Tari e gestione della piscina Saline, Senigallia Bene Comune presenta un'interrogazione orale e una mozione

25/02/2017 - Aumento della Tari e gestione della piscina comunale ‘Saline’, due questioni importanti che Senigallia Bene Comune sta analizzando ed affrontando, presentando, in vista del prossimo Consiglio Comunale, un’apposita interrogazione orale (Tari) ed una mozione (piscina).

“L’aumento della Tari, approvato dalla maggioranza nell’ultima seduta di Consiglio, è stato motivato con la necessità di coprire i maggiori costi dovuti al conferimento in discarica del materiale spiaggiato. Ma- evidenzia il consigliere comunale Giorgio Sartini- dalle schede, che mi ha inviato l’A.S.A. (Azienda servizi ambientali), risulta che l’80% del materiale spiaggiato conferito in discarica negli anni 2015 (18.475 tonnellate) e 2016 (8.449 tonnellate) è costituito da sabbia e da materiale non organico”. “A fronte di ciò- prosegue- abbiamo avuto 1.219.386 euro di costi di smaltimento nel 2015 e di 557.655 euro nel 2016”.

Il 2016, fa presente Sartini, dati alla mano, non è completo “in quanto non hanno potuto portare altro materiale in discarica perché intasata. Non riuscivano a prendere altro materiale”. “Quindi- - sottolinea il consigliere di Senigallia Bene Comune- quello che abbiamo pagato non è lo spiaggiamento del 2016, è una parte del 2016”. “Inoltre- osserva- quello che emerge subito dai dati è che di 1.777.041 euro di costi, ben 1.435.849 euro sono stati pagati per smaltire in discarica la sabbia, e non l’organico”.

Pertanto la responsabilità dell’aumento della Tari pagato dai cittadini, secondo Senigallia Bene Comune, è da attribuire alla ditta “che, nonostante nel contratto in essere per la pulizia della spiaggia risulta che è tenuta a differenziare il materiale da conferire in discarica dalla sabbia, non ha lavorato correttamente” ma anche alla Provincia ed al Comune che non ha controllato adeguatamente.

Da qui la decisione di presentare un’interrogazione orale per chiedere quali provvedimenti intende prendere il Comune nei confronti della ditta.

Tuttavia, come anticipato, il consigliere comunale Giorgio Sartini ed i membri del gruppo Senigallia Bene Comune, che ribadiscono di “svolgere il loro ruolo di opposizione in maniera seria, documentata e trasparente nell’interesse dei cittadini”, vogliono fare chiarezza anche in merito alla questione della gestione della piscina comunale ‘Saline’.

“Un impianto di proprietà comunale, gestito sin dalla sua apertura dal Comitato territoriale Uisp in base alla convenzione approvata con le deliberazioni della Giunta Municipale (ad oggi si sono susseguiti ben 6 rinnovi) senza che il soggetto gestore sia stato individuato con procedura pubblica”- osserva Giorgio Sartini.

“Non solo- continua- il gestore è tenuto ad inviare all’Amministrazione comunale, entro 30 giorni dall’avvio della gestione, una relazione programmatica annuale ed il rendiconto di gestione dell’impianto con le tariffe applicate, l’ammontare complessivo degli incassi e le spese affrontate”.

“Dai rendiconti inviati dalla Uisp Senigallia al Comune, che- evidenzia il consigliere comunale- sono incompleti e violano gli obblighi imposti dalla convenzione in quanto se da un lato tra i costi sono state inserite tutte le spese relative alla gestione, nelle entrate sono stati omessi tutti gli introiti derivanti dai corsi per adulti e scuola nuoto ed altro ancora; riportano le entrate derivanti da non soci ma non vengono riportate le entrate derivanti dalle frequentazioni dei soci Uisp, e non risultano reperibili quelli antecedenti al 2009, oltre che non è stato inviato quello del 2013, per un totale di 314.344 euro di perdite in sei anni risultano, a febbraio 2014, 110.787 euro di costi per interventi di miglioramento eseguiti direttamente dalla Uisp”.

A fronte di ciò ed in virtù del fatto che “il Comune sostiene a tutt’oggi dei costi pari a 130.000 euro circa annui per le utenze (92% delle bollette di luce, gas e acqua)”, Senigallia Bene Comune ha deciso di presentare una mozione, che ancora non è stata calendarizzata, per chiedere all’Amministrazione di recedere dalla convenzione in essere con la Uisp, il tutto con il termine di preavviso di 3 mesi, e di avviare una procedura per porre in gara pubblica la gestione della piscina comunale.

“L’Amministrazione comunale, stando alla convenzione in vigore, può in qualsiasi momento recedere dalla convenzione per superiori motivi di interesse pubblico purchè ne dia formale preavviso di 3 mesi al gestore- conferma Sartini- considerato ciò, chiediamo che venga revocata la concessione con il preavviso utile anche per far sì che, alla fine di luglio, quando dovrà essere rinnovata, si possa procedere con un affidamento tramite una gara di evidenza pubblica”.



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Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2017 alle 18:49 sul giornale del 27 febbraio 2017 - 1256 letture

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