Materiali spiaggiati, la Provincia: 'La questione sta assumendo un contorno inaccettabile e paradossale'

25/03/2017 - Non è nostra abitudine entrare nelle contese mediatiche, tuttavia la questione dei rifiuti spiaggiati sta assumendo un contorno inaccettabile e paradossale rispetto a dichiarazioni effettuate recentemente.

Rammento a tutti che i lavori di pulizia del fiume Misa dalla città di Senigallia fino al Comune di Ostra lungo il tratto classificato in seconda categoria sono stati effettuati nell’autunno - inverno 2014-2015.

Da allora non sono imputabili alla Provincia altri lavori. Sono passati 2 anni! Il materiale tagliato venne regolarmente asportato. Del resto, stante la loro importanza, furono lavori molto attenzionati da tutti, Sindaco, Assessori, Consiglieri e Commissari facenti parte delle Commissioni di inchiesta (presiedute anche dall’opposizione). Rammento che ci furono articoli di stampa che riportavano immagini di sopralluoghi del Sindaco con il Segretario dell’Autorità di bacino ed il Dirigente provinciale, ad evidenziare il buon lavoro svolto.

Non ci risultano lamentele sulla qualità del lavoro né segnalazioni di nessun tipo né, tanto meno, sanzioni per abbandono di rifiuti. È evidente che le ripetute piene susseguitesi quasi ogni mese dal maggio 2014 fino a maggio 2015, con il fiume, da poco oggetto di una consistente manutenzione, quasi privo di vegetazione in alveo, abbiano consentito, nel primo anno successivo, di far giungere a mare più materiale degli anni precedenti, ma non mi sembra che si possa andare oltre.

Il materiale attualmente spiaggiato mostra foglie di quercia integre: se fossero state per oltre due anni in acqua non potrebbero di certo esserlo.

Del resto se gli odierni quantitativi spiaggiati fossero davvero legati ai rifiuti abbandonati nel corso dei lavori avremmo dovuto vedere strati di qualche metro lungo le rive dei 14 km. di fiume oggetto dei lavori, ed il fiume scorrerebbe nero come inchiostro!

Infine rammento anche che con la Legge regionale 13/2015 la Regione Marche ha ripreso le funzioni in materia di demanio idrico che aveva attribuito alle Province con la Legge 10/1999.

Il problema per poter trovare una soluzione deve essere affrontato e studiato congiuntamente da più Enti; occorre capire quali correnti lo portino, occorre analizzare la vetustà del materiale e la sua composizione, a che profondità si muove e da quale direzione provenga. Macchie scure cariche di questo materiale sono state avvistate in inverno anche di fronte al litorale di Marina.

Il fenomeno interessa diversi comuni litorali pertanto è giusto che sia affrontato come tema di Assemblea di Ambito; Senigallia non deve esser lasciata da sola nell’affrontare un problema di tali dimensioni.

Liana Serrani







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-03-2017 alle 16:27 sul giornale del 27 marzo 2017 - 2282 letture

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