Antonio Delle Rose e il Ricomposto Zodiaco alla Rocca Roveresca

28/02/2017 - Si inaugura il 4 marzo 2017 alle 18,30, negli spazi della Rocca Roveresca di Senigallia, la mostra personale di Antonio Delle Rose, intitolata ‘Ricomposto Zodiaco’, che presenta opere dal 2005 al 2015. Un decennio di lavoro, attraversato da eleganti figure femminili immaginarie immaginate, ritratte con i colori dell’olio e dell’acrilico e con le matite su carta.

La mostra, che è organizzata dal Comune di Senigallia, ha il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e del Turismo e del Museo d’Arte moderna e della Fotografia. Sarà presentato nell'occasione anche il catalogo della mostra, che unisce all’ampia documentazione iconografica presentazioni e note critiche di Carlo Emanuele Bugatti, Toni Toniato, Carlo Franza, Gabriele Tinti. Riferendosi alla nuova iconografia di Antonio Delle Rose il prof. Bugatti, direttore del Musinf, riporta come in merito agli anni di frequenza all'Accademia di Belle Arti di Urbino Stefano Schiavoni raccontasse che Antonio Delle Rose già da giovanissimo fosse accompagnato da una fama di disegnatore eccellente. La sicurezza della linea di contorno rivela come la pittura di Delle Rose ancora oggi si giova delle vocazione grafica naturale, manifestando un esercizio magistrale del disegno dal vero, cui si somma il sostegno di approfonditi studi anatomici.

L'esito attuale della creatività di Delle Rose è quello di dipinti di straordinaria perfezione formale, prevalentemente dedicati al racconto della figura femminile nel contesto contemporaneo. Attento osservatore e studioso della realtà, Delle Rose è anche un letterato. In merito il prof. Bugatti ha segnalato il volume "Arte a Parole", uscito nel 2011 nella serie dei Quaderni del Consiglio regionale delle Marche. Nella mostra alla Rocca Roveresca Delle Rose ci propone la novità di figure di femminili, che tagliano, sotto molti profili, il filo d'unione con le raffigurazioni muliebri, che popolano la storia dell'arte. Nei suoi grandi dipinti, di splendida esecuzione, appare l'iconografia di donne moderne, che vogliono essere solo sé stesse. Alla vigilia della Grande guerra una Mary Richardson, entrava alla National Gallery di Londra e sfregiava la Venere di Velasquez per tentare di dare soggettività e peso politico alle donne. Davvero altri tempi. Né madri, né sante, né peccatrici, né amanti, né mogli, né angeli, né diavoli, le donne di Delle Rose impersonano oggi l’immagine della bellezza modernamente intesa.

Forse sono amazzoni, forse dee, che nel contemporaneo stanno componendo una nuova mitologia pop. Sono ancora armoniose e sensuali nella loro laica dinamica gestuale, nella loro irrefrenabile e giusta esigenza di vivere da protagoniste. Esteticamente si collocano tra le femminilità di Lucas Cranach, Botticelli e Raffaello. Dentro gli abiti moderni in cui Delle Rose le rappresenta è ancora possibile immaginare sensualità femminili. Delle Rose finalmente accontenta le Guerrilla girls, che, qualche decennio fà, erano il collettivo femminista artistico, che protestava perché sembrava fosse indispensabile che le donne dovessero essere nude per entrare al Metropolitan Museum. Infatti al tempo l’85% dei nudi del Metropolitan era femminile. Oggi le donne di Delle Rose entrano vestitissime nei musei. Sono anche attive freneticamente ed in carriera. Antonio Delle Rose è nato nel 1953 a Lecce, vive e lavora a Pesaro. Ha collaborato alle riviste di poesia: “Le Porte” e “Numero Zero”. Ha presentato nel 1986, al teatro Sperimentale di Pesaro, un proprio lavoro teatrale dal titolo: “Il Cerchio di Bronzo”.

Ha pubblicato nel 1979 “Tripthucos”; nel 1981 “Arte e Scienza”; nel 1989 un saggio sul pittore marchigiano Osvaldo Licini; nel 1994 ha pubblicato “Intinti”, raccolta di poesie. Presente in manifestazioni nazionali come la Quadriennale di Roma ed il premio Salvi, ha tenuto mostre personali in Italia e all'estero. Della sua opera hanno scritto, tra gli altri, Toni Toniato, Claudio Ferri, Valeriano Fanelli, Rosario Assunto, G. Giagnolini, G. Castellani, V. Fanelli, S. Mariani, G. D’Elia, R. Russo, C. Colangeli, Giancarlo Scriboni, Paolo Volponi, Mario Ramous, Bernardo Valli, Roberto Roversi, Del Guercio, Miklos Varga, Maria Stella Sguanci, Bruno Ceci, Antonella Micaletti, Vittorio Rubiu, Maria Stella Sguanci, Silvia Cuppini, Mariano Apa, Giorgio Trevisan, Paola Azzolini, Michele Loffredo, Alessandro Pitrè, Athos Tombari, Fra Giancarlo Mandolini, Paolo Angeletti, Roberta Ridolfi, Gabriele Simongini. .







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-02-2017 alle 17:25 sul giornale del 01 marzo 2017 - 655 letture

In questo articolo si parla di cultura, musinf

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