Al Gabbiano Resistenza e Sogni, monologo di e con Annet Henneman per la Scuola di Pace

19/04/2017 - La Scuola di Pace “Vincenzo Buccelletti” del Comune di Senigallia, nell’ambito del programma del biennio 2017/2018 Sconfinati – Siria, Donne e Bambini, Fronti e Frontiere, organizza lo spettacolo teatrale Resistenza e Sogni, monologo di e con Annet Henneman. L’evento, aperto a tutta la cittadinanza, si svolgerà giovedì 20 aprile alle 21 presso il Cinema teatro Gabbiano di Senigallia, al costo di 5 euro.

 È prevista una replica la mattina del giorno successivo, 21 aprile, alle ore 9,30, dedicata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, ad un prezzo ridotto di 3 euro.

Durante la serata, verrà lanciato un appello per chiedere al governo italiano il massimo impegno per la liberazione del giornalista italiano Gabriele Del Grande, detenuto in Turchia al confine con la Siria, dove si stava recando per un reportage.

Nata a Velsen, Annet Henneman inizia il suo percorso teatrale in Olanda e in seguito lavora in Polonia, Germania e Italia, dove fonda con Armando Punzo l’associazione culturale Carte Blanche, che lascia dopo otto anni per dedicarsi al suo Teatro di Nascosto (Hidden Theatre). Il gruppo è costituito da attori internazionali, soprattutto di provenienza mediorientale, e ha sviluppato la forma di Teatro Reportage per raccontare storie vere di persone che non hanno voce, che vivono le conseguenze della guerra, l’oppressione o la povertà assoluta. Nella prima parte del suo monologo “Resistenza e sogni” Annet Henneman trasporta il pubblico in Iraq. La vediamo interpretare una donna del popolo, una madre di tre figli avvocati che spiega come una donna può essere oppressa nella sua stessa casa, dai suoi figli intenzionati a vietarle ogni tipo di passatempo che potrebbe opporsi ai precetti della cultura islamica.

La seconda parte è dedicata alla Palestina. Nuovamente Annet sceglie la figura di una casalinga per raccontare la fame, la povertà, il disagio e la costrizione in cui vivono i palestinesi e, per prime, le loro donne: ragazze che sognano di studiare all’estero per costruirsi un futuro di libertà, e restano in Palestina perché le stesse madri e nonne tengono più alla resistenza contro Israele che al futuro delle giovani. Il racconto della Henneman articola la narrazione con l’interpretazione diretta, così il pubblico vive la tensione, la paura e la rabbia del popolo palestinese quando l’artista racconta di trecento soldati israeliani che invadono i container in cui si nascondono donne e bambini. Lo spettacolo si chiude con una nota di positività, lasciando al pubblico l’immagine dell’amore per la vita e per la cultura autoctona del popolo palestinese.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2017 alle 12:28 sul giornale del 20 aprile 2017 - 733 letture

In questo articolo si parla di politica, cinema gabbiano, Scuola di pace V. Buccelletti

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