Trecastelli: "La vita, un dono prezioso''. E gli studenti lo sanno grazie a testimonianze preziose

03/03/2017 - "Un coniuge che perde la moglie o il marito è un vedovo. Un figlio che perde un genitore è un orfano. Un genitore che perde un figlio non c’è più”.

Queste poche parole tratte dal docu-film “Ogni giorno” su Francesco Saccinto aiutano a comprendere lo stato di profondo dolore che provano un padre e una madre di fronte alla morte improvvisa del proprio figlio.

E’ questo il dolore che hanno colto gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di I° di Trecastelli sabato 25 febbraio, quando hanno incontrato Vittorio Saccinto e i ragazzi dell’Associazione Rose bianche sull’asfalto, rispettivamente padre e amici di Francesco, vittima di un incidente stradale con il motorino, il 10 settembre 2013, all’età di 14 anni, a causa di un ubriaco senza patente alla guida di un autocarro.

E’ così che gli alunni sono stati guidati a riflettere su temi molto vicini alla loro esperienza di adolescenti quali la prevenzione all’uso e abuso di alcol e sostanze stupefacenti e la sicurezza stradale nel mettersi alla guida di un motorino (il sogno tanto ambìto e presto realizzato da molti di loro!). Dopo la visione del docu-film, Emanuele e Federico hanno raccontato la bellezza della loro amicizia con Francesco e come, anche dopo l’incidente, i legami tra di loro, suoi amici, non solo sono rimasti molto forti ma si sono riempiti di significato, spingendoli a chiedersi il perché del loro stare insieme, ad essere vicini a Vittorio e Simonetta e a soddisfare il desiderio di “uscire” da sé per comunicare qualcosa di importante agli altri.

“La morte cambia le persone; ti fa vedere la vita come un gioiello prezioso”. Questi giovani, da poco maggiorenni, hanno così aperto gli occhi agli alunni di qualche anno più piccoli di loro sull’importanza della vita vissuta come dono e di un divertimento che nasce dallo star bene con i propri amici senza dover ricorrere a trasgressioni o eccessi tipici dello “sballo” proposti oggi ai nostri giovani da chi certo non ha a cuore il loro bene e la loro felicità.

“Una divisa non è qualcosa da combattere: è un amico in più”. Vittorio ha saputo comunicare, da adulto e genitore, tutto il dramma vissuto dalla sua famiglia insieme alla speranza, divenuta in questi anni certezza, che la morte di Francesco non è stata inutile, ma ha fatto riflettere tanti giovani guidandoli a indirizzare le loro vite verso scelte più consapevoli e responsabili, sapendo di poter contare sulle forze dell’ordine che non sono da evitare, ma da stimare e rispettare.

In quest’ottica l’incontro-testimonianza ha “toccato” nel vero senso del termine il cuore dei nostri alunni che hanno fatto tesoro prezioso di questa esperienza e hanno voluto ringraziare gli ospiti intervenuti con un bouquet di roselline bianche fatte in carta pesta da loro stessi e una piccola offerta per contribuire concretamente agli scopi dell’Associazione.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-03-2017 alle 22:00 sul giornale del 04 marzo 2017 - 967 letture

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