“Un nodo blu contro il bullismo”, a Senigallia l’incontro con Vincenzo Vetere

07/02/2017 - Il Comune di Senigallia e tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado della città partecipano alla campagna promossa dal Miur “Un nodo blu contro il bullismo”.

Il 7 febbraio, in concomitanza con la Giornata Europea della Sicurezza in Rete, è stata istituita la Prima Giornata Nazionale contro il bullismo a scuola e gli studenti e le scuole sono invitati a indossare, appendere o mostrare il simbolo della lotta al bullismo. A Senigallia, lunedì, ben 500 studenti hanno fatto una foto con un nodo blu. All’interno del progetto “Non è bello fare il bullo”, infatti, si è svolto l’incontro con Vincenzo Vetere, giovane presidente dell’associazione “ACBS contro il bullismo scolastico” di Magnano della provincia di Milano.

Nella mattinata Vetere ha incontrato gli studenti per parlare con loro delle applicazioni degli smartphone e guardare insieme alcuni docu-film. Ha poi portato la sua testimonianza sulla lunga esperienza di vittima del bullismo, riscattata oggi con la fondazione di un’associazione che tenta di dare aiuto ad altre persone che si trovano sole a subire continui soprusi. Numerosi e forti i messaggi che sono arrivati ai ragazzi presenti: l’importanza di parlare subito, il fatto che ogni persona vale anche se cercano di convincerti del contrario, la violenza che non è mai una soluzione, la rabbia che si può gestire e trasformare in un potente motore per attivare le proprie risorse.

Grande partecipazione anche all’incontro serale con i genitori e gli insegnanti, che ha stimolato molte riflessioni e ha aperto un dibattito sulla complessità di far fronte a queste situazioni, sull’aumento di episodi sottili e quotidiani di esclusione, sulla difficoltà di relazione e collaborazione tra scuola e famiglia. Alla difficile domanda su cosa bisogna fare quando emerge un disagio legato al bullismo, Vetere ha risposto: “Non agire d’impulso, ma studiare il caso, capire cosa sta succedendo. Chiedere un incontro tra la scuola e la famiglia, documentare il percorso, lavorare insieme. Per un adolescente che soffre è molto doloroso non essere creduto, essere colpevolizzato o sminuito”.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-02-2017 alle 14:30 sul giornale del 08 febbraio 2017 - 2297 letture

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