Girolametti sui requisiti per le case popolari: "Ecco come stanno davvero le cose"

carlo girolametti 15/02/2017 - Armato di grande pazienza, mi trovo di nuovo a dover intervenire per fare chiarezza riguardo a dichiarazioni non vere riguardanti questa volta le modalità di assegnazione delle case popolari.

Evito ogni forma di polemica con il consigliere della Lega Nord che si è appena seduto in Consiglio Comunale e può fargli difetto la competenza e l’esperienza. Per conseguire l’assegnazione di un alloggio ERP sovvenzionata (Case popolari) sono richiesti i seguenti requisiti in base all’art. 20 quater della Legge regionale n. 22 del 27/12/2006 e successive modifiche:
a) essere cittadino italiano o di un paese dell’Unione Europea, oppure cittadini che non aderiscono all’UE ma titolari di carta di soggiorno o possessori di permesso di soggiorno di durata almeno biennale;
b)avere residenza o prestare attività lavorativa nel Comune in cui si concorre per l’assegnazione dell’alloggio;
c)non essere titolari in tutto il territorio nazionale della proprietà, uso, usofrutto o altro diritto reale di godimento di altra abitazione;
d)di avere un reddito del nucleo familiare calcolato secondo i criteri stabiliti dal D.P.C.M. n.159 del 5/12/2013 (ISEE) non superiore a quanto stabilito dalla giunta regionale entro il 31 marzo di ciascun anno;
e)non aver avuto precedenti assegnazioni in proprietà o con patto di futura vendita di un alloggio realizzato con contributi pubblici o finanziamenti concessi da enti pubblici .

I requisiti devono essere posseduti dal richiedente e dai componenti il nucleo familiare, al momento della presentazione della domanda e debbono permanere al momento della assegnazione e perdurare durante la locazione.

Quindi in base a legge regionale, a cui i comuni debbono attenersi, il cittadino che fa richiesta di alloggio ERP non deve possedere o avere in uso altro alloggio sul territorio nazionale e, a prescindere se è italiano o meno, non è tenuto a dichiarare la proprietà di una casa all’estero. Inoltre non esiste una ISEE per i cittadini italiani e una per gli stranieri (e ci mancherebbe!) ma esiste una sola ISEE calcolata in un unico modo, uguale per tutti i residenti in Italia e in particolare per i cittadini residenti nel comune dove si vuole conseguire un alloggio di ERP.
Per la formulazione della graduatoria per l’assegnazione degli alloggi , il Comune si avvale di apposita Commissione di Ambito Sociale composta da:
-avvocato iscritto all’ordine con funzione di presidente;
-dirigente dell’Ufficio Comune o suo delegato
-direttore dell’ERAP o suo delegato
-tre rappresentanti delle Organizzazioni sindacali del Settore Abitativo.
Al fine di evitare ciò che si sente spesso dire, cioè che prende la casa chi non ha bisogno, il controllo delle dichiarazioni viene fatto, anche in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, su ogni soggetto maggiorenne di ciascun nucleo familiare. La modalità della attribuzione dei punteggi è piuttosto complessa, articolata e normata in modo da lasciare poca autonomia ai singoli Comuni, ma a è disposizione di chiunque ne faccia richiesta.

Spero di essere stato di aiuto a chiunque fosse davvero interessato a conoscere la gestione delle graduatorie per l’assegnazione delle Case Popolari. Ma ciò che più mi solleva è che stiamo iniaziando a fare le prime assegnazioni per chiamata e quest’anno faremo più chiamate degli altri anni.


da Carlo Girolametti
assessore welfare e sanità Comune di Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-02-2017 alle 18:11 sul giornale del 16 febbraio 2017 - 2873 letture

In questo articolo si parla di politica, Carlo Girolametti

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Assessore Girolametti ma in concreto quante sono queste abitazioni da assegnare?
Leonardo Maria Conti

Commento modificato il 17 febbraio 2017

Quindi non sono tenuti per legge a dichiarare l'eventuale possesso di case all'estero.
Mi pare che questo era il punto sollevato in alcune discussioni lette in giro, casomai va cambiata la legge.

Quindi questo non concorre al reddito, anche se mi viene da pensare che coloro che arrivano qui (penso in particolare da Paesi del sud del mondo o da Paesi est europei) se pure possedessero una casa non credo che questo andrebbe a migliorare il loro reddito in Italia, che ha un costo della vita decisamente più alto.
Se invece possedessero altri beni mobiliari o immobiliari (terreni) questi si dovrebbero essere valutati in qualche modo e capire se possono influire positivamente sul reddito percepito in Italia.




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