Arvultura: "L'affitto, la Tari e i...Paradisi artificiali"

17/05/2017 - La misura è colma. Lo Spazio Autogestito Arvultùra è una realtà politica abituata a far parlare i fatti e non le chiacchiere. Stavolta però si è davvero passato il limite e ci vediamo costretti a ribadire la verità sul nostro spazio.

Questo perché nei giorni scorsi sembriamo essere diventati l’ossessione di tal Roberto Paradisi (che ci dicono essere un consigliere comunale) e del suo illimitato tempo libero che spende amabilmente nel gettare fango sulla nostra struttura. Da qui è necessario partire, confutando punto per punto tutte le sue menzogne pretestuosamente montate ad arte. Tralasciando gli infantili e patetici insulti rivoltici (figli di papà, rivoluzionari della domenica, mantenuti etc.) vogliamo ribadire una volta per tutte quanto segue: punto primo. In passato abbiamo già chiarito più volte che l’Associazione Giuliano Rosa (Arvultùra), come tutte le altre associazioni, paga puntualmente l’affitto e le bollette dei locali di cui ha (che piaccia o meno) regolare concessione. Allora, ci chiediamo, di cosa stiamo parlando?

C’è una delibera del Consiglio Comunale (n.113 del 27/10/2010) che regolamenta le attività di tutte le Associazioni di Senigallia senza scopo di lucro che hanno in concessione beni immobili per l’esercizio delle loro attività. Quindi come tutte le altre associazioni, anche la nostra paga un canone e le utenze di acqua, luce e gas. In altre parole, versiamo regolarmente l’affitto e le utenze, contribuendo quindi, come tutti, alle casse comunali. Per di più la cifra del canone - comprensiva delle utenze - non è quella più volte sbandierata da Paradisi, ma più alta (in Comune i dati sono accessibili a tutti coloro che li vogliano leggere con attenzione). Punto secondo. Questione “TARI”. Le fumose accuse di “evasione fiscale” rivolteci fanno sorridere. Come per l’affitto, l’Associazione Giuliano Rosa, paga la quota di tassa sui rifiuti che le compete.

In passato ad ogni bollettino inviatoci è stato corrisposto il relativo pagamento. Anche qui, di cosa stiamo parlando? Diremo di più, visto che il consigliere si è anche informato sulle affissioni che periodicamente produciamo per pubblicizzare il Mercato, si è però stranamente dimenticato di ricordare che queste sono state tutte rigorosamente pagate! Punto terzo. Arvultùra non ha mai ricevuto un solo euro di finanziamento pubblico. Lo spazio si autofinanzia con le proprie attività, senza aver mai chiesto nulla alle istituzioni né tantomeno a qualsivoglia partito. Chi dice il contrario d’ora in avanti avrà il dovere di dimostrarlo, se necessario, anche nelle sedi più consone a dirimere questioni diffamatorie come quelle che siamo costretti a sopportare da giorni. Punto quarto. Nel comunicato stampa del 28/04/2017 veniamo “accusati” di una supposta “vile aggressione” nei confronti del fantasioso consigliere comunale. Bene, ricordiamo a tutti che alcuni giorni prima c’era stato un presidio contro la manifestazione dei fascisti di Casa Pound in centro a Senigallia.

Paradisi (probabilmente per andare a raggiungere i suoi amici fascisti) è tranquillamente passato attraverso il nostro presidio senza che nessuno si sognasse di sfiorarlo (e perché mai d'altronde?) e, appena passato, ha inscenato una triste pantomima in cui ha finto di essere stato fatto bersaglio di un lancio di oggetti. Il bello è che a smentire il tutto, oltre alla logica, c’è un video che lui stesso ha postato in rete (ed abilmente “camuffato”) in cui la scena appare comunque in tutta la sua tragica comicità. Fino a qui le doverose (ancorché noiose) precisazioni di cui alleghiamo anche prove fotografiche. Adesso però vorremmo che si rispondesse a questa banale domanda. Il consigliere Paradisi, grigio ed oscuro burocrate, che cosa fa per questa città? Intanto abbiamo l’orgoglio di ricordare a tutti ciò che facciamo noi. In particolare vorremmo soffermarci, per motivi di brevità, sulle ultime iniziative del Mercato Bio Mezza Campagna, attività fatta oggetto delle diffamazioni più avvilenti. Prima di tutto citiamo il documento con cui il Comune nel 2016 ha concesso il suo patrocinio al Mercato, patrocinio che non prevede alcuna agevolazione economica.

Testualmente il Comune si augura che “…l’iniziativa del mercato di prodotti biologici coltivati e venduti da produttori locali, e a chilometri zero, possa contribuire a formare una nuova sensibilità verso un uso consapevole e maturo delle risorse ambientali e una alimentazione sana e sicura.” (prot. n. 1.5.1, 2016). Al di là della fredda burocrazia in questi quattro anni il Mercato si è rivelato nei fatti un autentico valore aggiunto per Senigallia, tutt’altro che una banale attività commerciale. Un’esperienza di cui città anche più grandi della nostra non possono fregiarsi. Un luogo dove far incontrare produttori e cittadini senza l’oppressiva mediazione delle grandi catene commerciali. Uno spazio che ha nelle sue finalità la strategia di “rifiuti zero” riutilizzando, riciclando ed usando materiali esclusivamente eco-compatibili; il tutto visibile a chiunque voglia semplicemente passare il sabato mattina dopo la chiusura del Mercato quando troverà sempre il piazzale perfettamente pulito ed in ordine.

Il Mercato Bio è soprattutto un’esperienza sociale e culturale. Vorremmo ricordare ad esempio la splendida avventura del “Bio che non trema”. Una campagna che in poche settimane ci ha visti raccogliere oltre 40 mila euro di fondi donati al territorio di Monte San Martino (Monti Sibillini) ed in particolare ad una azienda biologica gravemente colpita dall’ultimo terremoto, permettendo di fatto la sopravvivenza dell’azienda stessa e il lavoro ai suoi dipendenti. Andando indietro con il tempo ricordiamo che dopo la terribile alluvione che colpì Senigallia nel 2014 (e su cui qualcuno ancora oggi specula per biechi motivi elettorali) il Mercato e Arvultùra sono stati in prima linea a spalare il fango quando era il momento di farlo e successivamente aiutando un noto produttore del nostro territorio a rialzarsi dopo la devastazione. Proprio come abbiamo fatto dopo il sisma che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012 organizzando l’acquisto collettivo del parmigiano in supporto alle attività produttive della zona. Per non parlare poi del sostegno che il Mercato dà ogni anno a quelle realtà che combattono il caporalato schiavista che si nasconde dietro la raccolta delle arance, supportando chi fa del rispetto dei diritti dei lavoratori la propria bandiera anche in quelle situazioni del Sud Italia dove questo è più difficile.

Potremmo continuare all’infinito parlando di quelle attività di Arvultùra e Mezza Campagna che vanno oltre la politica: presentazioni di libri, concerti, corsi, laboratori per adulti e bambini tutto rigorosamente senza scopo di lucro e con l’unico obiettivo di creare una sana aggregazione in questa città. Parafrasando Macchiavelli, c’è un solo modo per valutare “il principe”: non fidarsi delle chiacchiere e giudicare dai fatti. E’ per questo che invitiamo tutti a venire ad una qualsiasi delle nostre numerose iniziative oppure ad una delle visite guidate alle aziende che organizza il Mercato Bio Mezza Campagna. Possiamo non essere simpatici ad alcuni, possiamo infastidire altri con le nostre idee, ma una cosa è certa, siamo fieri di ciò che siamo e saremo sempre alla luce del sole a dimostrarlo.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2017 alle 19:43 sul giornale del 18 maggio 2017 - 2217 letture

In questo articolo si parla di arvultura

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è http://vivere.biz/aJsE