Le opzioni binarie sono una truffa o meno?

economia 27/03/2017 - Il trading con le opzioni binarie è cresciuto costantemente in popolarità fin dalla sua prima introduzione sui mercati globali nell’ormai lontano 2008.

Col passare del tempo sono stati in molti gli investitori che hanno voluto passare dal trading classico al trading con le opzioni binarie, dato che quest’ultime offrono una serie di vantaggi, tra cui controllo del rischio, vincite fisse, semplicità di utilizzo, e una grande varietà di strumenti su cui operare (valute, azioni, indici, materie prime, etc.) grazie al CFD trading.

Inoltre, uno dei primi “problemi”, se così possiamo chiamarlo, delle opzioni binarie e del trading online in generale è l’estrema facilità con cui praticamente ogni persona può cominciare l’attività, dato la gratuità e semplicità delle piattaforme e i requisiti minimi di capitale di poche decine o centinaia di euro.

Questo fattore ha portato moltissimi investitori ad approcciarsi alle opzioni binarie con troppa leggerezza, senza i dovuti controlli e le necessarie precauzioni, finendo così per perdere i soldi versati sul proprio conto. Ovviamente, in molti hanno quindi cominciato ad usare termini tipo “truffa” per giustificare qualcosa che in realtà non avevamo propriamente ben capito fin dall’inizio.

Vediamo quindi alcuni dei fattori principali di questa questione per capire meglio se le opzioni binarie sono una truffa o meno.

Il primo è sicuramente la scelta del broker. Diversi utenti si sono fatti convincere (con proclami altisonanti e promesse quanto meno sospette) ad aprire il loro conto presso broker il cui scopo era assolutamente truffaldino fin dall’inizio. Questo tipo di broker solitamente apre i battenti e tenta in tutti i modi di raccogliere quanti più clienti e capitali possibili, soprattutto in fretta (solitamente con telefonate insistenti, pubblicità ingannevoli su internet, promesse di guadagni assicurati ogni mese, etc.). I clienti che operano sulla piattaforma di questi broker non sanno di stare utilizzando una piattaforma demo mascherata da piattaforma reale. La truffa si conclude con il broker che semplicemente chiude i battenti della “finta” piattaforma, intascando tutti i soldi versati sui conti dai propri clienti. In alternativa, la truffa può durare più a lungo se il broker crea uno schema Ponzi. Ovviamente, questo genere di truffa avviene da sempre nel settore finanziario, non è relativa solo alle opzioni binarie. L’unico modo per non diventarne vittima è semplicemente di affidarsi a broker rinomati, presenti da tempo nel settore, e soprattutto di controllare presso gli enti ufficiali (CONSOB per l’Italia) se il broker in questione è in possesso di tutte le regolamentazioni necessarie.

Passiamo ora a parlare del trading vero e proprio sulle opzioni binarie, e del perché alcuni utenti sono finiti poi per definirlo una truffa.

L’argomento principale di quest’accusa si basa principalmente sulla struttura del rischio/rendimento di questo strumento. Con le opzioni binarie puoi investire una determinata somma sull’eventuale rialzo o ribasso di uno strumento dal punto in cui la scommessa è avvenuta, entro un periodo di tempo prestabilito. Se ad esempio scommetti sul rialzo di Google nella prossima ora, e allo scadere dell’ora il prezzo di Google è al di sopra, anche solo di un punto, dal prezzo nel quale hai eseguito la scommessa, la tua operazione sarà in vincita. Il problema sta nel fatto che per la vincita, mediamente, viene corrisposto il 75% dell’investimento iniziale; in caso di non riuscita dell’operazione invece si perde il 100% dell’investimento, ovvero tutta la puntata. Questo fattore apre due scenari che è bene comprendere.

Il primo è il fatto che, per riuscire ad essere profittevoli con le opzioni binarie, per contrastare la negatività del rapporto rischio/rendimento, bisogna necessariamente ottenere una percentuale di vincita positiva, solitamente pari al 60% per essere in pari, e superiore al 60% per ottenere profitto. Questi valori sono sicuramente possibili, ma non sono ovviamente facili da ottenere, soprattutto per molti utenti inesperti e senza disciplina, ed è per questo che molti utenti si sono sentiti truffati da uno strumento di cui in realtà non avevamo capito i pro e i contro.

Ovviamente, a questo punto, in molti si chiedono dove stia la convenienza delle opzioni binarie. In sostanza, i fattori principali sono la semplicità di utilizzo e l’assenza di commissioni o spread all’apertura delle operazioni. A differenza del trading normale, dove per ogni operazione è necessario decidere lot size, leva, prezzo d’ingresso, Stop Loss, Take Profit o momento in cui chiudere l’operazione, con le opzioni binarie bisogna solo decidere l’importo dell’investimento (il rischio quindi è fisso), la durata temporale (da 60 secondi a 1 mese di solito), e la direzione. In più, i broker di opzioni binarie non aggiungono commissioni o spread aggiuntivi sul prezzo di negoziazione. Ovviamente però, la loro attività di broker deve essere remunerativa, altrimenti non avrebbe senso per loro farla. Con le opzioni binarie, in sostanza, le commissioni vengono pagate alla fine dell’operazione, e non all’inizio, e si traducono appunto nel payout minore in caso di vincita.

Di sicuro questi non sono argomenti con cui tutti gli utenti si trovano a proprio agio, ed è per questo probabilmente che in molti hanno chiamato “truffa” una semplice non-comprensione del funzionamento dello strumento e dei broker che lo propongono.

Le opzioni binarie, in sintesi, rimangono uno strumento con cui è possibile generare del profitto, ma che, come tutti gli altri strumenti, nascondono i propri pro e contro, che è necessario conoscere a fondo per poter operare con professionalità.





Questo è un articolo pubblicato il 27-03-2017 alle 12:48 sul giornale del 27 marzo 2017 - 363 letture

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