Lega Nord, FdI e FI: no a questo bilancio di previsione

bilancio 27/04/2017 - Il Comitato di Coordinamento di Forza Italia – Lega Nord e Fratelli d’Italia, avvalendosi dell’operato del Dott. Alfio Pongetti (FI), al quale rivolgiamo un sincero ringraziamento, che ha sviscerato in maniera meticolosa l’intero Bilancio, non può esimerci da trarne le dovute considerazioni rendendole note alla cittadinanza.

Il Consiglio comunale è chiamato a deliberare il rendiconto di gestione 2016, un documento contabile che con il DUP (Documento Unico di Programmazione), il PEG (Piano Esecutivo di Gestione) e il Bilancio di Previsione s’inserisce nel nuovo assetto di finanza locale. Un quadro completamente diverso da quello cui eravamo abituati a confrontarci, caratterizzato dall’esigenza di rendere più trasparenti i bilanci comunali. In questo contesto di maggior trasparenza avremmo gradito che anche la sua presentazione in commissione si fosse ispirata a questo principio. Purtroppo così non è stato, anche se tutti hanno sottolineato la complessità che esso presenta. I relatori e l’Assessore si sono limitati a sciorinare dei valori passando da quelli di conto economico a quelli patrimoniali o di conto di bilancio con una superficialità che ha lasciato tutti basiti. E’ vero che i documenti erano stati messi a disposizione nei termini previsti, ma la complessità e l’enorme mole dei dati, in un contesto nuovo, non hanno favorito un approfondito esame e una valutazione degli stessi, quindi era auspicabile attendersi che al momento della sua presentazione e discussione fossero toccati e sviscerati i tanti risvolti che il documento racchiude. Avremmo gradito delle delucidazioni sul nuovo “concetto di competenza finanziaria potenziata” che di fatto è il nuovo cardine su cui ruota il nuovo regime contabile in sostituzione del vincolo del Patto di Stabilità.

Avremmo gradito una corretta informazione sul FPV (Fondo Pluriennale Vincolato) e sulla sua funzione di raccordo tra un esercizio finanziario e quelli successivi, compreso l’impatto che ha nel rendiconto. Avremmo gradito una più ampia informazione sul FCDE (Fondo Crediti Dubbia Esigibilità) e degli altri Fondi a rischio e gli effetti che questi hanno sul bilancio. Avremmo gradito parlare dei vari “Disavanzi” che il documento presenta e di tante altre poste, ma purtroppo nulla, o non più di un accenno, è stato fatto. Avremmo gradito altre informazioni rispetto a freddi dati contabili e, soprattutto, che ci fosse stato fornito un quadro organico ed esplicativo dei contenuti, senza sottacere informazioni utili a valutare l’efficacia delle azioni messe in atto. Per evitare il ripetersi di questo inconveniente che non favorisce il dialogo e la trasparenza, chiediamo all’Amministrazione un impegno formale a fornire, nelle prossime tornate in Commissione Bilancio, un esame approfondito dei documenti che saranno presentati. In commissione abbiamo pertanto espresso un voto contrario non avendo potuto acquisire le giuste informazioni per valutare le poste di bilancio e i suoi scostamenti rispetto al bilancio di previsione. Oggi saremo chiamati a esprimere formalmente un giudizio sul rendiconto, è palese che il nostro voto, dopo aver ascoltato la relazione, e più che mai un voto contrario. Il legislatore ha introdotto nuove regole non tanto per cambiare, ma per offrire all’esecutivo nuovi strumenti di valutazione per capire se i risultati ottenuti (in rapporto ai programmi e ai costi sostenuti) siano stati in linea con le attese, per analizzarne i principali scostamenti, per individuarne le cause che li hanno determinati e, soprattutto, per incentivare più efficaci forme di controllo dei flussi finanziari e dell’economicità dei servizi offerti.

Da quanto abbiamo ascoltato, non ci è sembrato di aver colto nessuna volontà di cambiamento, nessuna assunzione di responsabilità per la disastrosa gestione delle risorse che vi sono state affidate, non serve poi versare lacrime di coccodrillo lamentando che non ci sono i soldi per sistemare le strade o i ponti. Eppure sono molti i campanelli d’allarme che il documento ha evidenziato in merito all’aspetto finanziario, patrimoniale ed economico (rappresentato rispettivamente dal conto di bilancio, dallo stato patrimoniale e dal conto economico), ma che non sono stati presi in debita considerazione, come se fossero solo dei dati come tanti altri. Capiamo le difficoltà che la stratificazione delle informazioni del rendiconto si porta dietro (e per questo rivolgiamo un sentito plauso al Dirigente che lo ha, con dovizia di professionalità e abnegazione, elaborato), ma la fotografia che ne è scaturita non lascia dubbi interpretativi sul fallimentare esito della gestione. L’aver sottovalutato o meglio non preso in minima considerazione il dato riguardante il Risultato d’Esercizio, conferma la vostra incapacità a capire e gestire una realtà così complessa. La vostra supponenza vi ha portato a scartare quella che è la pietra miliare, la cartina tornasole dell’intero impianto per valutare e capire l’intero processo gestionale. Per il secondo anno consecutivo, il risultato d’esercizio presenta una perdita di ben 4.707.366,11 € (-5.692.465,72 nel 2015), un dato quindi decisamente negativo.

Ci saremmo aspettati da parte vostra una spiegazione sulle cause che hanno portato a questo risultato. Avreste dovuto analizzare le sue principali componenti per capirne l’essenza di tale perdita e porvi adeguati correttivi. Niente di tutto questo c’è dato di sapere. Vi sareste dovuti accorgere che non solo il risultato finale è negativo ma lo è anche la gestione straordinaria, quella finanziaria e soprattutto quella operativa che è la componente deputata a contrapporre i ricavi/proventi e i relativi costi/oneri sostenuti per assolvere i servizi a favore della collettività. Un quadro da brividi che avrebbe dovuto farvi tremare i polsi e invece nulla. Registrare una Gestione Operativa negativa per 1.632.731,05 € non fa che confermare la vostra incapacità a gestire le risorse che i cittadini vi hanno messo a disposizione, eppure questo dato vi aveva offerto tutte le informazioni per porre in atto gli adeguati correttivi che voi vi siete ben guardati d’intraprendere. Avreste scoperto che i circa 15 milioni di partecipazioni generano più che modestissimi ritorni. Avreste capito che gran parte di questo saldo negativo è determinato dalla fallimentare gestione dei servizi a domanda individuale che ha generato perdite di oltre 1,8 milioni di euro (1,7 di entrate contro 3,5 di uscite) e che tra i vari servizi offerti il costo per l’utilizzo dei locali istituzionali ha generato una perdita di 485 mila euro (27 mila di entrate e 512mila di uscite), oppure che il costo degli impianti sportivi ha generato una perdita di 401 mila euro (150 mila entrate e 551 mila uscite). Un vero indicatore per affrontare seriamente la questione, ma qui non abbiamo visto prese di posizione da parte vostra, e ricordiamo bene il vostro disappunto sulla proposta, poi neanche presa in considerazione, di indire un bando per la gestione degli impianti più remunerativa rispetto a quella in essere.

Avreste dovuto capire che le sponsorizzazioni a pioggia non hanno dei ritorni adeguati, ma servono solamente per fidelizzare i vostri elettori infischiandovene se per finanziarli dovete aumentare le tasse. In linea di massima questo dato è lo strumento principe per iniziare a fare una seria politica di spending review. Non crediamo che sia impossibile pensare di ridurre i costi in quel comparto che, da solo, assorbe oltre il 48% (29,979 milioni di euro) del costo complessivo, ed è dal conto economico che andrebbero focalizzati tutti gli interventi, ma per quest’Amministrazione tutto ciò ha poco valore. Il Risultato d’Esercizio Negativo non mette a nudo solo gli effetti della mala gestione, ma impatta pesantemente anche sui dati di Stato Patrimoniale (altro documento che è stato sottovalutato) e precisamente sulla consistenza del patrimonio netto. Fornire maggiori informazioni sulle principali voci, analizzarle anziché sciorinarne solo i valori, vi e ci avrebbe permesso di capire e verificare gli effetti delle scelte programmatiche sul patrimonio. Però a voi poco interessa sapere quale sia la solidità patrimoniale, la capacità di far fronte a debiti, la vetustà delle immobilizzazioni oppure capire se la consistenza del patrimonio netto e contributi agli investimenti siano sufficienti a coprire queste ultime, quanto degli oltre 16 milioni di crediti non saranno incassati entro l’anno successivo e quale sarà l’impatto sui costi finanziari per tenerli per così lungo tempo prima d’incassarli. Certo a voi interessava focalizzare la relazione sul risultato della gestione finanziaria. L’unico risultato che abbia un valore apparentemente positivo solo perché sfrutta una particolare disciplina contabile, voluta dal legislatore, in cui sono escluse dal conteggio le svalutazioni dei crediti. Con un Avanzo di Amministrazione come quello che ci sottoponete, generato esclusivamente dal positivo saldo della gestione dei residui, perché quello di competenza è nettamente negativo per un milione di euro, guarda caso un altro dato da non sbandierare, conferma i nostri dubbi sull’incapacità di governare.

Una gestione che conteggia come sua principale componente i residui attivi regressi per 18,162 milioni euro su un totale residuo attivo di oltre 29 milioni non è esattamente un dato che ci fa stare tranquilli, perché evidenzia nella sua drammaticità quali siano le difficoltà che ha il sistema di riscuotere i propri crediti. Un’entità così rilevante rende l’avanzo d’amministrazione ben poco attendibile. Eppure per voi è un dato da sbandierare, (anche se ulteriormente decurtato dalle componenti del Fondo Pluriennale Vincolato) come miglior risultato conseguito che tuttavia, oltre a non essere attendibile, non è sufficiente a coprire interamente gli accantonamenti e i vari vincoli di destinazione che la norma impone per garantire gli equilibri di bilancio nel lungo periodo. Cosi il tanto decantato avanzo di amministrazione, sotto la scure dei 13,5 milioni del FCDE (Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità), risulta negativo per 3,654 milioni. Un dato, quest’ultimo, per ora solo contabile che è destinato a minare la futura tenuta dei conti perché prima o poi questi crediti di dubbia esigibilità si tradurranno in sonore perdite. Crediti generati per circa il 36 % da entrate della TARI e addizionali IRPEF. Due delle poste che maggiormente, negli ultimi anni, hanno registrato dei forti aumenti. Se poi si considera che i 13,5 milioni di svalutazione crediti conteggiati (su oltre 17 milioni considerati a forte rischio) non sono del tutto esaustivi perché prendono in considerazione solo alcuni dei crediti ritenuti inesigibili il rischio d’insolvibilità è molto alto. Pensiamo di poter concludere puntando il dito sulla vostra manifesta incapacità di governare, e a dirlo non siamo noi, ma sono gli stessi dati che ci avete sottoposto, dati preoccupanti, fortemente negativi che avete cercato di dissimulare sperando che nessuno vi potesse smentire, ma così non è stato. Se quanto stiamo denunciando non dovesse bastare, vi ricordiamo che dal confronto degli scostamenti tra il previsionale e questo rendiconto, appare evidente la vostra incapacità di utilizzare le somme vincolate per far fronte agli investimenti programmati per oltre 7 milioni di euro. Più inefficienti di così cosa dobbiamo aspettarci? Da parte nostra abbiamo maturato una piena e convinta opinione, un giudizio negativo senza appello che ci impone di non approvare questo documento per il bene della collettività. Ci domandiamo: come faranno gli altri Consiglieri a esprimere un autonomo giudizio basandosi solamente sulle poche e frettolose informazioni che sono state da voi illustrate? Invitiamo quindi tutti i Consiglieri a NON approvare questo rendiconto e a chiedere le dimissioni della Giunta.


da Lega Nord, Forza Italia e Fratelli D'Italia
Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-04-2017 alle 17:00 sul giornale del 28 aprile 2017 - 471 letture

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