Ostra e Trecastelli: Giacomo Sintini, un inno alla vita e il suo esempio per gli studenti delle medie

05/03/2017 - Proprio nei giorni in cui la cronaca ci assale tristemente con notizie di suicidi assististi, riconoscimento di doppie paternità, scandali e corruzioni quotidiane, nelle scuole secondarie di I° di Ostra e Trecastelli i ragazzi hanno potuto ascoltare parole che li hanno fatti riflettere e al tempo stesso gioire per la bellezza della vita in ogni sua sfumatura, dal successo al dolore, dall’eccitazione per la vittoria all’angoscia di morire, grazie a un testimone davvero eccezionale: Giacomo Sintini.

Atleta, campione di pallavolo, grande comunicatore, ma soprattutto una gran bella persona che ha saputo catalizzare l’attenzione di circa 350 alunni prima nella palestra di Trecastelli e poi in quella di Ostra con il racconto della sua vita costellata di vittorie nell’ambito sportivo e segnata dalla vittoria più significativa contro il nemico più temuto e difficile da battere: il cancro. Giacomo è arrivato a Trecastelli puntualissimo, alle 10 di mercoledì 1 marzo, accolto dal Dirigente Scolastico dott. Umberto Migliari, dall’assessore Gregorini in rappresentanza del Comune e dal giornalista Ciro Montanari che ha accompagnato il racconto di Sintini con una bella presentazione ai ragazzi e ha coordinato le numerose domande che gli alunni avevano preparato con alcuni insegnanti. Alle 11.40, dopo un caffè al volo, Giacomo è arrivato a Ostra dove ad attenderlo c’erano la Dirigente Scolastica dott.ssa Rita Bigelli, l’assessore Franceschini e il presidente del Consiglio d’Istituto Agarbati, ma soprattutto i circa 177 ragazzi della scuola “Menchetti” ai quali ha parlato mostrando (se qualcuno ne avesse per caso dubitato) le sue grandi doti di comunicatore e la sua capacità di leggere nelle pagine tristi della sua vita, relative alla malattia, la positività di trasformare un male nel bene, di cogliere da questa esperienza frutti di amicizia, amore, fede e solidarietà per farne dono agli altri.

Dopo aver divertito gli alunni raccontando alcuni aneddoti legati alla sua infanzia (come quando “teneva” la classe dei suoi compagni, ancora piccolissimo, raccontando storie in assenza dell’insegnante) e all’adolescenza (quando tra la terza media e il primo superiore divenne così alto, più di venti centimetri in un anno, da non riuscire a gestire e coordinare il suo corpo tanto da dover abbandonare il calcio praticato in quegli anni), Giacomo ha dato insegnamenti molto significativi per la vita dei nostri giovani, ad esempio l’importanza, in ogni campo, del gioco di squadra: “Niente si può vincere da soli”, ha detto, e se questo è vero nello sport, ancora di più lo è nella vita e nella malattia. Giacomo ha “fatto squadra” con la famiglia, con gli amici, con i medici e gli infermieri e con Dio, che non hanno permesso che si arrendesse e lo hanno sempre sostenuto e incoraggiato. Soprattutto sua moglie Alessia e Carolina, la sua tenera bambina che a soli tre anni ha dovuto fare i conti con un male che voleva portarle via suo padre, quel padre che per lei, più di tutti, ha lottato e ha trovato la forza di reagire e combattere, perché non voleva che sua figlia crescesse pensando che il suo papà si era arreso, “non era questo l’esempio che volevo lasciarle”.

E questo stesso padre si è trovato a ringraziare Dio per il cancro, perché aveva colpito lui e non qualcuno dei suoi cari. Sintini ha condiviso con i ragazzi l’angoscia della malattia, la paura di non farcela “perché non sempre le cose vanno bene…a volte si deve anche saper perdere”, il dramma della solitudine in un letto di ospedale che spesso gli ha fatto chiedere “perché proprio a me?” e poi la consapevolezza che non era il solo malato, ma tanti adulti e bambini intorno a lui combattevano la stessa battaglia per la vita. E’ stato emozionante sentirgli raccontare la sua rinascita dopo il trapianto di cellule staminali e la sua gioia nel tornare a giocare a pallavolo nella squadra del Trento che ha creduto in lui e gli ha offerto la possibilità di rientrare in campo per allenarsi con dei veri campioni. Neanche Giacomo poteva credere a una simile opportunità e chiedendo a suo padre come era possibile che il Trento lo volesse addirittura con un contratto per due anni come titolare nel ruolo di secondo palleggiatore, dopo un anno che non giocava più e un cancro che lo aveva debilitato riducendo il suo fisico a qualcosa di molto lontano da un atleta di serie A, proprio suo padre gli disse una frase che è rimasta scolpita nella sua mente e ora anche nella mente dei ragazzi: “Guarda Jack che non è un caso perché quando siamo a terra sono sempre i più grandi che ci aiutano a rialzarci. Vai a Trento e non deluderli”.

E già, perché di veri campioni si tratta (Bari e Birarelli li abbiamo già conosciuti ma anche gli altri giocatori non sono stati da meno!), come ha ben sottolineato Giacomo spiegando ai ragazzi la differenza tra un vero campione e un bravo giocatore, a partire da un “incontro formativo-motivazionale” tenuto dall’allora allenatore dell’ Itas Diatec Trentino Stoytchev quando alla vigilia di gara 5 dei play off per lo scudetto, il primo palleggiatore Raphael con un dito rotto dovette cedere il ruolo a Giacomo per la finale più importante del campionato. Ricordando il momento cruciale nello spogliatoio e imitando simpaticamente l’allenatore, Giacomo si è così espresso: “Prima della partita Stoytchev ci ha chiamati tutti in cerchio e ci ha detto: “Ragazzi, domenica c’è la finale scudetto. Raphael si è fatto male. Noi abbiamo Jack. Giochiamo con Jack. Vinciamo con Jack. Allenatevi” fine del discorso motivazionale! In realtà –ha continuato Sintini – lui ci ha detto quello che era veramente importante: lui ci ha detto di non trovare scuse. Voi sentite spesso parlare di grandi campioni e di bravi sportivi; io vi voglio dire quella che per me è la differenza tra un campione e un bravo giocatore: il vero campione è quello che non cerca scuse, che non trova giustificazioni di fronte alle difficoltà o alle sconfitte ma sa fare squadra e ce la mette tutta con le forze che ha; il bravo giocatore è tale finché tutto va bene, poi di fronte alla sconfitta addossa le responsabilità dell’accaduto agli altri: è colpa del compagno di squadra che ha giocato male o dell’allenatore che non mi capisce o del problema al ginocchio o il dolore alla schiena. La squadra del Trento era piena di campioni, pronti a mettercela tutta, a giocare senza scuse, con me, senza rimpiangere Raphael per il dito rotto. E così abbiamo vinto!”.

Inutile dire che il momento più caotico ma anche più sentito dai ragazzi è stato l’”assalto” al campione per foto e autografi ai quali nessuno ha voluto rinunciare, assediando Giacomo che nel giro di pochissimi minuti ha dispensato firme a non finire a tutti i ragazzi e non solo! Giacomo ha anche spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a fondare un’Associazione che porta il suo nome e opera nella raccolta fondi per la ricerca e per l’assistenza in campo onco-ematologico e a scrivere un primo libro dal titolo significativo “Forza e coraggio” in cui racconta la sua esperienza di atleta e di uomo. Sta lavorando ad un altro testo che ci auguriamo sia presto a disposizione di tutti i suoi ammiratori, magari con la speranza che possa tornare a presentarlo lui stesso ai ragazzi. Al termine dell’incontro gli alunni hanno ringraziato il campione con un’offerta a favore dell’Associazione raccolta grazie al contributo di tutte le famiglie, dei docenti e del personale delle due scuole che lo hanno ospitato. Ora siamo certi che Giacomo non è un bravo giocatore ma un vero campione: è uno che non cerca scuse e non ha voluto dimenticare il brutto periodo trascorso, ma ricorda bene le sue sofferenze e oggi sa piegarsi su chi è più piccolo, debole, in difficoltà o malato per sostenerlo e aiutarlo a rialzarsi. Un esempio di vita per tutti. Grazie e…a presto Jack!







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2017 alle 19:35 sul giornale del 06 marzo 2017 - 1791 letture

In questo articolo si parla di attualità, ostra, trecastelli, Barbara Lilli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aG7c