Primarie del Partito Democratico: Mangialardi sta con Matteo Renzi

maurizio mangialardi 13/03/2017 - La data del 30 aprile, giornata fissata in cui si svolgeranno le primarie del Partito Democratico per eleggere il nuovo segretario nazionale, rappresenta un crocevia decisivo per il futuro non solo del nostro partito, ma anche e soprattutto dell’Italia.

È un dato di fatto che il Pd rappresenti l’unico argine concreto e credibile al dilagare di pericolosi populismi, spesso coincidenti con i valori di una destra, va detto chiaramente, che si nutre di antipolitica e si dimostra sempre più aggressiva, intollerante e xenofoba. Populismi che dietro messaggi semplicistici, cercano di mietere consensi parlando alla pancia di un popolo duramente provato dalla lunga crisi economica, nonostante gli accenni di una piccola ma significativa ripresa, e solleticando sempre e ovunque i peggiori istinti ostili alla democrazia, costantemente alla ricerca di un capro espiatorio. Il tema del cambiamento posto al centro dell’agenda politica da Matteo Renzi durante i suoi tre anni di governo ha avuto il significato esattamente opposto: affrontare e vincere la complessità delle sfide poste dalla modernizzazione e dai nuovi fenomeni globali per liberare l’Italia dalle pastoie che negli ultimi decenni ne hanno frenato lo sviluppo e renderla un Paese davvero competitivo e solidale, rileggendo in chiave contemporanea i valori laici e cattolici che ne hanno segnato in passato la crescita e il progresso.

Apice di questo sforzo, che personalmente rivendico tutto, è stato il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, il cui esito negativo, al netto degli errori sicuramente commessi che ne hanno impedito l’affermazione, non deve far perdere di vista la bontà della proposta riformatrice di cui l’Italia continua ad aver bisogno. Oggi più che mai, le necessità a cui quella riforma avrebbe potuto dare risposte restano drammaticamente insolute (semplificazione del sistema legislativo, sburocratizzazione della macchina pubblica, abbattimento dei costi della politica, ecc.). E, pare superfluo sottolinearlo, nessuna forza politica dentro e fuori l’arco costituzionale ha provato ad avanzare una seria proposta alternativa. Dunque, nessun dubbio sul fatto che per cambiare il Paese sia necessario rilanciare il Pd : con un progetto politico plurale, rimodulandolo e potenziandolo cui, proprio Matteo Renzi, è riuscito a dare un’anima, che continui a coniugare, in una sintesi sempre più efficace ed avanzata, tradizioni e culture politiche diverse con la necessità di dare risposte alle istanze sociali del Paese, e che continui ad essere sinonimo di speranza per milioni di persone, le quali, nonostante le difficoltà, scelgono di non arrendersi alla demagogia e all’imbarbarimento del confronto politico.

Per questo l’obiettivo del congresso è quello di tracciare un profilo del PD netto e forte e dichiararne la sua mission carica di speranze certe, tornare a farne un punto di riferimento sicuro e di grande prospettiva per la nostra gente. È da qui che il nostro congresso dovrà assolutamente ripartire, riprendendo il filo da dove si è interrotto per ricominciare a tessere la tela di quel rinnovamento delle istituzioni e del modo di fare politica che Matteo Renzi, con indubbia capacità e, cosa ancor più importante, inscalfìbile onestà intellettuale, ha tracciato sia come segretario nazionale del Partito Democratico sia come presidente del consiglio dei ministri . Ripartire con l’umiltà del confronto e la saggezza delle proposte,tutti uniti pur nella diversità, per costruire un progetto-guida adeguato alle nuove e complesse sfide che ci aspettano e per le quali tutti noi i,in particolare i giovani,necessitiamo di sicuri e chiari punti di riferimento. Un congresso che non ha alternative allo stare insieme, al progettare comune, al sognare un mondo migliore che dipende in gran parte da noi.

L’unico rammarico è per chi ha scelto la via di un’inspiegabile scissione, perché sono convinto che c’erano tutte le condizioni per proseguire insieme un cammino, al di fuori del quale, mi pare evidente, non esistono alternative credibili, ma si corre solo il rischio di recare danno alla nostra storia comune. In ogni caso, sono certo che, come sempre, il congresso sarà comunque un momento di profonda riflessione politica e di grande partecipazione popolare, la vera linfa vitale di questo nostro grande sogno, che non ha nulla a che vedere con la democrazia di facciata, priva di ogni concretezza, di partiti azienda e movimenti virtuali





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-03-2017 alle 18:29 sul giornale del 14 marzo 2017 - 1456 letture

In questo articolo si parla di maurizio mangialardi, politica, sindaco, primarie

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aHnh





logoEV