Gianluca Fioretti: ecco perché venerdì prenderò le parti di Michele Emiliano

Gianluca Fioretti 19/04/2017 - Venerdì 21 alle ore 21:00 presso l'Auditoriom San Rocco Vivere Senigallia organizza un dibattito tra tre esponenti del PD. Dario Romano che sostiene la candidatura di Andrea Orlando, Michele Castestelli che sostiene Matteo Renzi e Gianluca Fioretti che prende le parti di Michele Emiliano. In attesa del dibattito oggi abbiamo intervistato Gianluca Fioretti.

Vivere Senigallia: Presentati in tre righe:
Gianluca Fioretti: Gianluca Fioretti, 54 anni, per 10 anni Sindaco di Monsano, fondatore dell’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi, rete di contaminazione e divulgazione di Buone Pratiche all’insegna della Sostenibilità, dove ho ricoperto per 10 anni la carica di Presidente, attualmente nel Comitato Direttivo.
Vice segretario regionale del PD con delega alle tematiche ambientali, sono referente regionale della mozione di Michele Emiliano alle Primarie aperte del 30 aprile per il segretario nazionale del Partito Democratico.

VS: Perché voterai alle primarie del PD?
GF: Perché ritengo che il Pd debba continuare ad esercitare un ruolo di protagonista nel panorama politico nazionale, adeguandosi però ad una situazione attuale in mutazione. Per questo le Primarie assumono un ruolo ed un significato dirimenti per il futuro del Paese.

VS: Perché voterai per Emiliano?
GF: Voterò ed invito a votare per Michele Emiliano per il semplice, fondamentale motivo che lo ritengo l’unica valida, concreta e reale alternativa e proposta politica per far ritornare il Partito Democratico ad esercitare, come già sottolineato, quel ruolo attivo di coinvolgimento del centro sinistra, verso una azione politica autenticamente riformista e di progresso, contro i nazionalismi e i guasti di una globalizzazione liberista e senza freni e controlli, all’interno di un percorso che porti agli Stati Uniti d’Europa, con regole e forme di convivenza comuni. Michele Emiliano è uomo delle Istituzioni e di partito, aperto ed inclusivo, il quale, fattore per me determinante, guarda a sinistra, e non verso Forza Italia.  Inoltre, il PD ha la necessità, vitale, di scrollarsi definitivamente di dosso una conduzione personalistica e autoreferenziale, quella di Matteo Renzi, capace di produrre una scissione e sonore sconfitte, ultima quella clamorosa del referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Il segretario non può fare anche il Presidente del Consiglio. Non esistono ticket fantasiosi su questo, i tempi sono cambiati, il Partito Democratico deve avere una conduzione politica “a tempo pieno”, capace di unire e non dividere. Altrimenti il suo destino è quello di una morte lenta, per vecchiaia e asfissia.

VS: Elenca tre motivi per la tua scelta.
GF: 1 - La necessità di cambiare realmente pagina, di ripartire con un progetto completamente nuovo, plurale, fatto di partecipazione.
2 - La necessità, vitale, di porre finalmente le tematiche legate alla piena Sostenibilità al centro dell’agenda politica, del PD e del prossimo Governo. Una programmazione concreta, per recuperare risorse, costruire una nuova economia, ricucire il nostro Paesaggio, patrimonio inestimabile.
3 - La necessità, vitale, di recuperare e di ritornare a coinvolgere i giovani, oggi senza speranza e futuro, linfa vitale per un partito come il nostro. Senza di loro, un partito popolare, moderno, capace di interpretare e governare i processi di una società complessa ed in continuo mutamento, non ha semplicemente motivo di esistere, perdendo per strada, lentamente ma inesorabilmente,  i filamenti del suo DNA.

VS: Se non potessi votare per Michele Emiliano per chi voteresti?
GF: Non voterei alle Primarie del 30 aprile. Michele Emiliano si è presentato come sempre da uomo libero, non avendo nulla e nessuno dietro, nessun gruppo di potere, nessun interesse, nulla. Non è stato Ministro nel Governo Renzi, non ha partecipato, condividendole, alle sue scelte, sedendo al suo stesso tavolo. Dunque, per quanto mi riguarda non esistono alternative il 30 aprile. O si vota Michele Emiliano o si vota un progetto di partito “altro”, non indenne da vecchie logiche di ubbidienza e appartenenza, e non di passione e competenza.





Questa è un'intervista pubblicata il 19-04-2017 alle 10:21 sul giornale del 20 aprile 2017 - 1183 letture

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