Brignone: "La politica di DP è ambigua: non si può uscire dal PD e sostenerne il governo"

Beatrice Brignone 11/03/2017 - Intervistata da Vivere Senigallia l'on Beatrice Brignone spiega la differenza tra Possibile e gli altro partiti a sinistra del PD e parla del futuro del Movimento in Italia e nelle nostre zone.

A Sinistra del PD oggi esistono Democrazia Progressista, Campo Progressista, Sinistra Italiana e Possibile. Non sono troppe 4 formazioni politiche nella stessa area politica?

Certamente troppe. Il problema di fondo però è la chiarezza di posizioni. Per noi è fondamentale non avere ambiguità. Non si può uscire dal Pd e poi sostenere la politica del suo governo. Noi non siamo usciti perché Renzi non ci era simpatico, ma perché ha spostato il Pd a destra. E anche se al posto di Renzi c'è una persona meno divisiva come Gentiloni, il governo e le politiche che attua sempre quelle sono.

Cosa differenzia Possibile dalle altre forze politiche di sinistra?

Possibile non nasce nè da una fusione nè da una scissione, è un progetto che nasce da zero, senza nessuno alle spalle, senza fondazioni, senza copertura mediatica, senza protezione. Quanti di noi si sono messi in gioco in questo progetto lo hanno fatto partendo da esperienze politiche diverse, con la convinzione che servisse  creare una forza politica completamente autonoma da PD (la cui perdita di identità era già chiarissima due anni fa, dopo job act, politica dei bonus, sblocca Italia, buona scuola, riforma costituzionale..) e che si battesse per contrastare le disuguaglianze riprendendo in mano con nettezza e una buona dose di radicalità quei principi repubblicani alla base della Costituzione. Non a caso la nostra carta fondante si chiama "Patto Repubblicano", abbiamo l'Uguaglianza nel simbolo e la laicità delle istituzioni come bussola.
È un partito giovane, non solo perché nato da meno di due anni, ma anche per l'età anagrafica di chi lo compone. Quindi linguaggi e orizzonti sono propri di questa  generazione. E come buona parte della nostra generazione quasi tutti sono p.iva, quindi anche la concezione del lavoro è diversa  da quella della sinistra più tradizionale.
Laico, repubblicano, ecologista e femminista sono gli aggettivi che ci rappresentano meglio. Che non sono solo aggettivi, ma un programma politico.

Possibile sta cercando alleanze in vista delle elezioni del 2018?

Noi proviamo a fare un discorso ampio e unitario e abbiamo 4 parole d'ordine:
autonomia, unità, progetto e società.
Siamo convinti che per il paese serva ritrovare, quello che un caro amico chiama "alfabeto comune a sinistra".
Ma le alleanze non devono avere zone d'ombra e soprattutto non devono essere di ceto politico. Devono riuscire a mettere insieme forze politiche e le migliori esperienze della società civile sulle "cose da fare". Voler portare la società in parlamento, non è populismo, ma è rispettoso di il primo dei principi, per cui la
"Sovranità appartiene al popolo". Non ai blocchi di potere.
E ovviamente è fondamentale essere con chiarezza autonomi dal Pd. Ci siamo rivolti oggi dalle pagine del Huffinghton Post a Bersani proprio in tal senso, per mettere in piedi un progetto politico che dia una rappresentatività ampia, "Da Boccia a Che Guevara", per sintetizzare.
Oggi siamo all'assemblea di Green Italia per lanciare insieme un progetto sull'onda di quando fatto dai Verdi Europei e stiamo mettendo a punto un programma nato dopo la nostra Costituente delle Idee dove si sono confrontati tante competenze per mettere in piedi un progetto per il paese.
Lo presenteremo alle altre forze politiche, accogliendo contributi e mettendo a disposizione i nostri, perché o si ha chiaro che bisogna sapere dove e come mettere le mani per rialzare questo paese, o è inutile fare tanti discorsi solo in vista di una rielezione. A noi "quest'acqua qua" (come direbbe Bersani) non interessa.

Possibile presenterà dei candidati nei comuni delle Marche nelle amministrative di quest'anno?

Ci stiamo lavorando. Il discrimine è sempre lo stesso: la serietà di un progetto e l'autonomia dal Pd.  Se e dove avremo le forze proveremo a farlo, altrimenti aspetteremo di crescere. Non abbiamo fretta.





Questa è un'intervista pubblicata il 11-03-2017 alle 16:07 sul giornale del 13 marzo 2017 - 1764 letture

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