L'opposizione: "Svenduto l’ospedale, diventeremo un grande poliambulatorio"

05/07/2017 - Dopo la delibera assunta in prossimità della notte di capodanno che avviava lo smantellamento di oculistica (e dopo la destrutturazione di otorino e laboratorio analisi), è arrivata puntuale la delibera che cancella in un colpo solo la terapia intensiva cardiologica dopo, peraltro, la sospensione degli interventi di applicazione dei pacemaker.

Resterà ovviamente, per volere politico, a Jesi e Fabriano. Decisioni apparentemente incomprensibili (da un punto di vista di politica sanitaria) ma chiare da un punto di vista di politica partitica. Nello scacchiere del Partito Democratico, l’Ospedale di Senigallia è da tempo una pedina sacrificabile e vendibile alla ragion partitica. Dal 30 maggio scorso a Senigallia (località che serve un bacino di utenza ben più importante di altre realtà beneficiate da benevole scelte di partito) non funziona più nemmeno il delicato servizio di applicazione dei pacemaker (che vantava oltre 100 interventi all’anno). Una notizia che avrebbe dovuto far saltare dalla sedia municipale il sindaco e che invece è passata inosservata. I pazienti vengono dirottati ad Ancona o Pesaro.

In reparto vi è una macchina radiologica rotta e non è mai stata sostituita. Erano avvisaglie già gravissime dell’ennesima decisione che fa sparire con un tratto di penna l’unità intensiva il cui lavoro è stato sempre preziosissimo e particolarmente strategico in un ospedale che serve anche una vasta area interna e un’utenza turistica importante in estate. Domani mattina (giovedì) sembra che sia stata disposta una visita d’urgenza dei direttori della sanità proprio al reparto di cardiologia. Facile prevedere che faranno capolino anche alcuni politici, veri arbitri dello scacchiere sanitario. In tutto questo, il presidente della Commissione sanità del Comune di Senigallia Margherita Angeletti si guarda bene dal convocare la commissione richiesta d’urgenza dai sottoscritti consiglieri comunali sullo smantellamento di oculistica ma, più in generale, sullo smantellamento progressivo di tutto l’ospedale che sta diventando solo un grande poliambulatorio

Sembra che i direttori Marini e Bevilacqua non abbiano ancora dato la disponibilità. Come se dovesse dipendere da loro la calendarizzazione di un impegno istituzionale. Giova sottolineare che chi ricopre cariche pubbliche e percepisce denaro pubblico ha l’onere di mettersi a disposizione degli enti locali e di dare conto ai rappresentanti dei cittadini di scelte così invasive e idonee a cambiare la vita stessa dei cittadini. Sarebbe più onesto raccontare la verità, tutta e subito, invece di attendere i capodanni e le calure estive per smontare pezzo dopo pezzo una struttura che era un gioiello marchigiano e che gli uomini del Partito Democratico hanno deciso di declassare in un grande e semplice poliambulatorio.

Roberto Paradisi – Unione Civica
Luigi Rebecchini – Unione Civica
Alan Canestrari – Forza Italia





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-07-2017 alle 18:02 sul giornale del 06 luglio 2017 - 5397 letture

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