Eventi culturali: il prof. Bugatti parla della mostra di Leonardo Cemak

02/07/2017 - In calendario per sabato 7 luglio, alle ore 21 c'è un evento artistico di notevole spessore, che non mancherà di attrarre chi ama l'arte, perchè non si tratta di una delle solite mostre preconfenzionate, che fanno a tappe il giro d'Italia, riducendo le città considerate di provincia, ma reali sedi della creazione culturale, al ruolo di passivo consumo.

" Questa volta ad essere chiamato in campo a testimoniarsi in prima persona è Leonardo Cemak" ha comunicato venerdì sera parlando agli allievi del corso di fotogiornalismo del Musinf "che è uno dei maggiori artisti marchigiani del secondo Novecento". La mostra in questione è intitolata Io sono mia madre ed è promossa dal Comune di Trecastelli e dal Museo Nori De’ Nobili, in collaborazione con il Musinf di Senigallia. Ha inoltre il patrocinio della Commissione per le Pari Opportunità tra uomo e donna della Regione Marche. Si tratta un nuovo progetto del Museo Nori de' Nobili e del Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee, che il prof. Bugatti ha fondato e dirige. Leonardo Cemak è pittore, disegnatore, vignettista e illustratore. Tutti sanno che è uno dei grandi nel palcoscenico nazionale della satira sociale. Infatti ha lavorato per giornali e riviste come L’Unità, Epoca, Panorama, L’Europeo, Esquire, Rinascita, Satyricon, Comix e Linus. Ha pubblicato tanti libri come vignettista e illustratore. Ha vinto premi prestigiosi come il Premio Satira Politica di Forte dei Marmi e la Palma d’Oro per la Letteratura Illustrata al Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera.

Il progetto che l’artista presenta a Trecastelli è stato creato specificatamente per il Museo Nori De’ Nobili e sarà un “viaggio” suggestivo e affascinante tra le opere di Cemak che, partendo dalla figura della madre, anch’essa pittrice, si dipana in un percorso che prende lo spunto da Nori De’ Nobili. Scrive il prof. Carlo Emanuele Bugatti nella presentazione alla mostra: "Elogio di Leonardo Cemak, cioè elogio della pittura, del colore e del segno. Se si vuole. Elogio, in sintesi, della poesia. Percorso commovente. Violento anche nella ricerca di sè, delle radici, dell'identità e della continuità catartica. Viaggio per l'artista ma anche per noi nella vita, nella morte e nella presa di coscienza dell'immortalità, insita nell'umano superpotere della generazione. Viaggio nel passato, nel presente e nel futuro. Alla fine dell'aspro, provocatorio, insopportabile percorso espositivo, sentirete, con odio, che per voi è un viaggio, neanche gratis, anche se non avete pagato il biglietto.

Un viaggio usque ad inferos ed usque ad sidera. Alla fine del viaggio, dicevo, non domandatevi se vi piace la mostra di Cemak, domandatevi se voi piacete alla mostra. Alla fine. Arrivati all'immagine della figlia di Cemak, respirate, uscite a riveder le stelle. E' sempre la divina commedia, ma in immagini, colori, segni. Cemak come ogni grande artista, ma ce ne sono pochi ogni secolo per grazia ricevuta e praticata, pochi capite in ogni secolo. Sono cammelli che passano nella cruna dell'ago. Per grazia di dio o per grazia del diavolo. Non importa e non possiamo saperlo. A me che, che tra gli insulti, ho passato la vita cercando di spiegare alla gente, senza riuscirci, che cosa è l'arte e a cosa serve un museo la mostra è piaciuta. Ma mi bastava già il titolo.

Quando Cemak il titolo me lo ha detto ho pianto subito come fa, chi ha umanità, vedendo i film quando sono belli e sinceri o quando si legge una bella poesia e, miracolo, la si capisce, sentendo all'improvviso quanto sentiva il poeta. Io sono mia madre, io sono io, io sono mia figlia. Cemak ha fatto tutto questo dopo aver visitato la raccolta Nori de' Nobili. Quella raccolta che tutti volevano buttare via perchè non valeva nulla. Anzi occuparsene era proprio imbarazzante. Per Cemak quello di Nori non è che riconoscere subito lo stesso inferno, la stessa chance di liberazione. Dopo le donne che volano di Cicconi Massi, dopo il viaggio nell'inferno delle donne di Pegoli nelle guerre dimenticate del Novecento, dopo i fulminanti ritratti di Maria Mulas, viaggio nell'inferno borghese del Novecento da bere, dopo foto delle donne di Fluxus, dopo lo scambio con il Museo della poetessa Alda Merini ancora una grande mostra. In un piccolo Museo.

E' lo scandalo dell'arte. Evviva e, mi raccomando, non dimenticate di maledire, come usa, chi ha fondato il Museo. Il prof. Bugatti chiude con una nota: Cemak mi ha preso la mano. Per riscattarmi e riacquistare un po' della vostra fiducia vi consiglierò, come fanno giornali e telegiornali di andare subito a vedere una grande mostra miliardaria di giro sugli impressionisti francesi con bellissimi pannelli che architetti superpagati hanno messo a chiudere le finestre dei grandi musei miliardari, creando un buio artificiale e illuminando i quadri con luci artificiali. Dico i quadri dei maestri en plein air. Quella sì che è grande cultura. Poi fatevi, visitando la mostra, un selfie da mandare agli amici per dimostrare che avete partecipato fattivamente anche voi alla caduta dell'Occidente".





Questo è un articolo pubblicato il 02-07-2017 alle 01:39 sul giornale del 03 luglio 2017 - 1272 letture

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