesso e riportandoli nel marmo, realizzando tutte le finiture a mano, usando gli scalpelli e tutti gli altri utensili italiani.

Dopo il dottorato concluso nella facoltà di scultura, entra nella stessa facoltà come docente di grado superiore, posizione che ricopre tuttora. Negli anni 2001, 2002, 2012 e 2014 V. Kovalenko partecipa a Simposi Internazionali in Cina e realizza le statue di marmo “Il volo di Euridice” e “La mattina”, che entrano a far parte della decorazione dei parchi di Pechino e di Yantin ed i bronzi “I lottatori” e “Guerriero solitario” collocati nei parchi di Chanchun e di Changsha.

Nel 2005 ha scolpito la scultura Taifun (che ha esposto nelle varie mostre a San Pietroburgo ed anche in Finlandia). La scultura presenta il ritratto del cane-lupo, amico dello scultore, che sta riposando. L’altro nome della statua è “L’autunno”. Un posto importante nell'arte di Viacheslav Kovalenko lo hanno anche le composizioni create in bronzo. Ci sono “Il cane” (2001), “La mattina” (2002), “Il portiere” (2003), “Farukh Ruzimatov nel ruolo dello schiavo d’oro” (2005), “L’aurora” (2009), “Combattimento” (2010), “La guerriera in attesa” (2011).

L’autore presta attenzione ai dettagli simbolici e alla superficie del materiale, crea composizioni che sono talmente tonde che, con il loro movimento, spingono sempre lo spettatore a girarvi intorno. Altra pagina dell'arte di Viacheslav Kovalenko è l’arte del ritratto. La passione per questo tipo di scultura è nata con la conoscenza con un famoso ballerino e coreografo Nikita Dolgushin, un grande amico di Baryshnikov e Nuriev.

La conoscenza con il maestro ha fatto rinascere anche la passione della giovinezza per la fotografia. E’ stato in questo periodo, che Viacheslav Kovalenko ha lavorato come fotografo ufficiale del Teatro Statale dell’Opera e Balletto del Conservatorio di San Pietroburgo ed ha scattato immagini durante i balletti di Nikita Dolgushin, tra qui Il lago dei Cigni, La Cenerentola, Giselle, Lo schiaccianoci, Carmen ed i balletti di epoca di Serghey Djaghilev, “restaurati” dal maestro.

Durante questa collaborazione è nata l’idea di realizzare il ritratto del maestro, che ha posato qualche volta. Il modello del ritratto, scolpito poi nel marmo, è adesso nel foye del teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo. Il ritratto di Serghey Djaghilev non è l’unico realizzato da Kovalenko. Tra le sue opere figurano: i ritratti del sassofonista italiano Federico Mondelci, che ha posato quando era presente a San Pietroburgo e quello dedicato al grande maestro Alberto Zedda, creato non dal vivo, ma dopo lunghi studi di foto e filmati; la serie dei grandi italiani (Napoleone, Giulio Cesare, Cicerone); il ritratto di Alfonso Bizzarri e quello della Sacra Sindone (2012).

Un’altra pagina dell’arte di Viacheslav è rappresentata dalla realizzazione di monumenti. Nel 2005, per i 60 anni dell'anniversario della Vittoria, a Peterhof (dintorno di San Pietroburgo) è stato inaugurato il Monumento ai caduti, studenti e professori dell’Università di San Pietroburgo. La scultura è composta da due blocchi di pezzi di granito sovrapposti, che rappresentano la vita.

Nel mezzo c’è un stacco, una breccia, “fatta” dalla guerra, dove entrano molte figure di studenti, professori... e dall’altra parte escono pochi, come soldati. Negli anni a seguire sono stati creati altri monumenti, tra cui: le statue decorative per la facciata e per il parco del Palazzo dei Congressi del Presidente “Palazzo Konstantinovsky” a Strelna (2006, marmo artificiale); le statue per le terrazze della Villa del Govermento a San Pietroburgo (2007, marmo e bronzo); il Monumento ai caduti nelle ultime guerre locali in Cecenija ed Afganistan (2008, granito, Gatcina) ed il Monumento ai caduti nella Seconda Guerra Mondiale (2009, bronzo, Idrizi).
 

Nell'autunno del 2017 è prevista l’inaugurazione del monumento a Carl Von Siemence, fondatore dell’omonima famosa città. Sono state fatte tre fusioni della statua, due per San Pietroburgo e una per la sede di Mosca. Una parte particolare ed importante dei monumenti realizzati appartiene alla scultura sepolcrale. È un tipo di plastica, che sempre richiede dal maestro la capacità di poter esprimere nella composizione la vita ed il ritratto della persona.

Tra le opere create ci sono “Il Pegaso” (granito) per la tomba del professore Serghey Kubasov ed una per l’attore russo Andrey Tolubeev. Tra le composizioni simboliche possiamo citare “L’albero della vita” e “Angelo” (per il cimitero di Mosca), una scultura appena conclusa scolpita in un blocco di marmo di Carrara di 2,45 m di altezza. La sua nuova passione è l’arte della medaglia, ha appena creato quella di Piticchio (castello di Arcevia) e ha idee per realizzarne altre, anche quella di Rossini. Negli ultimi tre anni sviluppa i rapporti con l’Italia, portando gli studenti al Premio Manucci ad Arcevia e facendo i master-class all'Accademia di Macerata. La scultura rimane sempre la sua passione della vita.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-07-2017 alle 10:55 sul giornale del 20 luglio 2017 - 838 letture

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