Ostra Vetere: Montenovo nostro, "No alle nuove schiavitù"

24/05/2017 - Abbiamo scritto al nostro (“nostro” si fa ovviamente tanto per dire) sindaco di Ostra Vetere e oggi scriviamo anche ai Parlamentari e Consiglieri regionali marchigiani per confermare quello che già da molto tempo andiamo dicendo: e cioè no alle nuove schiavitù.

Che secondo noi sarebbero l’inedita pratica dei cosiddetti “lavori socialmente utili gratuiti”, addirittura “volontari” o peggio ancora “obbligatori”, introdotti dalla nuova normativa cosiddetta “Minniti”, dal nome del ministro PD proponente. Perché per noi sono, né più né meno, che “lavori socialmente iniqui”: reintroducono una neppure troppo larvata forma di schiavitù (“lavoro gratuito”, senza corrispettivo) come non se ne vedeva più dagli orridi tempi dell’iniquo Nerone.

E per far capire meglio perché la pensiamo a questo modo, gli abbiamo anche allegato un volume che si intitola appunto “Nerone e le nuove schiavitù”, che si conclude con l’invito a rinunciare definitivamente, per il futuro, a simili compromissioni anticostituzionali, antisindacali, antisociali, oltre che gravemente immorali. Il lavoro è sacro e va adeguatamente retribuito. Nessuno ardisca costringere qualcuno a lavorare gratis. Nemmeno i migranti.

Noi diciamo no a nuove schiavitù. E, come noi, lo dica anche l’amministrazione comunale di Ostra Vetere (che noi ci ostiniamo a chiamare Montenovo, come si è sempre chiamato da un millennio il nostro paese e il nostro Comune, almeno fino a quando il PD non ce lo sopprimerà per fusione o incorporazione, come vorrebbe, e contro cui lotteremo con tutte le nostre forze). Non ci vuole molto per leggere il libro omaggio tutto d’un fiato.

E’ in formato PDF di facile lettura anche al computer. E ci attendiamo che i destinatari lo commentino e magari ne facciano copie da girare al governo, ai colleghi parlamentari e alle istituzioni tutte: troppo grave e troppo “grosso” l’argomento per essere nascosto sotto un velo di indifferenza.

O peggio di ipocrisia: lo stesso PD ha organizzato a Milano una oceanica manifestazione di accoglienza indiscriminata e senza limiti ai migranti e “contemporaneamente” ha spedito in sordina in Libia uomini del suo governo a portare aiuti miliardari allo scopo di bloccare in mezzo al deserto del Sahara l’immensa fiumana migratoria sub-sahariana. Se fosse onesta la prima manifestazione, non si sarebbe dovuta fare la seconda spedizione. Se è opportuna la seconda spedizione, perché coprirla bugiardamente con la prima manifestazione? Attendiamo commenti.

In pdf l'allegato



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-05-2017 alle 11:28 sul giornale del 25 maggio 2017 - 2135 letture

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