Gioco d'azzardo e compulsività: una ricerca scientifica

New Slot, ludopatia - foto ok 21/04/2017 - Sempre più spesso si parla di gioco d'azzardo e di ludopatia ma chi veramente sa cosa spinge il giocatore ad entrare nel circuito vizioso della dipendenza?

Le teorie sono veramente tante e ci sarebbe persino qualcuno disposto a dire che non esiste un nesso certo ma ci sarebbe una sorta di inclinazione personale, è di qualche settimana fa un interessante studio di Paolo Crepet che sembrerebbe quasi scagionare il gioco.

Altri però la pensano in modo differente e sempre in questi giorni è stata resa nota una ricerca scientifica dell’università di Kyoto che avrebbe svelato il meccanismo per cui il giocatore d'azzardo andrebbe a prendere la dannosa abitudine codificata con il termine GAP ovvero ludopatia o azzardo compulsivo.

Secondo lo studio presentato dai ricercatori di Kyoto esisterebbe un disturbo mentale dovuto ai risultati, negativi o positivi. Perdere continuamente, come vincere, qualora fosse possibile, genererebbe nel giocatore la voglia di continuare.

La ricerca si basa sull'analisi di 50 volontari, 21 di essei afflitti da ludopatia e 29 invece considerati individui sani.

Ai volontari che hanno partecipato allo studio è stata praticata una risonanza magnetica funzionale ed il risultato sarebbe stato sorprendente.

 

Si è infatti individuata in modo scientifico una attività diminuita nella corteccia prefrontale dorsolaterale che è la regione coinvolta nella flessibilità cognitiva. Questo indicherebbe secondo il dottor Hidehiko Takahashi l'impossibilità dei soggetti analizzati di adattare il comportamento al livello di pericolo che aumenta.

Le persone non affette da ludopatia prendono le decisioni valutando la possibilità del rischio invece chi è già caduto nella logica perversa del GAP non riesce più a essere lucido diventando spesso imprudente e poco attento.

Simili attività sarebbero state riscontrate anche in coloro che sono appassionati di altri pericolosi giochi online come il trading.

Sappiamo bene che il gioco non è solo fisico ma da tempo è diventato digitale, per ora però non ci sarebbe nessun nesso tra ludopatia e gioco virtuale, essendo qualcosa di poco recente, è pure probabile che gli studi scientifici non siano ancora tesi ad analizzare questo genere di fattori.

Le società dedite al gioco online provano continuamente l'attenzione del consumatore con claim tipo questa promozione sisal ma lo fanno in modo attendo e consapevole infatti in ogni portale dedito al gioco d'azzardo sono ben illustrati rischi e pericoli ma sopratutto a differenza del gioco fisico, nel virtuale si hanno tempi di permanenza limitati, persino l'investimento non può essere più alto di quello programmato. Gli algoritmi che gestiscono gli spazi sono altamente sicuri e studiati in modo da rendere l'esperienza gioco meno pericolosa possibile.

Virtuale o reale che sia è bene tenere presente sempre che, quanto illustrato dalla ricerca può essere uno spunto interessante per fermarsi in tempo utile ovvero prima di essere presi dal vortice inconsapevole del pericolo.





Questo è un articolo pubblicato il 21-04-2017 alle 18:24 sul giornale del 21 aprile 2017 - 274 letture

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