Casa, dolce asset o incognita costante

29/06/2017 - Se volessimo stilare una classifica dei beni materiali più importanti per gli italiani, senza dubbio la casa riuscirebbe ad ottenere posizioni di vertice. Frutto del retaggio culturale, delle tradizioni tramandate di generazione in generazione, ma anche per il grande numero di immobili a disposizione.

L’Italia detiene uno dei record continentali per numero di immobili pro capite e per la grande fetta di popolazione – poco meno del 75% - che possiede una casa di proprietà. Se si guarda alla concretezza, va da sé che l’immobile rappresenta un aspetto positivo che si riverbera anche sull’intero tessuto sociale nazionale. Non ci sono dubbi: la casa vuol dire sicurezza e stabilità. Quando tutto va male, c’è sempre una casa. Anche nei momenti di difficoltà o di crisi come quello che l’Italia sta attraversando, i risparmiatori decidono di investire nel mattone come forma di investimento. Se l’italiano medio non vuole lasciare il proprio gruzzolo nei conti depositi e non si fida delle varie forme d’investimento, al contrario crede di trovare un porto sicuro nell’acquisto degli immobili, per non parlare poi di quella parte di patrimonio inutilizzato, di difficile fruizione e complicato da slegare.

Guardando però con maggiore distacco al capitolo investimento immobiliare, probabilmente l’italiano noterà che è catalogabile come tutti gli altri asset: se si eccettua per la prima casa, l’acquisto di un immobile è solo una delle modalità con cui un risparmiatore può far fruttare i propri denari. C’è chi preferisce affittare un appartamento, chi invece investe in fondi e strumenti finanziari. Se si valuta la casa come un asset e si entra nell’ottica di un investimento ragionato, si possono valutare i pro e i contro di tale scelta. Anche una tale manovra sottende dei rischi, proprio come avviene con i fondi, con la differenza che nel secondo caso spesso le società propongono questionari di rischio per valutare la propensione del risparmiatore all’instabilità del mercato finanziario.

La casa porta poi con sé una serie di punti interrogativi di notevoli dimensioni. Guardando infatti al valore reale degli immobili – ossia a quel dato che considera anche gli effetti dell’inflazione – esso è sceso in media del 15%. Chi ha acquistato, quindi, un immobile negli ultimi cinque lustri non è riuscito a proteggere il proprio capitale, sia a causa dei prezzi che dell’ubicazione geografica. Il crollo delle valutazioni è infatti più pesante nelle aree che non siano quelle metropolitane di Roma e Milano. Al dato legato al valore reale si aggiungono poi anche le tasse. Sia gli enti locali che quelli nazionali valutano un immobile quale fonte di reddito, ed è per questo che la pressione fiscale aumenta con tasse come Imu, Tari e Tasi.

Non è facile notare anche che, poiché gli immobili a disposizione per gli italiani sono molti, al contempo sono pochi coloro che richiedono affitti, se non nelle aree metropolitane o in quelle zone a più alta concentrazione giovanile. L’affitto costituisce poi anche un’incognita per l’elevato tasso di morosità. Una delle idee consequenziali porta a pensare di vendere l’immobile, ma essendo un investimento poco liquido, tempi e costi di intermediazione potrebbero dilatarsi in maniera eccessiva. L’ultimo “svantaggio” potrebbe essere legato alla mancanza di diversificazione: un immobile può essere adibito solo ad uso abitativo o commerciale, due settori fortemente instabili. Se è vero, quindi, che la casa è un bene imperituro e tramandabile di generazione in generazione, la mancanza di diversificazione degli asset può facilmente ritorcersi contro il risparmiatore.

In considerazione della grande serie di punti interrogativi che sottendono tale investimento, va evidenziato che gli italiani hanno a disposizione anche tante alternative per accrescere il proprio patrimonio, e il mercato finanziario, a fronte di investimenti decisamente minori, propone una serie di soluzioni adatte ai rischi, ai profitti e al profilo dei risparmiatori.





Questo è un articolo pubblicato il 29-06-2017 alle 18:07 sul giornale del 29 giugno 2017 - 468 letture

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