Castelleone: Mastrovincenzo sulla riapertura del parco, "Archeologia sinonimo di cultura e socialità"

30/06/2017 - Il Presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, è intervenuto alla cerimonia di riapertura della Domus dei Coiedii, nel Parco Archeologico di Suasa, dopo i danni causati dalle avversità metereologiche degli scorsi anni.

“Il nostro patrimonio culturale – ha detto Mastrovincenzo – riveste un ruolo strategico per lo sviluppo e la promozione dell’immagine della nostra regione in Italia e nel Mondo. Tutelarlo e renderlo fruibile significa mantenere vive le nostre radici e concorrere a far crescere l’economia dei nostri territori”. Il Presidente ha poi elogiato quanti hanno contribuito alla riapertura del sito, dalla Soprintendenza Archeologica, ai Comuni, al FAI. I nostri siti archeologici – ha affermato – costituiscono una ricchezza non solo per la loro attrattiva turistica ma anche perché rappresentano un forte elemento identitario della comunità. Oggi è un bel giorno perché un bene così rilevante dal punto di vista culturale torna ad essere fruibile grazie all’impegno e alla collaborazione tra istituzioni, associazioni, sistema creditizio. Questo sito ha usufruito di un importante finanziamento europeo e qui, ogni anno svolgono stage formativi decine di giovani studenti."

Un pensiero speciale, il Presidente, lo ha voluto dedicare all' ingente patrimonio culturale colpito dal sisma. "Tante sono le opere che dovranno essere restaurate: l'auspicio - ha detto - è che, con il contributo di tutti, possano tornare quanto prima ad essere ammirate dai cittadini." Sono intervenuti, tra gli altri, Enrico Giorgi, Presidente del Consorzio Città Romana di Suasa, i Sindaci Carlo Manfredi, Davide Dellonti e Matteo Principi, Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio superiore per i Beni Culturali, la Presidente del Fai Marche Eleonora Sabatini, Ilaria Venanzoni della Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, i Direttori storici dello Scavo di Suasa, Pier Luigi Dall’Aglio e Sandro De Maria. La città di Suasa si trova all'incrocio con una importante strada chiamata Salaria Gallica che la metteva in comunicazione con le città romane di Ostra a sud e Fossombrone a nord. La sua storia si colloca tra il III secolo a.C. al VI d.C. e ancora oggi si possono ammirare la Basilica, il Foro, il teatro e l'anfiteatro. Tra tutti spicca l'enorme villa dei Coiedii, famosa per i suoi ricchi mosaici ed affreschi parietali che grazie all'intervento di recupero sono tornati ad essere ammirati.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-06-2017 alle 15:59 sul giornale del 01 luglio 2017 - 495 letture

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