TARI: M5S, "Anche stavolta gli amministratori vogliono far pagare ai cittadini i danni di una inaccurata gestione"

Movimento 5 Stelle Senigallia 29/01/2017 - Siamo giunti, anche per il 2017, alla determinazione di aliquote e tariffe per l’anno in corso, in concomitanza con l’approvazione del Bilancio di previsione finanziario armonizzato 2017/2019.

Nonostante sia stato confermato anche per il 2017 il blocco degli aumenti sui tributi comunali (art. 1, comma 26 della legge n. 208/2015), per contenere il livello complessivo della pressione tributaria, tale blocco non si applica alla tassa sui rifiuti (TARI), in quanto le specifiche entrate vanno a garantire la copertura del costo complessivo del servizio, che è pari ad € 10.991.230,29.

Per quanto riguarda le voci di spesa, gli scostamenti più significativi rispetto al 2016 sono dovuti alla voce riguardante la pulizia dell’arenile, nonostante la massa di materiale spiaggiato sia passata dalle  27.000 tonnellate del 2015, alle  appena 8 tonnellate nel 2016, come affermato, in Commissione bilancio, dall’Assessore Memè con delega alla gestione e manutenzione del litorale.

Durante la Seduta del 27 luglio 2016 il Consiglio comunale ha approvato la Delibera N° S-LP/2016/1594 avente ad oggetto il debito fuori bilancio per interventi post mareggiata del 23/03/2016.
Si legge in delibera: “Viste le conferenze di servizi del 01/04/2015, 08/05/2015 e 25/05/2015 a cui hanno partecipato, oltre il Comune di Senigallia, la Regione Marche, la Provincia di Ancona, il Comune di Corinaldo e ASA S.r.l.;
- Preso atto che: - a seguito dei lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa di cui sopra, ad oggi dopo ogni piena si verifica uno spiaggiamento straordinario di materiale organico putrescibile;
- a causa dei cambiamenti climatici avvenuti nell’ultimo decennio si assiste sempre più spesso a fenomeni meteorologici intensi che, a loro volta, provocano le piene e le mareggiate causa degli spiaggiamenti anomali di rifiuti”.

Quindi il debito fuori bilancio, per ammissione esplicita dell’ente, è stato prodotto a causa ed a seguito dei lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa.
Ai fini dell’acquisizione del debito fuori bilancio ai sensi di cui all’art. 194 comma 1 lett. E) del Dlgs n. 267/2000 il Collegio dei revisori dei Conti ha riconosciuto la legittimità del debito in quanto derivante, da “acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 191, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l'ente, nell'ambito dell'espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza”. http://senigallia.openmunicipio.it/media/attached_documents/20160723/0005_1594_20160722061549.pdf

Lunedì 30 gennaio si riunirà il Consiglio comunale di Senigallia per deliberare l’ennesimo aumento indiscriminato di questa iniqua tassa, resa ancora più odiosa per il fatto di non venire applicata in maniera virtuosa, secondo il principio del “chi inquina paga”, sancito dall’art. 14 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio europeo. Questa direttiva prevede infatti che alla gestione dei rifiuti venga applicata la “tariffa puntuale”, ovvero un contributo in base alla quantità di rifiuto indifferenziato (bidone grigio) prodotto, mentre l’amministrazione continua a farci pagare in base a un calcolo medio di rifiuti prodotti per unità di superficie.

Questo calcolo “spannometrico” viene riproposto nonostante il Consiglio comunale, nella seduta consiliare del 19/12/2013, abbia approvato e deliberato una Proposta di delibera  “Atto di Indirizzo sulla Gestione dei Rifiuti” (Del. Cons. Com. n. 97 del 19 -12-2013) protocollata dall’allora Meetup M5S Senigallia, firmata da numerosi cittadini che hanno appoggiato la nostra idea di gestione virtuosa dei Rifiuti con particolare interesse all’attuazione della “Tariffa Puntuale” secondo cui chi meno inquina meno paga, sostenuta ed esposta dal Consigliere Roberto Paradisi.

Ma facciamo un passo indietro.
Mercoledì 22 ottobre 2014, nell’ambito di un servizio realizzato sulle città italiane colpite da alluvioni o con problemi di dissesto idrogeologico, le telecamere di Rainews 24 si sono spostate sul fiume Misa.
Ad intervenire in diretta era stato l’allora assessore all’urbanistica Simone Ceresoni, intervistato dal giornalista Carlo Cianetti, il quale dichiarava : “Tra pochi giorni  partiranno i lavori appaltati dalla Provincia di Ancona, per un investimento di 760 mila euro. Si tratta di opere di manutenzione per la pulizia e la riprofilatura dell’alveo del fiume”.

Anche il nostro primo cittadino, con una sua dichiarazione rilasciata ad un quotidiano online  nel novembre 2014, informava la cittadinanza che con l'atto integrativo dell'Accordo di programma stipulato tra la Regione Marche e il ministero dell'Ambiente si prevedeva di avviare una nuova serie di interventi urgenti finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico, con lo stanziamento di risorse pari ad € 8,9 milioni da investire subito.

Nel dettaglio, 4,5 milioni sarebbero stati destinati alla realizzazione delle vasche di espansione, 2 milioni al potenziamento degli argini e altri 2,4 milioni alla manutenzione degli argini e alla riprofilatura degli alvei.
Dopo i ringraziamenti al ministro per l’Ambiente di allora, Gianluca Galletti, e all’Assessore Paola Giorgi per l’importante contributo, si doveva passare alla fase operativa ed il Sindaco così dichiarava:  “…il Comune vigilerà attentamente affinché Regione e Provincia, alle quali compete esclusivamente la realizzazione degli interventi, portino a termine i lavori entro il prossimo anno. Senigallia non sarà un'altra Genova".

In particolare i lavori di manutenzione, pulizia e rimozione degli alberi dall'alveo del fiume sono stati appaltati dalla Provincia di Ancona.
Dopo l’esecuzione dell’appalto summenzionato si verificava un fenomeno di trascinamento di grandi quantità di legname, alberi e detriti  lungo il fiume Misa fino al mare, con conseguente spiaggiamento di enormi quantità di materiali legnosi e detriti a seguito delle mareggiate.

Noi cittadini ci chiediamo:  se i lavori di manutenzione competevano esclusivamente a Regione e Provincia, a chi competeva la rimozione dall’alveo delle tonnellate di alberi e arbusti tagliati?
L’art. 192 del Codice dell’Ambiente, in materia di gestione dei rifiuti, vieta e sanziona l’abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo, così come l’immissione di rifiuti di qualsiasi genere nelle acque superficiali e sotterranee. Se la competenza della manutenzione era di Provincia e Regione, non spettava loro anche la rimozione ?

Ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, “chiunque viola i divieti di cui ai commi 1 e 2 è tenuto a procedere alla rimozione, all'avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull'area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo. Il Sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all'esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate”.

Ci chiediamo allora:
• perché il Sindaco ha “contabilizzato” come “debito fuori bilancio” e quindi come “servizio”, l’enorme costo che si è reso necessario per rimuovere l’enorme quantità di detriti spiaggiati che Senigallia ha visto riemergere dal mare in questi due anni?
• perché ha imputato a rifiuti urbani prodotti da locali o aree scoperte produttive cittadine, ciò che era invece il risultato di un’attività illecita di abbandono di rifiuti sull’alveo del Fiume Misa durante i lavori di manutenzione appaltati dalla Provincia?
• perché ha gravato i cittadini di Senigallia dell’onere di sostenere questi costi, anziché emettere un’ordinanza con termine a provvedere nei confronti di Provincia e Regione, decorso il quale procedere al recupero coattivo delle somme anticipate?

La crisi economica, la TARI, la viabilità cittadina (http://www.viveresenigallia.it/2017/01/30/commercio-penalizzato-dalla-nuova-viabilit-m5s-urge-un-intervento-dellamministrazione/624876/ - http://www.senigallianotizie.it/1327420653/movimento-5-stelle-senigallia-sulla-circolazione-in-centro-la-giunta-intervenga ), una tassazione con l’applicazione delle massime aliquote stanno mettendo in ginocchio la nostra città, votata al commercio ed al turismo.
Anche stavolta gli amministratori vogliono far pagare ai cittadini i danni derivati da una inaccurata gestione.
Ma Senigallia non se lo può più permettere.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-01-2017 alle 16:21 sul giornale del 30 gennaio 2017 - 1465 letture

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Valter morganti

30 gennaio, 09:44
Il paradosso....negli ultimi anni a causa dei lavori fatti male da Regione provincia e da inesistenti controlli del comune, noi balneari ci ritroviamo un super lavoro a mare. A noi ci completa la raccolta della solita alga verde o di altri materiali provenienti dal Mare, non ci compete raccogliere la legna o i suoi residui sminuzzati causati dalla mancata raccolta dopo lo sfalcio. L'amministrazione propone una a soluzione geniale aumenta del 61% la tari ai bagnini anziché dirgli grazie per la collaborazione. Gestire in questo modo un comune è veramente da politico di altri tempi, dove non era importante la capacità ma di che partito facevi parte.