Castelleone di Suasa: giorno del Ricordo delle Foibe, una poesia di Letizia Forchiari per non dimenticare

foibe giorno del ricordo 10/02/2017 - La terribile pagina di storia a cui fa riferimento il Giorno del Ricordo il 10 febbraio, istituito con la Legge dello Stato numero 92 del 30 marzo 2004, interessò particolarmente i territori dell'Istria negli anni dal 1943 al 1947 quando furono rastrellate, deportate e uccise migliaia di persone, per lo più italiani.

Furono arrestati fascisti, anti-fascisti e partigiani, cattolici ed ebrei, uomini, donne, vecchi e bambini, industriali, agricoltori, pescatori, poliziotti e carabinieri, militari e civili, secondo un disegno che prevedeva l'epurazione attraverso torture, fucilazioni e infoibamenti.

La persecuzione, soprattutto in quella "terra di nessuno" vicina al confine sottoposta all'amministrazione jugoslava, la violenza e l'efferatezza delle esecuzioni, precedute spesso da processi sommari, torture e linciaggi, determinarono l'esodo che nel dopoguerra allontanò quasi tutta la popolazione italiana dall'Istria. Anche in questa triste ricorrenza, per cercare di alimentare sempre più la cultura della non violenza e del rispetto per il genere umano, vogliamo dare il nostro contributo con una toccante poesia di Letizia Forchiari, per non dimenticare.

Lì roccia,
lì buio,
lì morte.
Legati,
gettati nel buio,
vittime:
vittime ancora della follia,
dell’odio, della violenza.
Donne, uomini, vecchi, bambini:
tutti gettati nelle foibe.
Luoghi aspri, duri,
macchiati di sangue d’altre vittime.
Paura.
Le foibe: il nulla.

Letizia Forichiari





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2017 alle 12:08 sul giornale del 11 febbraio 2017 - 701 letture

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