Concluso il progetto contro il bullismo

23/02/2017 - L’incontro con la polizia postale ha concluso il progetto del Comune di Senigallia “Non è bello fare il bullo – la lettura del fenomeno del bullismo della nostra società”.

Lo scorso 20 febbraio, nell’aula magna del liceo scientifico Medi si è svolto l’ultimo incontro pubblico aperto alla cittadinanza, dei cinque previsti nel progetto. Filippo Trovato, della Polizia Postale di Ancona, di fronte a una platea composta soprattutto da genitori e insegnanti ha affrontato il tema dell’imputabilità, dell’importante cambiamento che avviene per i ragazzi di fronte alla legge al compimento dei 14 anni e in seguito dei 18 anni. Trovato ha anche parlato della proposta di legge sul tema del cyberbullismo e della normativa già in vigore per i vari reati che vengono commessi quando si parla di bullismo.

Oltre alle indicazioni tecniche e informatiche sulle potenzialità e i rischi dei computer, dei telefoni e dei social, l’ispettore ha sottolineato l’importanza di osservare i ragazzi e i loro cambiamenti, raccomandando di star loro vicini , di fare attenzione a quei comportamenti che dovrebbero far scattare immediatamente dei campanelli d’allarme e, in caso di dubbio o in presenza di situazioni di violazione, di contattare tempestivamente la polizia postale. Il progetto ha coinvolto una variegata gamma di professionisti, che ha permesso di affrontare questo complesso fenomeno sotto diverse sfaccettature: l’approccio tecnico e psicologico del dottor Giuseppe Lavenia, la toccante testimonianza di Paolo Picchio, papà di Carolina, la partecipazione e il patrocinio dell’Ordine degli Psicologi delle Marche, la coraggiosa testimonianza di Vincenzo Vetere vittima di bullismo e giovane presidente dell’associazione Acbs, fino all’incontro con Filippo Trovato della Polizia Postale.

Oltre alle famiglie, il progetto ha coinvolto 500 studenti di nove istituti scolastici. I ragazzi da ottobre a febbraio hanno visto tre film e discusso su questa tematica nel gruppo classe con la mediazione di una psicologa, per aumentare l’empatia, la collaborazione, il rispetto e creare spazi di dialogo come prerequisiti di prevenzione. Hanno partecipato agli incontri assembleari con gli stessi professionisti che hanno incontrato gli adulti e anche allo spettacolo “Io me e quell’altro in me”, ideato e realizzato autonomamente da un gruppo di una trentina di studenti del liceo Galilei di Ancona, come esempio di partecipazione giovanile e di veicolazione di messaggi tramite i canali artistici della musica, immagine e recitazione.





Questo è un articolo pubblicato il 23-02-2017 alle 16:32 sul giornale del 24 febbraio 2017 - 435 letture

In questo articolo si parla di cultura

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aGLw