Chiuse le indagini sull'alluvione: il processo è sempre più probabile

13/03/2017 - Il Pubblico Ministero Irene Billotta ha chiuso le indagini sull'alluvione del 3 maggio 2014. Poiché non vi è stata richiesta di archiviazione è estremamente probabile che si vada verso un processo per disastro colposo. I nomi degli imputati non sono al momento noti. Verranno probabilmente diffusi nella giornata di martedì.

"Con il processo per tutti i danneggiati si apre la possibilità di farsi parte civile - spiegano gli avvocati Domenico Liso e Roberto Paradisi, difensori di molti degli alluvionati - in questo modo è possibile chiedere il risarcimento per i danni economici, che i risarcimenti dello Stato non coprono completamente, e per i danni morali".

"Al momento non sappiamo per chi verrà richiesto il rinvio a giudizio - continuano Liso e Paradisi - ma ipotiziamo che siano coinvolti i vertici delle Istituzioni, quali Comune, Provincia e Regione. L'iscrizione nel registro degli indagati e gli avvisi di garanzia partiranno solo domani". Sono invece noti i capi di accusa: mancata manutenzione e mancato allarme.

Al momento sono circa 30 gli alluvionati difesi da Liso e Paradisi. È ancora possibile costituirsi parte civile, ma è necessario farlo prima dell'inizio del processo.

Un processo per Disastro Colposo ha un tempo di prescrizione di 15 anni, quindi i termini di prescrizione scatteranno il 3 maggio 2029.





Questo è un articolo pubblicato il 13-03-2017 alle 17:36 sul giornale del 14 marzo 2017 - 2729 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, michele pinto, politica, alluvione, articolo, domanico liso

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aHm0